CARMELO CRISAFULLI
Carmelo Crisafulli nacque il 31 agosto 1896 ad Enna,
il capoluogo della provincia più montuosa della Sicilia, l'unica a non avere
sbocchi sul mare. La città è il capoluogo di provincia più alto d'Italia. La
zona era ed è ancora oggi caratterizzata da una economia
tra le più povere della nazione.
Della
fanciullezza e prima giovinezza di Crisafulli non abbiamo notizie precise; ci è noto soltanto che si convertì
all'Evangelo nel
Nella
nascente e fervente comunità pentecostale sorta qualche anno prima per la
testimonianza di Serafino Arena, era presente all'epoca anche Giuseppe Verna, pastore di una fiorente chiesa italiana a Philadelphia che contribuì allo sviluppo della comunità,
insieme al fratello Giacomo Lombardi che la visitò per la prima volta nel 1923.
Nel
1924, tornando a "visitare nuovamente questa Chiesa (di Messina) costituì
come pastore di essa il fratello Carmelo Crisafulli"
(1).
Carmelo Crisafulli, poco dopo la sua conversione all'Evangelo, fece
l'esperienza del battesimo nello Spirito Santo e divenne un membro assiduo
della comunità.
Ma
lasciamo a lui stesso la possibilità di narrare come venne costituito
conduttore della Comunità di Messina: "Io ero da poco convertito e non
avevo mai ardito parlare col fratello Giacomo Lombardi perché mi metteva enorme
suggezione per la sua personalità severa ed
autorevole. Egli non mi conosceva ma una sera del 1924 durante una riunione di
culto improvvisamente il fratello Lombardi, usato dal Signore col carisma della
parola di sapienza disse: "Chi si chiama Carmelo Crisafulli?
Molto timidamente risposi: "Sono io!". Bene, disse Lombardi, vieni
avanti perché il Signore ti chiama per essere anziano di questa chiesa. Rimasi esterefatto, ma ubbidii e lì davanti alla comunità egli mi
impose le mani e pregò per me" (2).
Carmelo
ottenne il favore della chiesa e ben presto il Signore lo usò per mezzo di un
non indifferente "ministerio della Parola". Per il suo carattere
riflessivo, anche se apparentemente riservato, fin dal principio fu sempre
ligio al dovere pastorale e molto preciso nella dottrina.
La sua
predicazione era sempre chiara, breve, autorevole ed edificante. La sua fedeltà
nel ministerio e la sua fermezza ben presto lo resero noto tra le chiese della
Sicilia e anche tra le poche esistenti nella provincia di Reggio Calabria.
Partecipò al primo Convengo degli anziani delle comunità pentecostali tenutosi
a Roma nei giorni 19-20 ottobre 1928 e che deve essere considerato come
l'Assemblea costitutiva delle Chiese pentecostali in Italia. Crisafulli darà il suo fattivo contributo anche ai lavori
del Convegno del 1929.
Sarà tra
quei fratelli predicatori che riceveranno la delega dall'unico ministro di
culto pentecostale riconosciuto dallo Stato, quello della comunità di Roma, per
poter riaprire la sala di Via Terrone, 1, il primo locale pentecostale aperto
al culto pubblico in Messina, che era stato chiuso dalla polizia fascista,
istigata dal clero locale.
Ecco
alcuni estratti dal ricorso fatto a Mussolini, il 31
maggio 1931, da parte di Ettore Strappaveccia,
ministro della comunità di Roma riconosciuto dallo Stato e che fungeva da
garante delle libertà delle chiese pentecostali in Italia.
"...
mi limito a segnalare all'Ecc. V. soltanto gli ultimi inconvenienti più gravi
occorsi", e qui cita i particolari di ben quattordici casi di minacce,
percosse, contravvenzioni, arresti, chiusura di locali di culto, tra i quali
quello di Messina. Ecco come continua il ricorso: "
Da quel
documento ritrovato nell'archivio di Stato, possiamo trarre alcune informazioni
sulla comunità di Messina che sotto il ministerio di Carmelo Crisafulli aveva raggiunto gli "oltre quattrocento
fedeli" nel maggio 1931 e tra l'altro che il locale di Via Terrone, 1, era
stato aperto "da circa dieci anni", quindi intorno al 1922-23.
Venne
poi la triste parentesi della persecuzione che per la chiesa di Messina
coincise con il richiamo alle armi di Carmelo Crisafulli,
che era stato sottufficiale dell'Esercito, il quale fu trasferito in Africa
Orientale.
La
comunità, però, non si disperse perché nel periodo 1935-1945 continuò le
riunioni clandestinamente nelle abitazioni dei credenti, sotto la saggia e
paterna cura di Francesco Pellegrino (1869-1960 c.) che continuerà ad essere,
dopo il rimpatrio del Crisafulli e reinserimento
nella comunità, il suo più grande collaboratore.
La
grande stima nutrita per il suo ministerio è evidenziata proprio dal fatto che,
dopo dieci anni circa di assenza, sarà rieletto a stragrande maggioranza dalla
comunità di Messina, nonostante la defezione di una esigua minoranza che si
costituirà in comunità indipendente.
Tornata
la libertà, la chiesa di Messina trovò un locale in fitto a Via
Carmelo Crisafulli è stato tra i sostenitori più decisi della
necessità di ottenere a qualunque costo la libertà di esercitare liberamente il
culto evangelico pentecostale. Infatti, fu dapprima favorevole nel 1946 alla
necessità di una struttura nazionale e fu uno dei cinque membri eletti nel
Comitato Missionario Ricostruzione e Beneficenza per le chiese della Sicilia.
