UN AMORE EFFICACE
Sono un centralinista in pensione con moglie e due figli e vivo a Benevento.
Potrei riassumere la mia testimonianza con Giovanni 3:16: “Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Suo Unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna”.
Già con gravi problemi alla vista fin dalla nascita, grazie all’aiuto di una insegnante amica di famiglia, riuscii ad ottenere l’iscrizione alla scuola pubblica, che mi riuscì di frequentare fino al conseguimento della licenza di quinta elementare, dopodiché fui costretto a smettere mio malgrado.
Avevo soltanto sedici anni quando mi recai in Toscana presso mio fratello per trascorrervi un certo periodo di tempo, durante il quale venne a farci visita una persona che mi parlò per la prima volta di Dio e della Sua meravigliosa grazia preparata in Cristo Gesù per chiunque Lo accetti come personale Salvatore.
Prima di andar via quel fratello ci regalò un Nuovo Testamento che cominciammo a leggere ed io ne rimasi profondamente toccato. Ben presto, però, il mondo con le sue seduzioni ebbe il sopravvento cosicché, in breve tempo, ritornai alla vita di prima.
Dio, però, nel Suo infinito amore
e per
Presi così a frequentare una comunità e lo feci per diverso tempo fino a quando mi si presentò l’occasione di un trasferimento a Firenze, presso l’Istituto per non-vedenti di quella città.
Grazie al sistema braille riuscii finalmente a riprendere la scuola fino al conseguimento della licenza media e di un diploma da centralinista.
Senonché ancora una volta mi lasciai fuorviare: la mia attenzione venne di nuovo distolta dalla grazia di Dio e non frequentai più le riunioni di culto. Ancora una volta, però, tornato a casa sperimentai di nuovo la misericordia divina e fui definitivamente afferrato dall’amore di Cristo.
Grazie all’incoraggiamento di mia sorella e all’amore di tanti fratelli nel Signore, ritornai nella comunità dalla quale non mi sono mai più allontanato.
Convinto di peccato dallo Spirito Santo mi resi finalmente conto di come e quanto avessi svilito fino a quel momento il dono di Dio. Scoprii quanto fossi estremamente bisognoso della Sua grazia e completamente arreso gridai a Dio con determinazione prostrandomi ai Suoi piedi per implorare perdono e liberazione dalle mie schiavitù.
Non soltanto fui liberato e mi sentii perdonato di ogni trasgressione, ma avendo accettato Gesù Cristo quale mio personale Salvatore, il mio cuore fu nettato dal Suo preziosissimo Sangue e reso puro come quello di un bambino appena nato.
Da quel momento ho riconosciuto Gesù come il mio Signore, oltre che mio Salvatore.
Egli ha iniziato un’opera di profonda trasformazione nella mia vita e nel mio carattere e quest’opera progredisce giorno per giorno. Inoltre la certezza di essere salvato non si è mai allontanata dal mio cuore.
La cosa meravigliosa e più importante sta sicuramente nel fatto che la pace di Dio, una pace unica e ineffabile, non mi abbandona più ed io riposo in essa soprattutto quando affronto i problemi e combatto nelle avversità.
Luigi
Ranaldo
tratto da «Risveglio Pentecostale»