Martin
Lutero
di Claudio Pozzoli
(Rusconi
Libri, 1993)
C’è un punto di rottura nella storia
europea che segna un discrimine irreversibile tra il mondo medievale e la
nascente società moderna, un momento nel quale alcuni uomini per la prima volta
si sentirono capaci di opporre un no alla massima autorità, di fondare una
nuova visione della religione e della vita, di innescare un incendio che
avrebbe devastato il continente per secoli. Questo evento è la Riforma e l’uomo
che per primo accese la miccia, colui che per primo si oppose con tutte le
forze fisiche e intellettuali, è Martin Lutero, uno di quei personaggi
cosmico-storici, per ricordare Hegel, che hanno la capacità demiurgica di fare
avanzare di colpo, e spesso con risvolti tragici, le vicende umane lungo un
binario di evoluzione che forse neppure immaginavano.
In un mondo nel quale la religione svolgeva un ruolo primario nella vita di
milioni di europei e la Chiesa di Roma rappresentava la legittima discendenza
dei fondatori del Cristianesimo, nonché un simbolo di sfarzo, ricchezza, potere
non solo spirituale, lo sconosciuto monaco tedesco che osò ribellarsi, invero
in maniera assolutamente non violenta almeno nelle sue personali intenzioni,
rappresenta un personaggio storico che possiamo a pieno titolo considerare una
delle figure fondanti dell'Europa, che proprio in questi giorni, per altri
versi tragici, corona un sogno di unità appartenuto a uomini come Altiero
Spinelli, Robert Schuman, Jean Monnet. Proprio per questo, ma anche per il recupero
della diretta sensazione di ciò che sono state le controversie religiose, in un
momento in cui le contese di questo tipo ritornano tristemente sulle prime
pagine dei giornali, può non essere ozioso nè un operazione di mera erudizione,
ritornare ad occuparsi della vita del Riformatore attraverso un libro uscito
ormai da quasi vent'anni ma che ancora rappresenta un punto di riferimento
importante ed originale per il lettore italiano. Sto parlando del volume
biografico di Claudio Pozzoli, edito da Rusconi per la prima volta nel 1983,
dal titolo nominalista di "Vita di Martin Lutero", ora reperibile in
una versione economica dello stesso editore, quasi esclusivamente nelle
librerie che trattano l'usato o il remainder. Un peccato, perchè il saggio di
Pozzoli, studioso di filosofia e sociologia alla scuola di Francoforte, unisce
teoria e comunicazione e, si presenta, per dirla con Cesare Cases, come
"un libro di alto livello di pensiero e di stile pur essendo scritto per
le masse".
Un libro che, nel rispetto proprio di ciò che i francofortesi hanno sostenuto,
ci restituisce molto sull'uomo che fu Lutero più che speculazioni teologiche,
che per altro appartennero sempre al pensiero religioso del Riformatore e
furono il sostrato decisivo e solido della sua ribellione. Una ribellione che
però fonda le sue origini nell'infanzia del giovane Martinus, sempre chiamato
così da Pozzoli prima dell'ingresso nella Storia come Luther il Riformatore,
nel suo difficile rapporto col padre, nella sua insofferenza delle imposizioni
scolastiche, nella sua ricerca di un'affermazione di autonomia personale
lontana tanto dalle aspirazioni arrivistiche del genitore quanto dalla vuota
disciplina delle istituzioni scolastiche dell'epoca. E nel raccontare il
passaggio, la metamorfosi per molti versi poco consapevole quando non casuale,
del timido e medievale Martinus, avvezzo per anni alla solitudine e alla
ristrettezza di costumi conventuale, nell'anticristo che infiammò la Germania,
in quel Lutero che sfidò il Papa e Carlo V, e che finì la sua vita sposato e
con un considerevole numero di figli, sta la forza della biografia di Pozzoli,
capace di non indulgere mai in luoghi comuni e di muovere la sua analisi a
tutto campo, senza preclusioni.
Non c'è volontà di sostenere una Fede piuttosto che un'altra, non c'è intento
educativo, come talvolta può accadere nelle pagine accalorate e mirabili di un
altro grande studioso della Riforma, l'evangelico Roland H. Bainton, non c'è
altro fine che quello di spiegare come, in modo talvolta casuale, l'uomo Martin
Lutero trovò la forza di spaccare l'Europa del suo tempo e di imprimere una
nuova direzione alla Storia, spesso facendo violenza alle proprie personali
convinzioni e attitudini. Quello che emerge con forza dalla pagine di Pozzoli,
ed è assai meno scontato di quanto potrebbe apparire, sono due elementi
costanti nella vita a nell'azione del Riformatore: la sua grandissima possanza
teologica, il suo ricorrere alle argomentazioni più rigide, il suo riferire
sempre le proprie affermazioni, le proprie azioni, ad una prospettiva teologica
rigida e reale, non solo teorica. Dall'altro lato però Pozzoli ci mostra come
la dimensione più fragile della personalità di Martinus, i suoi dubbi, le sue
paure, le sue idiosincrasie così come le reazioni del suo corpo, spesso malato
e costretto a soffrire per svolgere le normali funzioni, abbiamo avuto un ruolo
altrettanto significativo nell'evoluzione della figura storica e intellettuale
di Lutero. Quello che questo libro, così lontano dall'apologetica, ci
restituisce con insistenza, quello che di questo libro probabilmente continuerò
a ricordare, è proprio questo accostamento costante tra la teoria e la vita,
tra il Pensiero e il Corpo, tra la
speculazione e la dimensione assai più prosaica dell'esistenza di ogni essere
umano, eroi e santi compresi. Se a questo aggiungiamo che non vi è alcun
intento denigratorio o irridente nel sottolineare questi ultimi aspetti, appare
evidente che il Lutero che emerge da questa biografia è forse il ritratto più
fedele dell'uomo che diede avvio alla Riforma, che fu un simbolo di ribellione
e cambiamento e che nell'ultima parte della sua esistenza patì una
significativa involuzione di pensiero e comportamenti.
Uno sguardo di questo tipo può essere il primo passo per intendere la storia in
una maniera differente, lontana dalle ideologie e dalla faziosità, per quanto
ciò possa essere effettivamente possibile. La figura di Lutero, comunque la si
consideri, merita certamente un posto di primo piano nella nostra coscienza di
europei, qualsiasi confessione si professi.
Leonardo Merlini
Per la
testimonianza di Lutero, clicca di
seguito: LA MIA ESPERIENZA