Silvano
Arcangeli
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Venerdì 21 novembre u. s, il Signore
ha richiamato a Sé Silvano Arcangeli, per anni uno dei fratelli principali
delle ADI, pastore della Chiesa di Bologna e dal 1961 al 1987 Segretario prima
del Comitato di Zona Nord Italia e poi della Zona Italia Nord-Est.
Era nato a Roma il 9 agosto 1930,
figlio di Luigi ed Elvira Arcangeli, una delle famiglie più note della comunità
pentecostale di Roma.
La conversione
Appena quindicenne, Silvano realizzò l’esperienza
della salvezza nel dicembre 1945, durante il risveglio manifestatosi nella
comunità di Roma, che teneva i propri culti nella sede YMCA di Piazza
Indipendenza. Fu uno dei dodici giovanissimi che si convertirono al Signore e
che, grazie a Dio, sono rimasti fedeli. Con la sua scomparsa, quattro di loro
hanno già raggiunto la “Casa del Padre”.
Incoraggiati dall’evangelista che li aveva
condotti al Signore, Silvano e gli altri iniziarono a svolgere un’opera di
testimonianza, pieni com’erano di fervore evangelistico, fino a raggiungere alcune
cittadine del Lazio.
La chiamata al ministerio
Nel 1947, quando fu organizzata la
Scuola Domenicale nella chiesa di Roma, egli fu uno dei giovani credenti ingaggiati
in questo servizio spirituale, e così continuò per molti anni, quando poi
incontrò Anna Rizzo, proveniente da una delle chiese italiane di New York, una
giovane sorella molto dotata e già molto attiva nel campo del Signore. Si
sposarono e, dopo un breve periodo negli Stati Uniti, tornarono in Italia per
impegnarsi nel ministerio cristiano.
Nel 1957, il fratello Michele Gandolfo, che aveva fondato la comunità di Bologna, ne
lasciò la conduzione per trasferirsi negli Stati Uniti e Anna e Silvano
Arcangeli furono chiamati a
sostituirlo nel ministerio in quella città.
Da allora, l’opera dei coniugi Arcangeli è stata svolta in particolare nell’Emilia-Romagna e nell’ambito di questa regione sono stati
pionieri dell’Evangelo per visione e per servizio.
L’attività si allarga
Silvano è stato uno dei fratelli più
rappresentativi del Movimento nella Zona del Nord Italia, che all’epoca contava
poche comunità, in quanto non si era ancora verificata la significativa
emigrazione dal Sud. Egli s’impegnò contribuendo allo sviluppo dell’Opera con
grande fede, organizzando, in tempi ancora di modeste possibilità economiche,
alcune iniziative come il Campeggio del Poggiale, a Monzuno
(BO). Si prodigò, inoltre, anche all’acquisto dell’immobile della chiesa di Bologna,
Via Bolognese, una delle vie centrali della città. Era un’ex officina meccanica,
ma fu trasformata in sede decorosa della comunità, attivamente coadiuvato dalla
consorte, che ne curò lo stile estetico.
Nel 1961, con il sorgere di nuove
comunità, l’Assemblea Generale ADI deliberò la divisione della Zona Italia
centrale e settentrionale; furono istituite due zone distinte e quella
dell’Italia settentrionale elesse Silvano Arcangeli come Segretario del
Comitato.
Con la benedizione di Dio e il fervore
dei credenti, sorsero tante nuove comunità nell’Italia settentrionale, al punto
che l’Assemblea Generale ADI del 1985 deliberò di costituire la Zona Italia
Nord Ovest (che comprendeva il Piemonte, la Val d’Aosta, la Liguria e la
Lombardia) e la Zona Italia Nord-Est (che comprendeva il Veneto, l’Emilia-Romagna e la Toscana).
E Silvano fu riconfermato Segretario
della Zona Nord Est, fino al 1987.
L’improvvisa infermità
Fu proprio nel 1987, che il fratello Silvano
fu colpito da un male inesorabile e dovette subire un difficile intervento di neurochirurgia.
Il Signore rispose alle preghiere del Suo
popolo ed egli fu risparmiato da morte sicura, tuttavia, per le sopravvenute,
deboli condizioni fisiche, dovette abbandonare i propri impegni prima nella
zona e poi, nel 1990, anche nella conduzione della comunità ADI di Bologna,
dove, insieme alla sua fedele consorte, aveva profuso tutte le sue energie e il
suo zelo cristiano.
I coniugi Arcangeli continuarono a
vivere a Bologna, visitando le comunità della zona e alternando la loro
residenza in Italia con frequenti visite a New York, dove risiedono i parenti
della sorella Anna, ma le condizioni fisiche di Silvano, con crisi cardiache ed
altro, andavano sempre più degradandosi, finché, nell’anno 2000, trasferirono
la loro residenza a Roma e qualche mese dopo tornarono a New York.
Le sue condizioni divennero sempre più
precarie, sempre assistito amorevolmente dalla consorte e dalla cognata.
Anche se debolissimo, fino all’ultimo ha
mostrato la serenità e la pace che Dio dona a coloro che l’amano.
Con la sua dipartita, ci lascia un
cristiano che deve essere ricordato per la sua profonda esperienza di credente
e per la sua amabilità. Il ricordo del suo sorriso rimarrà scolpito nella mente
di quanti lo hanno conosciuto.
Dio consoli i parenti ed in
particolare la sorella Anna, per la quale preghiamo perché il Signore continui
ad usarla per la Sua gloria.
Francesco Toppi
Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» gennaio 2004