Mi vergognavo di raccontare che ero Evangelica....

 

Pace mi chiamo Maria, ho 23 anni e sono della comunità di Guastalla (RE). Ringraziando Dio sono cresciuta in un famiglia cristiana e già da piccola ho potuto sentire parlare di Gesù alla Scuola Domenicale; però, nonostante frequentassi tutti i culti e tutte le riunioni, ho voluto fare la mia esperienza nel mondo.

Crescendo nella comunità ad un certo momento, iniziai a ribellarmi e a desiderare quello che offriva il mondo. Mi vergognavo di raccontare che ero Evangelica e, così, vivevo la mia vita portandomi tutto dentro. Mi sentivo diversa dagli altri, le mie amiche si divertivano, andavano a ballare, uscivano tutte le sere e io invece ero sempre con i miei genitori e uscivo solo per andare in chiesa. A volte mi invitavano alle loro feste ed io non potevo mai andarci. Così, un bel giorno mi ribellai e decisi di non andare più in chiesa; raccontavo bugie a mio padre dicendogli che dovevo studiare, invece uscivo di nascosto con le mie amiche. Ero molto attratta dalle cose del mondo, mi piaceva tanto quella vita. Finché un giorno mio padre mi scoprì e mi castigò e alla sera, con la “ forza”, mi trascinava con lui in chiesa.

Un sabato sera mi accompagnò alla riunione dei giovani, mi sono seduta all'ultimo banco, indossavo i pantaloni e in bocca avevo un chewingum, che masticavo senza preoccuparmi  di essere alla presenza di Dio; ero lì seduta, ma era come se non ci fossi, perchè ero assente con la mente e tornai a casa peggio di prima. Ero diventata molto ribelle, tanto che mi chiudevo in camera e non volevo parlare con nessuno, perchè mi sembrava ingiusto tutto quello che dovevo sopportare; così ero sempre più triste, mi sentivo sola e piangevo continuamente.

La mattina seguente andai alla Scuola Domenicale, ma in quell'occasione la mia mente era presente, infatti ogni parola che diceva la mia monitrice, toccava il mio cuore; infine m'inginocchiai davanti a Dio e piansi, piansi tanto ma in un modo che non avevo mai fatto prima. Mi sentivo bene e volevo raccontare al mondo intero quello che Dio aveva fatto per me.

A scuola cominciai a parlare di Gesù alle mie compagne, anche se qualcuno mi rideva alle spalle, adesso non m'importava, perchè Dio aveva cambiato il mio cuore e non mi vergognavo più. Ebbi la gioia di vedere la mia compagna di banco venire in chiesa con me.

Dopo un po' il Signore mi battezzò con lo Spirito Santo e d' allora servo il Signore con tutto il mio cuore; ora la mia vita ha un senso, mi sento privilegiata di appartenere a Lui e di essere una Sua figliuola, e finché avrò vita Lo servirò e non Lo lascerò mai, perchè Egli è tutto per me.

Dio vi benedica. Pace

Maria