...volevo vivere: CON LUI!

 

Mi chiamo Giovanna e ho 23 anni.

Sono nata in una famiglia di fede cristiana evangelica e questo ha fatto sì che fin da bambina ricevessi un’educazione fondata su principi e valori cristiani.

Ricordo,da sempre,di aver accompagnato i miei genitori nelle riunioni della chiesa, d'aver partecipato alla scuola domenicale e a campeggi cristiani…fu proprio in quest’ultimo,all’età di 9 anni, che per la prima volta capii veramente che cosa significava pregare e avere fiducia in quel Dio di cui tanto mi era stato parlato…

Per la prima volta pregai come non avevo mai fatto, non recitando la solita “preghierina”,ma rivolgendomi a Lui con tutto il cuore…per la prima volta, mentre pregavo dai miei occhi uscivano lacrime di vera gioia, nel sentire tanto amore che mi inondava…era una sensazione che non avevo mai provato!

Quei giorni volarono presto, tra la vivacità dei miei 9 anni e la gioia di aver scoperto un’emozione nuova, ma non solo…tornai a casa da quel campeggio con la convinzione che quel Gesù di cui avevo tanto sentito parlare…esisteva davvero, e io l’avevo sentito nella mia vita!

 

Passarono diversi mesi;  poi diversi anni…pur non dimenticandomi delle belle esperienze fatte, e continuando ad accompagnare i miei genitori ai culti in chiesa…la gioia di aver conosciuto qualcosa di speciale si affievolì con la vita di tutti i giorni; in fondo stavo bene, avevo la mia famiglia che mi amava, le mie amichette; insomma, ero a posto così…ritenevo di non dovermi sforzare a cercare qualcosa che mi rendesse più felice di quanto già non lo fossi .

 

A 13 anni mi fu offerta nuovamente la possibilità di tornare in quel campeggio cristiano: accettai subito.

In quelle sere…quando eravamo tutti sotto quella tenda e ci veniva raccontato di Gesù e delle Sue meraviglie, mentre veniva costantemente rivolto l’invito ai presenti di accettarLo nel loro cuore, di avere fede che Lui avrebbe cambiato la nostra vita, rendendola da una vita buia, triste, senza significato…a una vita piena di gioia, piena d’amore per gli altri e che ci avrebbe portato a vivere per l’eternità con Lui nel cielo.

…fu lì che capii che quel Dio che mi stava chiamando pochi anni prima, era ancora pazientemente ad aspettarmi, mi stava ancora chiedendo di arrendermi a Lui, stava ancora bussando alla porta del mio cuore!

Andai via dal campeggio facendo una promessa “speciale”: promisi a Dio che avrei fatto la Sua volontà per il resto della mia vita; gli dissi che nulla poteva staccarmi da Lui e che tornata a casa, non mi sarei scordata di Lui.

Questa volta no!

 

Purtroppo a volte ci capita di fare delle promesse e di non riuscire a mantenerle…forse non perchè decidiamo seriamente che non vogliamo mantenere quanto ci siamo ripromessi di fare, ma semplicemente perchè ci facciamo distrarre da tante altre cose che finiscono per portarci lontano da quelli che erano i nostri buoni intenti; e fu proprio questo che mi capitò!

…negli anni seguenti la scuola, gli amici, la vita di tutti i giorni mi fece pian piano dimenticare la promessa fatta…e finii per dimenticarmi del Signore e di quanto Lui mi aveva benedetto negli anni precedenti.

 

Da quel momento fu un alternarsi di momenti belli, e poi brutti…una volte mi decidevo di impegnarmi a non commettere più errori e fare la Sua volontà, e un’altra volta ricadevo sempre negli stessi sbagli…

 

La situazione si prolungò fino a 17 anni, quando ormai nell’età dell’adolescenza…cominciò per me un periodo di assoluto negativismo e pessimismo nei confronti della vita e delle mie capacità.

Entrai in una fase conflittuale con me stessa che mi rese una persona assolutamente incapace di trovare un minimo di gioia in ogni aspetto della vita. Nel mio cuore ero delusa, mi ritenevo un fallimento…non ero neppure riuscita a mantenere quella promessa che tante volte avevo fatto direttamente a Dio, mi sentivo come se l’avessi preso in giro troppe volte ormai; anzi, una voce dentro di me mi diceva che Lui era stanco delle mie promesse fasulle, che era stanco dei miei comportamenti e non mi avrebbe mai più accettato, perché  l’avevo deluso varie volte, e non si può scherzare con Dio!

La mia vita iniziò a rispecchiare quello stato di sofferenza  che era dentro di me…con la famiglia ero scontrosa, a scuola non studiavo, e tante volte non mi andava più neanche di andare in chiesa con i miei genitori…molte volte trovai anche delle scuse. I miei momenti di gioia effimera erano in classe…non perchè mi piacesse la scuola, ma perchè lì avevo i miei amici, quegli amici con i quali scherzavo, ridevo, mi distraevo, con i quali prendevo in giro altri alunni, e li offendevamo…con loro facevo a gara a chi era più “bravo” a prender il voto più basso di matematica o a rispondere peggio alla prof d’inglese.

