( 1882 - 1981)
Giuseppe Ciech nacque a Pordenone il 24 ottobre 1882 e fin da bambino
apprese il mestiere di calzolaio. Suo padre si era convertito all’evangelo nel 1880-81, per la testimonianza del pastore
battista Edward Clark
(1822-1912), uno scozzese giunto a Pordenone per evangelizzare.
“Il nonno era ceramista e prima di credere faceva madonne
e santi e andava a venderli.
Creduto nel Signore non ha fatto più
niente. Faceva salvadanai, cani gatti, ecc., per arrotondare perché la famiglia
era numerosa …”.Poco dopo la nascita di
Giuseppe si convertì anche la mamma. Giuseppe crebbe nell’ambito della chiesa battista di Pordenone e già da
bambino frequentò la Scuola Domenicale con Maria Battistuzzi (1883-1946), che
diventerà la sua fedele consorte ed ispiratrice nella conoscenza della presenza e
dell’azione dello Spirito Santo nella
vita dei credenti. Giovanissimi ,sia Maria che Giuseppe ubbidirono al battesimo
in acqua. Maria richiese il battesimo perché aveva “ letto nel vangelo:Io vi battezzo
con acqua,ma colui che viene dopo di me vi battezzerà con lo Spirito e col
fuoco ’. La mia mamma”,testimonia la figlia,”lo fece perché voleva il battesimo
dello Spirito Santo. Passarono degli anni ma non accadde nulla e nessuno ne
parlava mai”.
In seguito, per alcune vicende
famigliari, andò a lavorare come”commessa ad Udine da un prestinaio
(fornaio) evangelico che frequentava la chiesa metodista perché a Udine non c’era
la chiesa battista …”. Anche Giusepe,con suo fratello maggiore Aliseo, si
trasferirono per ragioni di lavoro ad Udine e frequentavano la chiesa
metodista. poi,i datori di lavoro di Maria, anche loro evangelici,si
trasferirono con la loro azienda a Milano proponendo a Maria: ”Noi andiamo a
Milano, vorresti venire con noi per aiutarci a fare questo trasloco?Erano già
un po’ avanti con d’età. Mia mamma a detto subito di sì e fra sé,ha detto:”A
Milano ci sono tanti pastori, celebrità come i Tagliatatela (Pietro
Tagliatatela),i Giampiccoli (Ernesto Giampiccoli) e altri, andrò la…e domanderò
come mai io non ho ancora ricevuto lo spirito Santo”.
Così Maria si trasferì a Milano e cominciò a frequentare
la chiesa metodista dov’era pastore Tagliatatela.
Tuttavia, quel passo della Scrittura che riguardava il
battesimo nello Spirito santo era rimasto senza risposta. Un giorno andò al
culto e presentandosi al pastore disse: “Signor pastore, sono venuta a fare
un’offerta per la chiesa e inoltre vorrei farle una domanda.”
Il pastore le disse:”Signorina parli, mi chieda. E mia
mamma le disse:”Io ho fatto il battesimo in acqua e nella parola di Dio trovo
scritto:”…Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco”, ma sono ormai
passati cinque anni ed io ancora non l’ ho ricevuto. Questo pastore, seduto
dietro la sua scrivania, la guardò e le disse, con una faccia meravigliata:”Ma
Signorina, mi meraviglio di lei! Non lo sa lei che una volta si portava la
tunica e oggi si porta lo stiffelius (la redingote in uso nell’Ottocento)?”.
Mia mamma ci raccontò poi che si sentì proprio gelare e intanto pensava: “Ma
come, ho sempre cercato di fare la volontà di Dio per ricevere lo Spirito
Santo, è scritto nella Bibbia e ora non è più di moda”. Comunque disse al
pastore: “Ah…Non è più di moda?Va bene!” e uscì da lì. Era disperata e si
chiedeva: ”Ma vale la pena?” e cominciò ad avere dei dubbi. Intanto
Giuseppe e Maria si scrivevano e
continuavano ad alimentare la loro amicizia fino al punto che Giuseppe si
trasferì anch’egli a Milano e, dopo un breve fidanzamento, nel 1907 convolarono
a giuste nozze. Un anno dopo nacque la prima figlia Dorcas:
“Il pastore ha detto di volerla battezzare e il mio papà gli ha detto: “Questo
mai!” perché è una scelta che dovrà fare lei, allora il pastore ha girato
subito la cosa e gli ha detto: “Signor Ciesch, non vuole darmi vita bastante
perché possa battezzare anche la sua figliola quando avrà 17/18 anni?”. I
coniugi Ciesch furono accolti fraternamente nella chiesa metodista di Milano
per la loro fedeltà ed operosità, infatti Giuseppe, che aveva una bella voce,
fu fatto capo coro e capo classe, cioè costituito diacono della comunità.
