Salvatore Distefano
(1934-2005)
Il 16 maggio u.s. il Signore ha richiamato a sé
l’indimenticabile fratello Salvatore Distefano, dopo un periodo di grave
malattia sopportato con serenità fino all’ultimo, sostenuto e curato dalla sua
consorte, l’amabile sorella Sara, e dal genero Salvatore Cirmi, anche nella sua
qualità di medico.
L’avevamo incontrato l’ultima volta nella riunione del
Consiglio Generale delle Chiese a Roma, nella prima quindicina di gennaio u.s.,
e avevamo tutti notato il suo precario stato di salute fisica, mai pensando,
però, di una dipartita così repentina.
Nonostante le sue sempre più deboli condizioni fisiche, ha
continuato a comunicare con i fratelli telefonicamente e a chiedere preghiere per
il suo stato di salute.
I fratelli del Consiglio Generale delle Chiese e del
Comitato di Zona della Sicilia, nonché i pastori delle comunità siciliane, sono
stati tutti particolarmente colpiti dall’evento in quanto il fratello Distefano
aveva collaborato con loro per trentasei anni nel ministerio che Dio gli aveva
affidato e nei vari incarichi che aveva ricoperto, prima come segretario del
Comitato di Zona della Sicilia, nel periodo 1969-81, e poi come membro del
Consiglio Generale, nel periodo 1981-2004.
Salvatore era nato a Biancavilla, un importante centro
agricolo in provincia di Catania, situato sulle pendici sud-occidentali
dell’Etna, il 13 dicembre 1934 da buona famiglia e, dopo il diploma di studi
superiori, era entrato a lavorare nell’amministrazione comunale, dove fece
carriera fino a divenire Ufficiale di Stato Civile.
Fu nel febbraio 1953 che, trovandosi a Catania con un
amico, passò per il popolare Rione S. Cristoforo diretto ad un cinema, quando
entrò per la prima volta nella chiesa ADI di Via Juvara.
Colpito dal messaggio dell’Evangelo, quel giorno accettò
con tutto il suo cuore il Signore Gesù Cristo come suo personale Salvatore e
ben presto ricevette il glorioso battesimo nello Spirito Santo.
Pur continuando a frequentare quella comunità distante
trenta chilometri dalla sua residenza, iniziò a testimoniare della sua fede nel
Signore, alcune anime si convertirono e si formò una piccola comunità della
quale fu il pastore dal luglio 1954.
Nel dicembre 1960 si unì in matrimonio con la sorella Sara
D’Arrigo, originaria di Catania, che è stata la sua fedele consorte e
sostenitrice nel ministerio.
Intanto la sua attività evangelistica si sviluppava e nel
1972 iniziò a prendere cura della piccola ma fervente comunità di Bronte, un
centro agricolo nella valle di Simeto, che si affaccia sulla provincia di
Messina, e la incoraggiò all’acquisto di un grazioso locale di culto al centro
della cittadina.
Intanto la testimonianza dell’Evangelo era giunta a
Paternò, un grande e noto centro a venti chilometri da Catania, ed il fratello
Distefano, nel febbraio 1976, iniziò a prendere cura del piccolo gruppo
esistente ed in grave crisi spirituale, che, per il suo impegno alacre non
soltanto aumentò di numero, ma acquistò un bel locale di culto, che dovette
essere ripetutamente trasformato ed ampliato per l’incremento numerico dei
credenti.
Infine, proprio per la visione e il suo impegno
organizzativo, in una zona centrale della città, riuscì ad acquistare dei
ruderi già magazzini di agrumi abbandonati per trasformarli in ampi locali di
culto con numerose aule per la Scuola Domenicale e, perfino, un vasto
parcheggio per le automobili.
Durante il suo ministerio ottenne anche l’apprezzamento
delle autorità cittadine, perché questi edifici sono divenuti nel tempo la sede
di vari convegni fraterni provinciali e regionali.
L’infaticabile attività spirituale di Salvatore,
nonostante avesse ancora impegni di lavoro, la spinse ad accettare, nel 1990,
la cura della piccola comunità di Centurie, in provincia di Enna, esistente dal
1932. Egli riuscì a dare nuovo impulso al gruppo e ben presto ci furono molte
conversioni. Da organizzatore quale era, ritenne assolutamente indispensabile
trovare un locale più ampio e dignitoso, che fu acquistato ed è divenuto seda
della chiesa locale.
Accanto a quest’opera di evangelizzazione di edificazione
delle anime, è stato sempre attivo nello sviluppo della comunione fraterna tra
le oltre 240 ADI della Sicilia.
La sua instancabile attività lo spinse ad accettare
impegni a carattere regionale molto importanti, come la presidenza dell’Istituto
Evangelico “Betesda”, Casa di Riposo per anziani di Macchia di Giarre
(Catania), che sotto al sua guida è stato totalmente ristrutturato ed ampliato.
Inoltre, fu nominato anche presidente del Centro Comunitario Evangelico “Elim”,
fondato per la visione dell’indimenticabile fratello Vincenzo Federico
(1911-1995).
Negli ultimi due anni aveva chiesto un giovane
collaboratore per la cura delle tre comunità (Bronte, Paternò e Centuripe), ed
è stato così affiancato dal giovane fratello Calogero Palumbo, il quale,
soprattutto in quest’ultimo periodo a causa dell’infermità del fratello
Distefano, ha portato quasi totalmente il peso del ministerio.
Sentendosi venir meno le forze e vicino alla conclusione
del suo pellegrinaggio terreno, domenica 15 maggio u.s., anche nella sua
estrema fragilità e debolezza, si è fatto accompagnare al culto pomeridiano
nella comunità di Paternò.
Ha preso la parola incoraggiando i membri presenti a
perseverare nella fede.
Ha dichiarato di aver ormai concluso il suo ministerio tra
loro e ha indicato il fratello Calogero Palumbo, suo collaboratore nel
ministerio, quale responsabile provvisorio della chiesa.
Al termine della riunione si è seduto accanto al pulpito
ed ha salutato uno per uno tutti i fedeli.
Poche ore dopo è andato ad incontrare il suo Signore, che
aveva amato e fedelmente servito.
Il culto di funerale è stato tenuto mercoledì 18 maggio
u.s. nella chiesa di Paternò, affollata totalmente da fedeli e pastori non
soltanto della Sicilia, ma anche da tutte le zone d’Italia, compresi alcuni
membri del Consiglio Generale e Segretari dei vari Comitati di Zona.
Tra la commozione generale è stato ricordato un fratello,
un amico ed un fedele servitore di Dio, il quale ha finito il corso ed ha
serbato la fede.
La nostra solidarietà e le nostre preghiere vanno alla
consorte, sorella Sara, alle figlie, ai generi ed ai nipoti.
Voglia il Signore consolarli nell’attesa di essere riuniti
nella gloria del Padre per l’eternità.
Francesco Toppi
Tratto da CRIASTIANI OGGI