...prima di accettare il Signore

non avevo pace

 

 

Mio padre era di fede evangelica e mi parlava sempre del Signore, però io non lo ascoltavo perché era l’unico credente in famiglia e mi sembrava una cosa strana.

Una volta, mi portò in casa di una nostra parente la quale possedeva una radio (a quei tempi di radio non ce ne erano molte) per ascoltare un culto evangelico, mi sembrava che mi si aprisse il cuore e dicevo tra me e me “che belle parole, mi piacciono!”; ma quella esperienza,  insieme ad altre simili, non bastarono a farmi arrendere nelle mani di Dio.

Gli anni passarono, così mi sposai, ma durante il mio matrimonio dovetti affrontare un periodo bruttissimo di depressione. In quei momenti di sofferenza interiore cominciai a leggere  di nascosto nel letto il Vangelo: leggevo i brani che parlavano delle guarigioni che Gesù compiva; un giorno, mentre stavo leggendo, pregai: “Signore mio, se tu esisti veramente guarisci pure me”… all’improvviso sentii le voci dei miei parenti, entrarono nella mia stanza insieme a mio marito e io subito nascosi il libricino sotto il cuscino.

In quei giorni veniva spesso a trovarmi mia figlia Angela che era di fede evangelica come mio padre e mi diceva: “mamma, il Signore ha guarito una sorella malata di depressione proprio come te, vieni in chiesa con me!”; ma io le rispondevo: “devo proprio venire al culto? Allora non vede il Signore che io sto soffrendo?”. Non capivo che prima di tutto dovevo arrendermi a Dio e poi Egli certamente avrebbe operato… ma, alla fine, mi convinsi e cominciai a frequentare i culti.

Una notte feci un sogno particolare: camminavo per strada e gridavo al Signore promettendoGli di prendere al più presto la decisione di seguirLo e servirLo per tutta la mia vita. Ma questo impegno non riuscivo proprio a mantenerlo; così feci un altro sogno: il Signore mi puniva mettendomi davanti a una scala con la testa  chinata verso il basso e mi diceva che sarei dovuta rimanere in quella posizione per il resto della mia vita. Mi spaventai e mi svegliai tutta tremante dicendo a me stessa: “basta! Devo arrendermi nelle mani di Dio”; e decisi che avrei fatto questo passo di fede in occasione della prossima tenda evangelistica che avrebbero piantato nella zona in cui abitavo.

La tenda fu montata alle Castella (località di mare) e io ci andai. Entrai nella tenda e durante la predica il pastore fece un appello dicendo che chiunque voleva accettare il Signore doveva andare avanti; ma un pensiero mi impedì di rispondere a quell’ invito: “E… se, dopo aver accettato Gesù come mio personale Salvatore,  non riesco ad esserGli fedele, la mia situazione non sarà peggiore di fronte a Lui??

Quando terminarono le riunioni di evangelizzazione alle Castella, la tenda venne portata a Isola di Capo Rizzuto, me ne accorsi dai cantici di lode a Dio che udivo, così mi recai sotto quella tenda e durante il momento della preghiera, chiesi a Dio che mi liberasse dalla depressione e che mi facesse una sua figliola  e il Signore mi esaudì. Andai a casa tutta contenta e tutta gioiosa. Ricordo che, prima di accettare il Signore, non avevo pace nella vita mia. avevo qualcosa dentro che non riuscivo a spiegare nemmeno ai dottori; non riuscivo più a dormire, avevo perso la tranquillità, il sorriso, la felicità e tutti i valori della vita, ma grazie a Lui, adesso vivo una vita piena di vera gioia, continuando a servire il Signore. I problemi ci sono comunque, ma Dio mi da la forza per poterli superare, rendendomi ogni volta vincente sulla sofferenza. Ogni volta che mi rivolgo a Dio per fargli una richiesta , Lui è sempre pronto a rispondermi in qualsiasi situazione, anche la più difficile.

Gloria a Dio!

 

 

Scaccia Filomena