LE OPERE GLORIOSE DI DIO
Sono nata in una famiglia
aderente alla religione ufficiale. Potevamo ritenerci “buoni cristiani” visto
che andavamo in chiesa a Natale e a Pasqua per adempiere i vari sacramenti, ed
eravamo presenti a qualche funerale. Ci avevano insegnato che c’era un Dio
creatore in cielo che però aveva tanto da fare: doveva controllare gli uomini
che non ubbidivano ai Suoi comandamenti, che peccavano perché doveva poi
“divertirsi” a castigarli. Di un Dio così non c’era che averne paura, perciò inconsciamente
cercavamo di tenerLo buono, ubbidendoGli quasi a voler
accontentare i Suoi desideri. Anche se all’apparenza
eravamo una tra le migliori famiglie del quartiere, in realtà le cose non
andavano proprio benissimo. Mia madre soffriva di un forte esaurimento nervoso,
mio padre lavorava e non era certo sempre di aiuto.
Caratterialmente non andavano d’accordo perciò spesso avevano deciso di
divorziare. Ora posso dire che il Signore già allora
guardava la mia famiglia ma non per controllare severamente quando peccasse ma
per manifestare il Suo amore. Io ero triste per questa situazione. Andando a
scuola e ritornando a casa soltanto la sera, la situazione non mi pesava tanto,
ma quando arrivava la domenica per me era un vero tormento. Se non litigavano i
miei genitori si evitavano e passavano le giornate
davanti alla televisione. Quando proprio ero stanca di tutte queste
situazioni andavo nel giardino di casa. Amavo guardare il cielo e parlare con
Dio, anche se mi faceva paura. Mi piaceva pensare che in antitesi ad una vita
terrena così insignificante e falsa, ci fosse nel cielo una vita serena e
bella. Penso che il Signore individuasse il nostro
assoluto bisogno di aiuto e ascoltasse le preghiere di una bambina. Dopo la
morte di mia nonna, mia madre venne a contatto con la
fede evangelica e accettò il Signore nel suo cuore. Egli la guarì
dall’esaurimento e migliorò la sua vita. Mio padre non credeva che fosse
qualcosa di profondo così la provocava facendo di tutto per farla
innervosire. Vedendo che mia madre era veramente diversa perché sprizzava pace
e amore, pensò che avesse avuto un “lavaggio del cervello”, così andò in chiesa
per discutere con il pastore. Quando entrò
Maria
Cristina Coppola
tratto da
«Risveglio Pentecostale»