Nessuno poteva impedirlo......

 

Mi chiamo Francesco La Manna e sono nato il 16 ottobre 1962 in una famiglia sedicente cristiana, perchè nella mia casa di tutto si parlava fuorchè di Cristo Gesù; anzi il nome del Signore veniva spesso bestemmiato. A dieci anni insieme a mia sorella maggiore feci la prima comunione, e l'unico ricordo di quel giorno furono gli svariati regali ricevuti; non ricordo nessun insegnamento religioso o consiglio spirituale da parte dei miei genitori.

Terminato la scuola media, iniziai un corso di elettrotecnica che, a tre mesi dal diploma, abbandonai gli studi per tuffarmi nel mondo del lavoro. Con tanta passione riuscii ad imparare il mestiere di elettricista e telefonia installatore e dai 14 anni ai 22 anni, fui un apprendista e operaio modello. La passione per il lavoro, mi rubava tutto il tempo, anche fuori orario, leggevo, studiavo schemi e circuiti elettrici; così all'età di 23 anni decisi di mettermi in proprio riscontrando tante soddisfazioni e tanto lavoro, nonchè enormi guadagni. A 30 anni guadagnavo 4 - 5 volte in più di quello che guadagnava mio padre, il quale conduceva autobus di linea. Col ricavato del mio sudore, oltre ad aiutare giustamente i miei genitori, soddisfavo in gran misura i miei desideri carnali: viaggiando in lungo e in largo, comperando macchine nuove e sperperando in tutto ciò che desideravo avere.

Spesso, anche da fanciullo mi chiedevo se veramente esisteva l'aldilà, se esisteva Dio, e se egli esisteva, come faceva ad essere Eterno; a volte pensavo alla fine del mondo, oppure cosa sarebbe successo se nulla e nessuno fosse esistito. Tutte queste domande mi portavano, al punto di non trovare risposte e a non riuscire a ragionare, rimanere perplesso e deluso.

Abitavo in provincia di Napoli, precisamente a Portici e nel viale che conduceva a casa mia, vi erano solo 3 residenze e la Chiesa Cattolica. Nel periodo natalizio o pasquale, chiedevo ai miei amici il motivo di quel "via e vai" di persone, che entravano e uscivano solo in quel giorno, e se anche noi dovevamo farlo, ma la risposta era sempre la stessa, che la chiesa era per le persone anziane e deboli.

A circa 24 anni, iniziai un lavoro nuovo, dove in mezzo ai rottami, trovai un quadro del "Volto Santo di Gesù"; nella mia ignoranza, per pena, lo presi, lo incorniciai e lo appesi nella mia stanza. Quando mi trovavo in difficoltà o avevo qualche problema, mi rivolgevo alla fotografia e chiedevo aiuto. Anche se, da buon napoletano ho sempre avuto nel portafoglio "figurine di santi e madonne" e avevo in macchina i "talismani" e "portafortuna", ho sempre creduto in Dio. Purtroppo a volte bestemmiavo e poi mi pentivo e mi ripromettevo di non farlo più.

Avevo uno zio che amavo molto, che all'età di 30 anni partì per l'America Latina e la girò in lungo e in largo, dal Messico al Brasile. Adoravo tanto il suo parlare miscelato con lo spagnolo, che decisi di acquistare un vocabolario spagnolo per imparare e gli dicevo :“un giorno vengo in America con te!!!!!”.

Diventai grande e arrivò il giorno della partenza per il Guatemala, il 12/04/1990. Prima voglio raccontarvi quello che mi accadde qualche anno prima; sono sicuro, anzi certissimo che Dio ha un piano per ognuno di noi e che lo porta a compimento, secondo il suo divino disegno, nel tempo da lui stabilito. Come raccontavo, qualche anno prima di partire, conobbi una ragazza, che poco tempo dopo mi confessò che era separata e che aveva una figlia di 6 anni. Al momento ci rimasi un pò male, ma poi dicevo a me stesso che era una semplice avventura, ma invece diventò una cosa seria a tal punto che, avevo deciso di convivere con lei o addirittura sposarla. Col passare del tempo le cose si complicarono e questa storia finì, ma dopo un anno circa lei mi ritelefonò, e questa cosa riaccese in me il desiderio di rivederla. Ormai era arrivato il giorno della mia parteza verso l'America e il tempo per annullare il biglietto non c'era, quindi decisi di scriverle durante il viaggio da Roma a Madrid, assicurandole che ci saremo al più presto rivisti. Sull'aereo mi armai di carta e penna, ma non riuscivo a scriverle niente di concreto; nel frattempo mi accorsi che, vicino al finestrino c'era un uomo, il quale mi guardava, sorrideva e poi mi disse :“Cosa stai scrivendo? ”. Io, preso dallo stupore e del suo interessamento, gli raccontai la mia storia ed egli mi consigliò :“Non scrivere niente adesso, vai prima a goderti questo viaggio in Guatemala, prenditi del tempo per riflettere, poi agirai.”

