Avevo fama e successo ma mi sentivo sola.........
Pace mi chiamo Cristina, ho 34 anni, sono nata e vissuta e Guastalla, in una famiglia cattolica e frequento la comunità di Guastalla (RE). Purtroppo non ho avuto un'infanzia felice perchè ho avuto un padre "padrone", molto severo e fissato sui soldi e sul lavoro. Mi ricordo che quando andavo all'asilo, a differenza degli altri miei compagni, non volevo che mio padre mi venisse a prendere, perchè sapevo che una volta arrivati a casa, dovevo stare in laboratorio ferma (avevamo una falegnameria per cassette di frutta e verdure), al freddo senza giocare perchè era pericoloso e non potevo nemmeno abbracciare o stare per qualche minuto con mia madre, poiché lui non voleva ma c'era "da guadagnare".
Quando io avevo 6 anni, era nata mia sorella e, di pomeriggio dovevo accudire lei e dovevo arrangiarmi a fare e correggermi i compiti poiché mia madre era sempre in laboratorio. Più tardi quando lei andava all'asilo e io avevo 8 -9 anni, al pomeriggio dovevo andare in laboratorio a lavorare e i compiti dovevo farli alla sera dopo cena. Questo è il disegno della mia infanzia e, aimè l'adolescenza l'ho vissuta allo stesso modo: non potevo mai uscire con le mie amiche, andare alle feste di compleanno o alle feste del paese, tranne qualche ora alla domenica pomeriggio, perché "dovevo lavorare".
All'età di 16 anni, durante la seconda domenica pomeriggio passata in discoteca, ho conosciuto un ragazzo che, ben presto ci fidanzammo e all'età di 20 anni ci siamo sposati. Avrei potuto attendere ma, ero veramente stanca di stare in casa, vivere quella vita, volevo andare a vivere lontano perchè " non ne potevo più".
Dopo due mesi di matrimonio iniziarono grossi problemi economici, mio marito avendo un'Impresa Edile con diversi operai, non veniva pagato e io incinta, non potevo lavorare e aiutarlo come volevo. In quel periodo mio marito trovò un nuovo lavoro cioè la ristrutturazione di una Discoteca e 6 mesi dopo a lavoro terminato, ci diedero la penosa notizia che non riuscivano a pagarci subito, ma l'avrebbero fatto ratealmente 3 in anni. Così costretti, decidemmo d' investire questo debito, diventando soci, comprando delle quote e dividere gli utili dell'incasso trimestralmente.
Dopo 3 giorni dalla nascita di mia figlia, ci fù l'inaugurazione e la nuova apertura del locale e, io iniziai a lavorarci, alla cassa di un bar per arrotondare. Per due anni circa feci questa vita : di giorno con mia figlia e la casa e di notte, 3 volte alla settimana lavoro in discoteca. Mi ricordo che andavo piena d'entusiasmo, ma tornavo a casa con i capelli inzuppati di fumo, la testa che rimbombava e mi sentivo sempre più vuota. Durante le festività, venivano invitate delle celebrità per attirate il locale, come attori famosi sia italiani che stranieri; ho foto ricordo con diversi personaggi, ma il mio volto aveva un sorriso spento. Avevo anche grosse responsabilità e potere decisionale in questa società. Nonostante vivessi in quegli ambienti, anche solo per lavoro, non ho mai avuto, grazie a Dio, problemi di droga, alcol o altro, ma ne avevo uno, mi sentivo sola, vuota e triste. Tu dirai :Come fa questo individuo a sentirsi sola e triste, con una famiglia, una figlia e incinta del 2° figlio, avere fama, potere e successo? Tra l'altro avevo mia figlia che soffriva di grossi crisi asmatiche dall'età di 3 mesi, quindi era costretta a stare in terapia con cortisonici per più volte al mese. La pediatra al riguardo era stata molto chiara, dovevo andare al mare d'inverno, fare le solite terapie e attendermi, purtroppo solo peggioramenti, perchè il suo caso dichiarava questo.
Un mese prima della nascita di mio figlio, smisi di andare a lavorare in discoteca; vendemmo le quote azionarie e con il ricavato riuscimmo a saldare tutti i nostri vecchi debiti. In quel periodo mio marito lavorava a Parma insieme a un ragazzo che era ed è un cristiano evangelico; lo vedeva sempre triste e che piangeva, gli chiese il motivo e mio marito gli raccontò i problemi di nostra figlia. Allora lui gli parlò di Gesù e infine aggiunse: Al venerdì sera, noi abbiamo la serata di preghiera e se vuoi, noi pregheremo per lei, ma alla prima occasione tu e tua moglie dovete venire in chiesa e pregare anche voi per vostra figlia!.
