Ringrazio il Signore per l’opportunità che mi dà di raccontare la mia testimonianza.
Sono il fratello Giuseppe Caruso e sono nato il 28 Febbraio
Non provengo da una famiglia cristiana evangelica, eravamo otto
figli e conoscevamo il Signore secondo la tradizione: un Dio che veniva portato a spalla quando c’erano le feste in paese.
Ringrazio, però, Gesù perché ha voluto che un giorno fossi
separato dalla mia famiglia terrena per entrare nella famiglia
cristiana e fare
All’età di quattordici anni, infatti, mi sono trasferito per
lavorare a Roma insieme a mio padre e a mio zio, fratello
di mia madre. Avevo quello che volevo, i soldi, i divertimenti, ma non ero
soddisfatto, avevo bisogno della gioia, ma non sapevo che esisteva un Dio così
grande che poteva entrare nel mio cuore e consolarmi.
Un giorno mio zio comprò in Piazza Vittorio un libro e la sera lo leggevamo insieme, il titolo del libro era “
Ogni sera mio zio ci leggeva quei passi della Genesi dove si racconta di come Dio creò l’uomo e la donna e li portò nel
Giardino dell’Eden,
dove realizzavano la presenza e la gioia del Signore, di come l’uomo poi peccò e
fu allontanato dal cospetto di Dio.
Tutte
quelle parole le serbavo nel mio cuore, c’era in me il desiderio di conoscere di
più, di capire perché quel Libro fosse così speciale, ma nessuno sapeva
rispondere alle mie domande; sentivo dentro qualcosa
che mi diceva che quella era “
Nel
1940 sono partito per il servizio militare, ho lasciato Roma e successivamente mi sono ritirato nel mio paese d’origine.
Durante
il giorno spesso mi recavo a Filadelfia, ma nel mio cuore mi sentivo profondamente
turbato, non ero felice.
Poi,
conobbi una ragazza con la quale mi fidanzai.
La
prima sera in cui sono stato ospite in casa sua, il padre
prese due libri che usavano leggere la sera davanti al fuoco, uno era un
romanzo, mentre l’altro era
In
quella sera risuonava nel cuore quella stessa Voce che mi parlava
quando ero a Roma, dicendomi: “Prendi
il Libro e vedrai che quello che stai cercando lo troverai lì”. Prendemmo
Con
mia grandissima gioia scoprii che si trattava dello stesso libro che mio zio ci
leggeva e che aveva toccato il mio cuore.
Chiesi
allora come mai avessero quel libro e quale fosse il suo significato.
Mio
suocero mi rispose che era giunto loro in dono da parte di un parente dall’America
e che ne era stata proibita la lettura da parte degli
esponenti della religione ufficiale, nessuno dei quali era in grado di
spiegarlo appieno.
Intanto
mi sono sposato e nel 1947 accadde una cosa bellissima.
Il cognato di mio suocero, colui che aveva inviato dall’America
quella copia della Bibbia, scrisse alla nostra famiglia una lettera per
chiederci se leggevamo il libro che ci aveva inviato e se ne avevamo avuto
beneficio.
Mio
suocero gli rispose scrivendo che leggevamo sempre
Dopo
diversi giorni ricevemmo un’altra lettera dall’America dove il cognato di mio
suocero ci diceva di essere molto contento del nostro
interessamento per
Non
appena il fratello Provenzano arrivò in Calabria, subito mio suocero lo contattò
ed egli testimoniò di Cristo Gesù e la salvezza entrò in casa sua.
Subito
iniziarono a testimoniare di Cristo con zelo e fervore ovunque e ad organizzare
culti in casa di mio suocero ed anche in casa mia.
All’inizio
ero combattuto dentro di me se frequentare o meno
quelle riunioni, ma sentivo una voce che continuamente mi ripeteva: “Vai e troverai quello che cerchi!”, mentre
dall’altro lato sentivo come un’altra voce che mi diceva: “Non andare, perché se andrai perderai tutta la tua libertà!”.
Alla
fine cedetti e grazie a Dio andai con mia moglie ai culti e lì accettammo Cristo
Gesù come nostro personale Salvatore e Signore.
Nel
mio cuore c’era una profonda gioia e sentivo la presenza del Signore che mi aveva
lavato con il Suo prezioso Sangue, che
aveva soddisfatto il mio bisogno, appagato il vuoto che era in me e,
finalmente, la ricerca del mio cuore era terminata.
Avevo
trovato la libertà!
Nel
1951 ho fatto il battesimo in acqua nel locale della chiesa di San Vito sullo
Ionio, testimoniando dell’opera che Dio aveva compiuto in me.
Mentre
scendevo nelle acque battesimali, c’era dentro me una
forte presenza dello Spirito Santo tanto che non riuscivo a parlare.
Con
la salvezza ed il desiderio di servire il Signore vennero
anche le persecuzioni: il nemico sapeva che aveva perso la sua battaglia con me
e ha mandato delle prove nella mia vita già dal giorno stesso del mio battesimo
in acqua. Al rientro a casa, infatti, ero pieno di gioia e della presenza di Dio
e sentivo il desiderio di raccontare ai miei genitori quello che Dio aveva
compiuto in me ma, non appena lo feci, si scagliarono contro di me dicendomi che ero un traditore.
Mio
padre voleva addirittura picchiarmi e prendermi a bastonate, nonostante fossi
un uomo sposato e con due figli. Per anni interi non ha più voluto avere a che
fare con me, cambiava strada quando m’incontrava, e se
lo andavo a trovare a casa, prendeva il cappello e usciva. Io, però, non mi
sono perso d’animo e quella sera stessa, rientrato a casa con mia moglie, tenemmo
una riunione di culto che iniziò alle 20:00 e terminò
alle 2:00 di notte: in tutti noi c’era una profonda gioia e il desiderio di
cercare la faccia del Signore e di parlare di Lui agli altri.
Presto
l’opera di Dio crebbe nel paese e, nonostante le persecuzioni operate dalla
religione ufficiale nei nostri confronti, Dio apriva le strade: da che eravamo
sei credenti, tre fratelli e tre sorelle, molti
accettarono Gesù come loro Signore e Salvatore tanto che, ben presto, fu
necessario provvedere un locale di culto perché in casa non c’entravamo più.
Ho
avuto per anni il privilegio di servire il Signore nella chiesa di Filadelfia.
Le
prove e le difficoltà certamente non sono mancate, tra cui la lunga malattia di
mia moglie che mi ha portato a dover abbandonare il mio paese d’origine per
trasferirci a Roma dove avrebbe ricevuto cure più adeguate.
Ciò
ha inizialmente portato un gran dolore e scoraggiamento nella mia vita perché non
volevo abbandonare i miei fratelli e sorelle in Cristo e la mia comunità, ma il
Signore si è sempre mostrato fedele e ci ha aiutati
nel cammino, ci ha fatto crescere nelle Sue vie e non si è dimenticato di noi,
anche quando noi abbiamo vacillato e siamo stati deboli.
Ringrazio
il Signore per come durante la lunga malattia di mia moglie mi ha confortato e
spesso mi ha sostenuto nello scoraggiamento: più volte ho sentito, per la
Parola
di Dio e la presenza dello Spirito Santo,
Così è stato, abbiamo avuto la gioia di vedere i nostri figli
crescere e accettare Cristo come loro Salvatore, sposarsi ed avere a loro volta
dei figli.
Il
Signore conosce ogni cosa e vuole che il Suo popolo sia riunito per lodare il Suo
Nome e ricevere i Suoi doni!
Giuseppe
Caruso
Tratto
da «Cristiani Oggi» 1 – 15 gennaio 2005