Questa decisione cambiò totalmente la mia vita e io sono sicuro che quella persona è stata mandata da Dio o addiruttura era un angelo. Arrivai in Guatemala, non ebbi neanche il tempo di cambiarmi le scarpe e riposarmi che, dopo 22 ore di volo, riabbracciai mio zio ed altri parenti, che vidi una bella ragazza insieme a due amiche, sedute nel ristorante di mio zio, a gustarsi una pizza. Tra un sorriso e un'altro, iniziammo a dialogare e quella bella ragazza dopo soli 3 mesi diventò mia moglie. Fu in quel frangente che mia moglie iniziò a parlami del Signore, di un Dio amoroso, di un Dio vivente, di un Dio che salva e che vuole dirigere la tua vita e prendersi cura dei nostri problemi. Voler scrivere tutto ciò che accadde in quei soli 15 giorni della mia permaneza in Guatemala, di come niente e nessuno poteva impedire il nostro matrimonio, e di come per la prima volta iniziai ad interessarmi di Dio, ci vorrebbe troppo tempo. La prima volta che andai in Guatemala city, fu mia moglie ad invitarrmi, dicendomi che mi avrebbe portato in un bellissimo posto; io immaginavo che fosse un posto turistico, ma lei continuava a dirmi che era una sorpresa. Giugemmo in un grosso parcheggio e gli chiesi il motivo, e lei mi rispose che era il parcheggio di una chiesa, e mi domandò se volevo accompagnarla. Fino a quel momento non sapevo che esistevano altre realtà religiose e non ne capivo le differenze. Le domandai in che cosa credevano e lei mi rispose che credevano in Dio e in Gesù e non ai santi e alle madonne, ma questo mi bastò per tranquillizzarmi e accettare l'invito.

Giunse il giorno della mia partenza per ritornare in Italia, "mia moglie" mi accompagnò all'aereoporto alle ore 10.00 del mattino perchè la partenza era alle 12.00. Nel frattempo parlavamo del nostro futuro e del nostro matrimonio; pensavo che una volta arrivato in Italia, sarebbe tutto finito, a causa della distanza che ci separava, per le difficoltà che avremmo incontrato, e mi sarebbe rimasto solo un bel ricordo di quei giorni, di quella bella ragazza che amava Dio e aveva timore di Dio. Proprio in quegli istanti di "pessimismo", annunciarono che c'era uno sciopero, e mia moglie urlò dalla gioia e iniziò a lodare Iddio e ripeteva :“E' Dio che lo vuole e Dio che ha permesso lo sciopero”. Oggi sono più che convinto che così fu, quelle sei ore in più , rafforzarono in me il desiderio di ritornare e di sposarmi e di buttarmi tutto il passato alle spalle. Prima di questo sciopero, i genitori di mia moglie erano contrari al matrimonio e al trasferimento della figlia, ma quel pomeriggio, prenzammo tutti insieme al ristorante ed ebbi proprio l'impressione che cominciavamo ad essere in sintonia e ad avere fiducia reciproca. Inoltre mia moglie mi regalò una bibbia (mai vista prima da vicino) e iniziò a riempirla di passi biblici e versi da leggere e da ricordare. Quando poi arrivarono le 18.00 e partìì; durante il viaggio iniziai a leggere questo nuovo libro e nel frattempo feci una promessa a Dio, che se lui mi permeteva di sposarmi con lei, io avrei letto tutta la bibbia dal primo all'ultimo verso.

