Giovanni Simone
(1913-1947)
Per oltre cinquant’anni,
la storia di Giovanni Simone è rimasta sconosciuta ai più tranne due timidi
accenni; tutto ciò è certamente dovuto alla mancanza di informazioni
particolareggiate.
Il primo è la citazione di Roberto Bracco
riportata in un volumetto del 1956, che rappresenta
il primo tentativo di mettere per iscritto e “ in evidenza…che il risveglio
pentecostale è sorto e si è sviluppato mediante mezzi e strumenti modestissimi
perché apparisse, in maniera luminosa, l’opera dello Spirito di Dio” e di far
conoscere le vicende del Risveglio Pentecostale in Italia. L’autore, indicato
dal Consiglio Generale delle chiese ADI, compì una ricerca diretta, ma ottenne
informazioni lacunose e talvolta inesatte, delle quali in seguito si dolse. Nel
caso di Giuseppe Simone scrisse:” L’Evangelo fu portato nel1950 a Scampitella, comune già evangelizzato nel 1938, ma con
tragico risultato: il fratello Giovanni Simone fu selvaggiamente ucciso da mano
criminale”.
L’altra citazione riguardante Giovanni Simone
è quella pubblicata nella raccolta storiografica di Giorgio Spini, “ Studi
sull’evangelismo italiano tra ottocento e novecento”. Non sappiamo come lo
storico, sia giunto a conoscere questo
caso. Egli così ha scritto :”SIMONE FRANCESCO di Scampitella
(Avellino), anziano del gruppo pentecostale fu nel 1938 assassinato per mano
fascista”. Tuttavia, queste due citazioni hanno spinto chi scrive ad
approfondire le ricerche, con la collaborazione di Raffaele Paglia, attuale
pastore di comunità e gruppi della zona, che ci ha fornito i particolari di
questa storia tragica. Giovanni Simone nacque nel 1913, a Trevico
(provincia di Avellino), il centro di tutta l’Ippinia,
da una famiglia di agricoltori. Chiamato alle armi, fu inviato in Africa con il
contingente italiano e qui incontrò
Rosario Consoli(fratello del defunto pastore della chiesa di Caserta), che gli
annunciò l’Evangelo e con gioia egli si convertì al Signore. Tornato in patria,
trovò che, per ragioni di lavoro, i genitori si erano trasferiti a Scampitella, un comune distante pochi chilometri da Treviso. Annunciò loro il
messaggio dell’Evangelo e tutti i famigliari si convertirono. Era il 1938. Il
movimento pentecostale era duramente perseguitato e a Giovanni fu impedito di
parlare della fede;la sua era l’unica famiglia evangelica di Scampitella. Giovanni teneva delle riunioni clandestine in
casa sua, ma non venne mai meno nella fede in Cristo. Un membro della comunità,
testimonia che da adolescente lavorava con lui nei campi e “ lo ascoltava
incuriosito, quando ringraziava
pubblicamente dio prima di consumare il cibo. Un particolare interessante e che
“ in mezzo ad un mondo ostile alla testimonianza pentecostale, il fratello
Simone trovò un interlocutore proprio nel sacerdote del paese che lo ascoltava
con piacere quando gli parlava della sua esperienza personale con Gesù, per
mezzo dell’Evangelo. Nel 1904, Giovanni si unì in matrimonio con Maria Paolillo ed ebbero tre figli. Intanto era passata la guerra
ed era tornata la libertà di predicare, ma la reazione degli oppositori
all’Evangelo, che sembrava essersi placata, nel 1947 scoppiò improvvisamente,
per un futile motivo. Mentre Giovanni Simone si trovava a lavorare nel proprio
campo per la raccolta del granoturco, un vicino fece entrare il proprio gregge
sul suo terreno. Alla richiesta pacifica di allontanare le pecore che
danneggiavano il raccolto, il padre, padrone del gregge, disse al figlio:” vai
ad uccidere quell’evangelista”. Così con il bastone
in mano il giovane si avvicinò a Giovanni Simone, il quale cercò di convincerlo
con parole pacifiche, ma fu assalito ed ucciso a colpi di bastone.
“Così all’età di soli 34 anni, il Fr. Giovanni
morì senza aver commesso nessun misfatto, lasciando la moglie e tre bambini
piccoli”. L’omicida si chiamava Francesco Giannetta ,
che fu arrestato e condannato, ma dopo alcuni anni fu rimesso in libertà. “La
moglie di Giovanni Simone perdonò il Giannetta,
dimostrando così un’autentica fede in Cristo”. Nel 1950 “quando grazie a Dio
già da diversi anni c’era un po’ di libertà per predicare l’Evangelo, … sorse
nel paese di Scampitella una piccola comunità di
fedeli che si radunava in casa di Euplio Simone, padre di Giovanni, e nella
loro semplicità lodavano il Signore Gesù Cristo che il nostro caro fratello
Simone aveva tanto amato e servito ”. In seguito, a Scampitella è stato aperto un locale dove ancora oggi,
ogni domenica, si tiene il culto al Signore, anche se molti membri di chiesa,
per motivi di lavoro, si sono trasferiti altrove. Giovanni Simone appartiene
alla grande schiera dei testimoni della fede, che hanno pagato con la vita per
la causa di Cristo e dell’Evangelo, lasciando un esempio di indimenticabile
umiltà e fedeltà al Signore.
Francesco Toppi
tratto da :
“Cristiani Oggi” 1/15 luglio 2002