“PER IL MIO SPIRITO”
Ringrazio il Signore che mi dà la
possibilità di raccontare come ha cambiato la mia
vita.
Mi chiamo Filippo, sono nato e cresciuto a Messina in una famiglia
di fede evangelica.
Sin da piccolo ho frequentato le riunioni di culto, la scuola
domenicale e sono cresciuto con una buona conoscenza delle Scritture ed una
sana educazione cristiana.
Fino all’età di ventuno anni non mi ero mai allontanato dalla
comunità, avevo frequentato dei campeggi cristiani, dei raduni ma, fino a quel
momento, non avevo dato il mio cuore a Gesù; ciò comportava una vita doppia davanti
a Dio e nascosta agli uomini. Davanti alla Parola di Dio, che mi invitava ad
accettare la salvezza, piangevo riconoscendo i miei errori, ma dentro di me
dicevo: “Come farò a lasciare quello a cui
sono legato? Ho paura di non farcela”.
Un giorno decisi per il Signore, la mia scelta fu sincera, desideravo
seguire il Signore, ma lottavo contro la mia natura umana.
Rimasi fedele a Dio solo per pochi mesi.
In quel periodo avevo cominciato a studiare fuori casa; in due
anni ho visto la mia vita precipitare e allontanarsi da Dio sempre di più: quando
stavo a casa conducevo una vita tranquilla e, nascondendo le mie vergogne, andavo
in chiesa; quando mi trovavo lontano da casa mi lasciavo trascinare dai miei
compagni musicisti.
All’età di ventitre anni vinsi una borsa di studio in una scuola
musicale a Saluzzo (CN), dove non soltanto frequentavo
le lezioni, ma anche vi alloggiavo.
In quel periodo ebbi la possibilità di recarmi ad Asti per
incontrare un fratello della chiesa di Messina; tornando a Saluzzo
mi prestarono, a mia richiesta, delle audiocassette
di culti evangelici.
Era il ventisei ottobre dell’anno duemila quando, alle ore
diciotto e trenta, come di consueto, andai negli alloggi al piano inferiore. Stanco,
presi un’audiocassetta per ascoltare la predicazione,
il titolo riportato sulla custodia era: “Il
credente e un candelabro d’oro”.
Non credevo più in Dio, il mio peccato era troppo grande ma,
dentro di me, nacque un desiderio: “Quanto
vorrei essere un vero credente”.
Il testo della predicazione era Zaccaria 4:1-9.
All’inizio mi addormentai subito, ma quando mi svegliai la predicazione
non era ancora conclusa; riporto alcune parole che ancora ricordo: “Nessuno sapeva quello che ero, quello che
facevo, quello che vedevo con i miei compagni di calcio, suonavo in chiesa,
dicevo agli altri come vivere la propria vita… Il Signore vede una vita che
brilla perché non è per forza, non è per potenza, ma per lo Spirito Mio dice il
Signore”.
Quelle poche parole mi spinsero ad elevare una preghiera: “Signore, io sono un uomo, sono un peccatore,
se mi dicessi di non fare più quello che ho fatto fino ad ora, non potrei
obbedirti perché sono un uomo, sono un peccatore, questa è la mia natura, ma odio
tutto quello che ho fatto perché mi ha tenuto lontano da Te; ma se in questo
momento Tu mi dici che non è per forza né per potenza, significa che io non
dovrò sforzarmi di combattere con le mie forze fisiche o mentali ma sarà lo
Spirito Tuo ad
aiutarmi, allora
entra dentro di me e fai un miracolo, affinché la mia vita sia trasformata”.
In quell’istante Dio entrò nella mia
vita, sentii il tocco di Dio che mi guariva e mi liberava da ogni schiavitù, ero
certo di essere un figlio di Dio, di possedere la vita eterna, senza avere più paura.
Ero pieno di gioia, la mia vita era cambiata totalmente.
Avevo incontrato Gesù nel mio cuore.
Filippo Chillemi
Tratto da «Cristiani Oggi» 16 – 31 marzo 2005