Arrivato in Italia comprai una bibbia in italiano, perchè quella era in spagnolo, e per tre mesi la lessi constantemente e con molto entusiasmo. Il 22 giugno delle stesso anno, ritornai con mia sorella maggiore ed un carissimo amico in Guatemala, dove io e Jaenett Coralia di sposammo. Il 1° luglio tornammo in Italia e feci conoscere mia moglie ai miei genitori e ci stabilimmo per un anno in casa dei miei, fino ad aprile del 1991, quando nacque nostro figlio Davide e poi ci strasferimmo a Caserta. Per più di un anno, dal mio matrimonio a questo periodo, tornavo a casa alla sera molto stanco, dove mia moglie mentre mi addormentavo mi leggeva la Bibbia e mi parlava della bontà di Dio.

Come tanti uomini che promettono e non mantengono, a mia vergogna, anch'io sono venuto meno alla promessa che avevo fatto a Dio, e avevo smesso di leggere la Bibbia personalmente. Non sono mai stato contrario, quando vedevo mia moglie pregare, cantare inni al Signore o leggere, anzi questo mi riempiva di gioia, ma capivo che io non conoscevo veramente il Signore, era come se mi mancasse un pezzo di un mosaico; in realtà non avevo ancora fatto una vera esperienza e non avevo arreso il mio cuore a lui. Infatti, quando avevamo dei problemi, le dicevo di telefonare ai suoi genitori, per dirgli di pregare per noi. Quello che mi colpiva degli evangelici era il loro modo di pregare in pubblico, che fossero in ogni momento armati di una Bibbia e che continuamente parlassero delle cose di Dio, anche quelli non convertiti. In America Latina ci sono più Chiese Evangeliche che Bar, quindi parlare di Dio è normale, invece in Italia è normale bestemmiarlo.

Ogni giorno per tre anni mia moglie mi chiedeva di cercare una chiesa Evangelica, e io per tre anni gli dicevo: “Domenica vedremo.”, ma alla domenica mattina ero stanco e rimanevo a letto. Un giorno andai al lavoro come di consueto ma ero nervoso e molto angosciato; alla sera a casa, dissi a mia moglie che ero turbato, irrequieto, impaurito e non capivo il motivo. Mi misi a riflettere per un pò di tempo, poi all'improvviso scorsi la Bibbia, che era sul comò ed un senso di colpa mi assalì e capìì la causa della mia angoscia: avevo promesso a Dio che avrei letto tutta la Bibbia, se mi avesse permesso di sposarmi con mia moglie e invece non l'avevo fatto. Mentre mia moglie preparava la cena, io mi chiusi in salotto e per la prima volta nella mia vita m'inginocchiai e chiesi perdono a Dio. Non l'avevo mai fatto prima di quel giorno, dissi sono due parole :“ Dio perdonami!!”, e da quel momento sono certo che nacqui di nuovo; entrai nel salotto "morto" e uscii " vivo" e rinato nello Spirito Santo di Dio. Gesù era entrato nella mia vita.

Nei primi giorni seguenti, mi sentivo rimproverato e giudicato da Dio per le cose quotidiane che sbagliavo, vedevo e riconoscevo tutti i miei peccati; i giorni successivi, la gioia e le benedizioni innondavano il mio cuore. Iniziai non a leggere la Bibbia ma a divorarla, mattino, giorno e notte, più leggevo e meditavo, tanto più la luce di Dio entrava in me. Un mese dopo mentre comminavamo per le strade di Caserta, in un piazza vi erano dei fratelli che evangelizzavano all'aperto: erano i fratelli della Chiesa Pentecostale delle ADI di Caserta. Da quel giorno, io, mia moglie e mio figlio, frequentammo regolarmente la chiesa e siamo diventati membri di quella chiesa. Poi ci siamo trasferiti a Guastalla (RE), e adesso ne facciamo parte.

Nonostante mi ritenevo una buona e brava persona, un lavoratore, non ero una persona rinnovata e salvata, ma avevo bisogno di essere lavato e purificato dal prezioso sangue di Gesù il Salvatore. Ringrazio Dio di avermi cercato, di aver avuto tanta pazienza e misericordia, e di avermi donato il Suo Figliolo Gesù Cristo. Oggi sono una nuova creatura e lodo il Signore, e mi auguro, che se tu non hai fatto ancora il passo di accettare Gesù come personale Salvatore, lo faccia oggi stesso, perchè oggi è il tempo della Grazia.

Il Signore sia lodato

La Manna Francesco