Carmine Monetti
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Il 4
aprile u.s. il Signore ha richiamato a Sé il fratello Carmine Monetti, un noto pastore delle nostre chiese, il quale per
moltissimi anni è stato membro del Consiglio Generale delle Chiese, ricoprendo la
carica di Tesoriere nazionale delle ADI, sempre coadiuvato dalla sua consorte
Debora Russo.
Era nato
a Cappelle, una frazione di Salerno, il 1° gennaio 1926 da una umile famiglia
di agricoltori; era il secondo di quattro fratelli e una sorella.
Fu
istruito nella conoscenza dell’Evangelo dalla mamma, appartenente alla famiglia
Pagano, della comunità di Ogliara, un’altra frazione
di Salerno, sorta nel 1923.
Questa
cristiana dalle doti spirituali eccezionali di fede, riuscì con l’aiuto del
Signore ad inculcare nei figli la fede e la conoscenza dell’Evangelo,
nonostante l’assoluta incomprensione del marito.
Chi
scrive incontrò questa preziosa credente nel 1950, quando fu tra le prime a
divenire membro della nascente chiesa di Salerno; fu allora che fece la
conoscenza di
Carmine,
che era stato condotto alla conversione dallo zio Aurelio Pagano, il quale,
insieme a Salvatore Anastasio, prendeva cura della Comunità di Napoli.
Aveva
testimoniato col battesimo in acqua la sua fede in Cristo vivente a Napoli il 6
marzo 1949 e, poco dopo, ricevette il battesimo nello Spirito Santo.
Si
trasferì per ragioni di lavoro a Pompei, collaborando nell’evangelizzazione col
conduttore del piccolo gruppo di credenti di quella cittadina, ostacolato con
durissime persecuzioni del clero locale.
Carmine
molto spesso visitava la nascente comunità di Salerno e chi scrive ricorda la
sua prima meditazione biblica in un culto domenicale; fu allora che espresse il
desiderio di servire per fede a pieno tempo il Signore.
Nel 1951
fu nominato responsabile di quella comunità.
A
Salerno il Signore benedisse il suo ministerio e quando iniziò
Il suo
sviluppo nel ministerio fu evidente.
Lasciò
la comunità di Salerno per trasferirsi a Reggio Calabria, dove da poco era
sorta una comunità ADI e collaborò incoraggiandone il suo sviluppo.
Fu
nominato dal Convegno Nazionale del 1955 “operaio
itinerante” entrando così a “far
parte automaticamente del Consiglio Generale delle Chiese”.
Questo
incarico che durò due anni, aveva lo scopo di “incrementare l’Opera per una più
profonda unità di fede tra le chiese” (1).
Divenne
poi pastore della comunità di Boscoreale (Napoli)
ormai numerosa, sorta per l’opera di evangelizzazione della comunità di Napoli.
Nel 1959
si unì in matrimonio con Debora Russo, una sorella della comunità di Roma,
impegnata già nell’attività della Scuola Domenicale.
Nel 1961
accettò di trasferirsi a Firenze dove, nel frattempo, era sorta una comunità
inizialmente composta da alcune famiglie pentecostali di origine campana.
Quello
stesso anno fu eletto nel Consiglio Generale delle Chiese e nel 1963 fu eletto
Tesoriere nazionale delle ADI, coadiuvato fedelmente dalla consorte attraverso tutti
gli anni del suo impegno.
Per la
sua ineccepibile amministrazione è stato riconfermato in ogni Assemblea
Generale ADI fino al 1999 e, quando si dimise per ragioni di salute, fu
nominato Consigliere onorario del Consiglio Generale.
Nel
1997, per le sue condizioni di debolezza fisica si dimise da pastore della
comunità di Firenze e al suo posto fu eletto Giuseppe Tilenni,
il quale nel 1999 fu anche eletto Tesoriere nazionale delle ADI.
Intanto
le sue condizioni fisiche si aggravarono a tal punto da non permettergli
neanche di partecipare alle riunioni del Consiglio Generale, delle Assemblee
Generali e dei convegni Pastorali, amabilmente sostenuto e curato dalla
consorte, la sorella Debora, fino a novembre u.s.,
quando ella fu colpita da una grave forma di infermità che non le permise più
di assisterlo.
I figli,
che ormai si erano formati una famiglia, non potendo assisterlo nella forma
dovuta, decisero allora di trasferirlo, almeno temporaneamente, fino alla
guarigione della consorte, presso l’Istituto Evangelico “Ebenezer”
di Corato (Bari).
Purtroppo
le sue condizioni fisiche si sono degradate ulteriormente fino a quando, lunedì
4 Aprile il Signore, improvvisamente, lo ha richiamato a Sé.
I
funerali si sono tenuti a Corato, presso l’Istituto,
con la partecipazione della quasi totalità dei membri del Consiglio Generale
delle Chiese e dei Segretari dei Comitati di Zona.
Egli è
stato uno dei protagonisti per circa cinquant’anni
delle lotte e dello sviluppo delle Assemblee di Dio in Italia, con una
dedizione ed una fedeltà inappuntabili.
Lo
ricordiamo con affetto noi, suoi colleghi anziani nel ministerio, e lo
indichiamo ai nostri fratelli più giovani perché non vengano mai meno nelle
difficoltà, mantenendo “…ferma
sino alla fine la nostra franchezza e la speranza di cui ci vantiamo” (2).
Alla
moglie, molto sofferente, e alla famiglia tutta esprimiamo
la
nostra solidarietà assicurandoli delle nostre preghiere.
Francesco Toppi
1) Raccolta degli Atti dei Convegni
Nazionali, p. 36;
2) Ebrei 3:6.
Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» Maggio 2005