Una volta nato mio figlio, decidemmo di andare in chiesa a Parma con lui; sapevo di aver provato di tutto, dalle cure al mare, ma non avevo risolto nulla, quindi volevo giocarmi l'ultima carte che mi rimaneva. Mi ricordo questo ambiente pulito, senza fronzoli e le persone amorevoli, ma ricordo fortemente la terza volta che andammo, durante la preghiera, un fratello menzionò il nome di mia figlia e io dissi a Dio: Io so che qualcosa esiste, forse sei tu, ma non riesco a capire, ma se sei veramente vivente come dicono queste persone, rivelati a me e fammelo capire tramite la malattia di mia figlia, guariscila affinché io possa vedere e toccare con mano al tua potenza e prometto di farti entrare nella mia vita e di servirti fin che avrò vita!.
Il Signore aveva operato in quell'istante, prima dandomi la certezza che mia figlia non avrebbe più avuto quei problemi e poi la gioia, la pace, la libertà che avevo nel cuore e che non avevo mai provato prima. Da lì a qualche giorno dopo, ne ebbi la conferma; lei stava bene e anche se era indisposta con un pò di raffreddore, non aveva bisogno di nessun farmaco ma guariva normalmente come ogni bimbo sano.
Oltre a graziarmi di mia figlia, il Signore operò anche in me, mi diede quella libertà che sognavo da anni, legata e condizionata da un padre che ci aveva sempre sottomesse, una vera libertà che solo Gesù ti può dare, poiché lui spezza ogni catena e ogni legame, ma solo se noi lo vogliamo e glielo chiediamo. Parlavo anche di gioia e pace, sentimenti nuovi per me, ma ora spontanei e veri, dati da una pienezza interiore che scavalca ogni superficialità e apparenza.
Riuscivamo ad andare in chiesa, per motivi di distanza e di trasporto, solo un paio di volte al mese, ma grazie a Dio dopo due anni dalla nostra conversione, venne aperto un locale a Guastalla, che dopo una lunga e penosa ricerca trovammo. In quel periodo scoprirono a mio figlio una grossa allergia, che ero costretta, a soli 18 mesi di vita a somministragli 3 volta al giorno per 6 mesi all'anno un collirio cortisonico. Era un brutto ricordo per noi, purtroppo essendo entrambi asmatici, i nostri figli ne pativano le conseguenze, ma iniziammo insieme alla comunità a pregare e all'età di 4 anni e mezzo mio figlio fu graziato dal misericordioso Padre Celeste.
Nel Marzo del 2000 ci siamo battezzati per immersione e nel Ottobre del 2001, il Signore mi battezzò con il suo Santo Spirito. Ricordo molto bene quei giorni di fuoco, poiché il Pastore alla domenica mattina lesse E - MAIL mandato da un pastore famoso americano, mi sembra David Wilkenson, sulla tragedia delle "Torri Gemelle" e il martedì sera successivo( 5 ottobre) lui commentò questo avvenimento, ed io una volta a casa mi sono sentita impotente davanti a quel disastro, e chiesi al Signore, prima di perdonarmi se avevo fatto poco per lui e poi, gli chiesi di darmi tanta forza e sapienza per portare l'evangelo e per fare qualsiasi cosa lui mi chiedesse. Dopo qualche minuto di semplice preghiera, il Signore m'infuocò con il suo Santo Spirito; fu un'esperienza bellissima, importante e soprattutto un punto di partenza. Ora son passati ben 11 anni circa dalla mia conversione, e posso trarre tante belle considerazioni e un paio voglio condividerle con te.
L'Eterno ci dà ciò di cui noi abbiamo bisogno, colma i nostri punti deboli e cancella i difetti, ma desidera che quello che promettiamo lo facciamo, dobbiamo essere coerenti per vedere veramente i frutti del suo Santo Spirito sia nella comunità, che dentro le nostre case; ogni giorno dobbiamo rinnovare il PATTO CHE ABBIAMO FATTO CON LUI.
A me piace pensare che ogni casa è come un'azienda che lavora, ed esporta il suo prodotto, il prodotto migliore e ogni anno il lavoro aumenta fino ad essere quasi insostenibile; quindi la ricerca del risveglio è importante ma la priorità deve essere sulla perseveranza della parola e della preghiera singola e famigliare, che deve essere costante come il cibo quotidiano e deve partire prima dalle nostre case, poi portarlo nella nostra comunità e infine nel circondario.
A volte ci sentiamo stanchi del solito tran tran, vediamo negatività in ogni cosa, colpevolizziamo tutto e tutti; attenzione è un campanello d'allarme, stiamo pregando, leggendo poco e stiamo cercando di fare a modo nostro. Ricerchiamo veramente l'unzione dall'alto, il fuoco che infiamma i nostri cuori d'amore, pazienza, carità e i nostri volti e le nostre azioni parleranno da soli, saranno lo specchio di Cristo.
Qual tesoro va di più che aver conosciuto e sperimentato nella nostra vita Gesù come nostre personale Salvatore!!!!!!!!!!
A Dio sia la gloria
Pasqualini Cristina