Nel 1947, assunse un ruolo preminente nella costituzione delle "Assemblee
di Dio in Italia", riconoscendo che per "regolarizzare la propria
posizione giuridica" questo era "l'unico mezzo ... a disposizione del
Movimento ..." (4).
Le
difficoltà apparentemente superate permisero la riapertura del locale di culto
di Messina, come anche quelli di altre località, ma nonostante la richiesta
ufficiale di riconoscimento delle Assemblee di Dio in Italia, si attese invano
per anni l'abrogazione di quella iniqua circolare che si realizzerà soltanto
nel 1955, dopo un lungo "braccio di ferro" tra le ADI e il Ministero
dell'Interno.
Così,
ciclicamente, secondo le insistenze reiterate del clero locale, si
manifestarono recrudescenze, intimidazioni, diffide e chiusure di locali di
culto.
Anche
Carmelo Crisafulli e
Il caso
giunse in Parlamento con una interrogazione dell'On. Luigi Preti. Riportiamo
per intero la lettera di risposta del Capo Gabinetto dell'allora Ministro
dell'Interno.
Ministero
dell'Interno
Gabinetto
del Ministro
Roma, 10
febbraio 1953
All'On.
avv. prof. Luigi Preti - Camera dei Deputati - Roma - Prot.
n. 666/2600.
Oggetto:
Interrogazione (n. 10248).
Urgentissima-raccomandata a mano.
"Al
ministro dell'interno, per sapere se non ritenga illegittimo il comportamento
dei funzionari della questura di Messina, i quali hanno ripetutamente diffidato
e minacciato l'operaio Carmelo Crisafulli, anziano
della Chiesa pentecostale di Messina, per farlo desistere dal tenere riunioni
religiose, e per sapere se non ritenga doveroso far cessare immediatamente
questa forma persecutoria".
Si
risponde:
L'esercizio
del cosiddetto culto pentecostale non è ammesso in Italia, per la particolarità
dei riti, i quali si sono dimostrati nocivi alla salute psichica e fisica degli
adempti.
Pertanto
è da ritenersi legittima la diffida confermata dalla Questura di Messina nei
riguardi del sig. Crisafulli Carmelo per l'astensione
da qualsiasi attività ed in qualsiasi forma, in materia del predetto culto.
p. il
Ministro
F.to Bubbio (5)
Tuttavia,
nonostante queste difficoltà che obbligarono la comunità di Messina a riunirsi
di nuovo in case private, il fratello Crisafulli
sostenuto dal fr. F.
Pellegrino e da altri membri del consiglio di chiesa, fece il grande passo di
fede, acquistando il 29 luglio 1953 un terreno in Contrada Carrubbara,
per la costruzione del locale di culto.
Sorsero
difficoltà di vario genere, anche di carattere economico, ma il locale venne
portato a termine per la collaborazione di tutti i credenti e la decisa guida
del fratello Crisafulli che personalmente seguì i
lavori nei minimi particolari.
Bisogna
anche ricordare che il fratello Crisafulli svolse
ampia opera di evangelizzazione nella provincia di Messina incoraggiando molti
fratelli nel ministerio. Sorsero così gruppi che ben presto diventarono
comunità numerose, come quella di S. Agata di Militello,
che sotto la cura del fratello Sebastiano Ganci e consorte è divenuto il centro
di una vasta diaspora. Così, per la visione evangelistica
della comunità di Messina sono sorte le comunità di Spadafora,
Divieto, Barcellona, Milazzo ed altre che nel tempo si costituiranno come
comunità autonome.
Carmelo Crisafulli svolse anche un ministerio benedetto nella
provincia di Reggio Calabria, prima che sorgesse nel capoluogo una comunità
pentecostale.
Tutta
questa attività, negli anni gli procurò profonda stima nell'ambito del Movimento;
infatti, venne ininterrottamente rieletto nel Consiglio Generale delle Chiese,
dal 1955 al 1971.
Nonostante
varie difficoltà di carattere familiare, la perdita della prima moglie e le
sempre più precarie condizioni fisiche, rimase fedelmente al suo posto, fino a
che il 17 giugno 1972, fu richiamato alla casa del Padre all'età di 75 anni,
dopo aver servito con dedizione, fedeltà e rettitudine il Signore ed il Suo
popolo per oltre 37 anni.
Carmelo Crisafulli, nonostante la sua apparente severità,aveva una
profondità di sentimenti che ha lasciato un segno in coloro che attraverso gli
anni ha servito per amore di Gesù con semplicità e con integrità. Egli
appartiene al folto gruppo dei pionieri del movimento pentecostale italiano che
non essendo costituito da "molti savi secondo la carne, non molti potenti,
non molti nobili...", è stato divinamente scelto "affinché nessuna
carne si glori nel cospetto di Dio" (1 Cor. 1:26-29).
Francesco
Toppi
NOTE:
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(1) R.
Bracco, Il Risveglio Pentecostale in Italia, Roma 1956, pagg.79-80;
(2) Intervista
a Carmelo Crisafulli, Roma 1968.
(3)
Archivio di Stato Serie PS, G1, busta 26, fasc. 299-2.
(4)
Raccolta degli Atti delle Assemblee Generali, ADI, Roma, 1970, pag. 17
(5) A.C. Jemolo per la libertà
religiosa, in Italia, nuovi argomenti Roma, n. 2 maggio-giugno 1953, pagg. 45 e
46.
Tratto
con permesso da «CRISTIANI OGGI» n° 15-16 1990