...quegli stessi amici…con i quali fumai la prima sigaretta, e il mio primo “spinello”.

E così,  mi illudevo di stare bene; comportandomi così, facendo cose che i miei genitori mi avevano sempre raccomandato di non fare, e frequentando luoghi che i miei genitori mi impedivano di frequentare (naturalmente io facevo tutto questo di nascosto), ma ora mi sentivo come gli altri, vestivo in maniera trasandata come loro, ero una del gruppo, e non potevo certo essere da meno!

 

All’apparenza, quindi, ero felice…ma dentro…il mio cuore ardeva dal risentimento e dall’odio…ero sofferente, e non ne comprendevo il motivo. La mia esistenza tutto sommato non aveva uno scopo, non c’era nessun fine…se non quello di fare del male a me stessa e agli altri.

Ho perso il conto di quante volte ho desiderato di morire, e pensato quale poteva essere il modo meno doloroso e più rapido per farlo…certo, non avrei mai avuto il coraggio di farlo veramente, ma ero sicura che solo così poteva finire la mia sofferenza…ma sofferenza di cosa? Non lo sapevo nemmeno io…dentro di me c'era un vuoto, incolmabile, era quello che mi faceva male…era la consapevolezza inconscia di sbagliare, unita all’incapacità di reagire pur conoscendo la verità. Presto anche molti che io reputavo “amici”, non si dimostrarono più tali, e questo contribuì a peggiorare le cose.

 

Era assurdo, avere tutto ma essere tremendamente triste…

Avevo sentito dire da qualcuno, che c’erano persone, che per rimediare a questa cosa, si procuravano del male da sole…facendosi dei piccoli tagli, o dei graffi…qualcosa che facesse poco dolore, da utilizzare come pretesto per piangere o per stare male.

Pensai: perchè non provare?...sembrava essere una buona idea…così mi procurai dei piccoli tagli, ma dove nessuno poteva vederli…naturalmente, come ad esempio nell’avambraccio…

La soluzione non servì a molto, presto abbandonai anche quell’idea.

 

Una sera,dopo una montagna di bugie dette ai miei genitori, su dove andavo e cosa facevo…uscii con delle mie amiche, una di loro portò qualcosa di “particolare” da fumare…e noi altre non mancammo di favorirne.

Iniziò in me una sensazione particolarmente strana, come non era mai successo…razionalmente non ero in grado di capire quello che mi si diceva…e tutto era contorto, nelle voci e nelle immagini… passai come si suol dire un “brutto quarto d’ora”, o forse più…non capii molto; una cosa sola mi fu chiara:in quella sera; sentii Dio che mi stava osservando, Lui era lì, vicino a me…e vedeva quello che stavo facendo…la Sua presenza era tanto forte da essere quasi tangibile…in quel locale, ogni cosa, ogni suono e ogni frase udita mi riportavano a Lui, e Lui si stava servendo di quello che era intorno a me per farmi comprendere che mi stavo comportando in maniera assolutamente indegna; mi pose davanti uno specchio e mi fece vedere cosa stavo facendo della mia vita…una persona si rivolse a me…in un contesto assolutamente impertinente, dicendomi una frase che ancora oggi mi sembra di sentire… :“Non esiste virtù più forte che resistere alla tentazione!”…non era lei che parlava, era Dio che si rivolgeva a me in maniera dura, per mettere a nudo la mia pochezza e la mia incapacità  di vivere una vita senza di Lui.

(L’indomani imparai che quella persona non aveva mai detto una frase del genere).

Mi feci portare a casa, subito, non potevo più stare in quel luogo.

…arrivata a casa mi chiusi in bagno e buttandomi in ginocchio mi rivolsi al Signore, supplicandoLo di perdonare tutte le cose cattive che avevo fatto. Mi ero resa conto che non  potevo andare avanti così. Vivere senza  Lui avrebbe significato morire eternamente, e ora io volevo vivere: CON LUI!

 

Il cambiamento della mia vita fu quasi immediato…iniziai ad abbandonare tutte le mie amicizie insane, e tutte quelle cose e quegli atteggiamenti negativi…

L’AMORE DI DIO prese il loro posto.

Non avevo più bisogno di nulla  che non fosse il MIO AMICO GESU’, Colui che mi aveva portato fuori da quel fango e che aveva reso il mio cuore, da cuore di pietra, a cuore d’amore per Lui e per gli altri.

 

Concludo dicendo che…gli amici ci possono deludere, il mondo ci può ingannare, la vita ci può remare contro…ma il Signore Gesù, non ci lascerà e non ci abbandonerà mai, perchè quando tutti sono lontani, e sembra non esserci più speranza, il Signora è lì che ci sta tendendo la Sua mano… sta solo a noi scegliere se accettare il Suo aiuto.