Nell’agosto del 1910, accompagnato dai suoi
familiari, Pietro Ottolini giunse a Milano. Egli stesso scriverà: “In quella
città visitai parecchie chiese protestanti. Ebbi buone opportunità di parlare
dell’opera pentecostale tra varie denominazioni ma con successo limitato.” I
particolari relativi all’adesione al messaggio pentecostale da parte di
Giuseppe Ciesch e dell’inizio della comunità pentecostale di Milano, sono
narrati dalle figlie ormai ottuagenarie: “Una sera mentre si teneva lo studio
biblico nella chiesa metodista il pastore stava meditando sul testo: ”ciascuno
di voi dice: Io son di Paolo; e io di Apollo; e io di
Cefa…”(1° Corinzi 1:12) e si riferiva alle chiese, metodiste, battiste,
presbiteriane, luterane, ancora non si parlava di pentecostali perché allora
ancora non c’erano…il Fr. Ottolini prendendo spunto da questi discorsi prende
la parola e dice: “E’ Egli cristo diviso?”. Il pastore che si chiamava Severi,
dice: “Ci sono denominazioni, ma alla fine sono tutte uguali”. Mio papà,
evidentemente il Signore stava lavorando in lui, ha detto:” No, se siamo col
Vangelo dobbiamo essere tutti uguali, tutti di una mente, non dobbiamo essere
divisi…” Ottolini notò l’intervento del Ciesch che trovo l’opposizione dei
presenti ed al termine della riunione gli chiese l’indirizzo perché desiderava
visitarlo. Certamente tra quelle poche parole di presentazione l’Ottolini fece
al Ciesch qualche accenno di proposito dell’opera dello Spirito Santo. E
infatti, ”quella sera il mio papà ha detto alla mia mamma:” Sai è venuto un
signore americano che parla dello Spirito Santo”. Ogni tanto Maria chiedeva:
”L’ hai visto più quello che parla dello spirito santo?. Finché , un sabato
sera del mese di ottobre del 1910, sentirono battere all’uscio,”il mio papà va
ad aprire e dice alla mamma: Maria, ecco quel fratello dello Spirito Santo che
ti dicevo”. Il fratello Ottolini “era alto e magro e vestiva sempre di blu,
all’americana, era sempre in ordine perché, diceva che l’evangelo è anche
ordine. Comunque le prime cose che ha detto sono state queste:” Ecco il Signore
ha messo la mano all’aratro per arare la sua terra, salva e battezza con lo
Spirito Santo”. Mia mamma ha detto:” Oh finalmente! Dopo tanto tempo che
l’aspetto!”. Dopo aver parlato del Signore disse:” facciamo una preghiera
“.Giuseppe poi lo accompagnò fuori e rimasero a parlare fuori fino a mezzanotte
facendogli tante domande”:Giuseppe rimase nella chiesa metodista fino al Natale
1910,” perché aveva il coro e i cori gli piacevano e l’interessavano, quando ha dato le
dimissioni,il pastore, dato che il papà e la mamma erano buoni elementi, gli ha chiesto perché andavano via e mio papà
gli ha risposta che avevano trovano di meglio e che avrebbero ricevuto lo
Spirito Santo. Il pastore gli disse:” me lo verrà a dire quando riceverà questo
battesimo”. Verrò, rispose mio papà. E quando lo ricevette andò a testimoniarlo
a quel ministro evangelico. Le prime riunioni di culto iniziarono nella casa
che gli Ottolini avevano preso in affitto, poi furono trasferiti
nell’abitazione dei Ciesch. Nel 1914, Giacomo Lombardi prese cura del piccolo
gruppo per otto mesi, finché, lo stesso Giuseppe, dopo essere stato battezzato
nello Spirito Santo, inizio a presiedere le riunioni. Il numero dei credenti
comincio ad aumentare, ma sorse una inattesa controversia. Ne fervore iniziale,
volto a mettere in evidenza l’attualità del battesimo nello Spirito Santo,
senza preoccuparsi di alcun chiarimento dottrinale, si predicava che chi non
riceveva la benedizione pentecostale non era salvato. Nel 1916, però, dopo
profonda riflessione Luigi Francescon e gli anziani della comunità Italiana di
Chicago ritennero che tale dottrina non era biblicamente equilibrata e chiesero
a Pietro Ottolini di ritrarre tale posizione, ma egli ritenne di non poterlo
fare per non tradire l’esperienza pentecostale originaria e si estraniò dal
movimento. Il Ciesch, per il legame di affetto e di stima che aveva con
Ottolini, gli rimase acconto non attribuendo molta importanza al problema
dottrinale sorto. Tuttavia, ebbe rapporti col resto delle chiese pentecostali
Italiane fino al 1929,quando partecipò al secondo convegno nazionale. Nel 1924
la comunità di Milano si arricchì della presenza di Mario Lucini (1884-1960) e
della sua famiglia, trasferendosi da Roma per ragioni professionali. La
comunità aumentò di numero, poi venne il periodo della persecuzione ma fino al
secondo dopoguerra i rapporti di comunione continuarono. Infine, proprio per la
ragione dottrinale appena esposta, su suggerimento dello stesso Pietro
Ottolini, che era tornato in visita in
Italia, senza alcuna animosità un esiguo
numero di credenti, composto dal Ciesch e da altri, si appartò dal resto della
comunità di Milano, che crebbe sotto la guida di Mario Lucini, fino all’attuale
pastore, Germano Giuliani, che è stato eletto subito dopo la dipartita del
Lucini. Giuseppe Ciesch ha continuato a tenere i culti nella propria casa
fino a 96 anni e il Signore lo ha chiamato
all’eterno riposo alla veneranda età di 99 anni. Egli appartiene al grande
stuolo di pionieri della pentecoste in Italia, usato da Dio per la
conversione e la benedizione di molte
anime. La sua fermezza di carattere, tipica della gente friulana, e la sua
fedeltà a quanto aveva affermato della Parola di Dio, sono un esempio per noi
della generazione seguente.
Francesco Toppi
tratto da: “ Cristiani Oggi” 16/31 Marzo 2002