Il passero trova una casa…
Mi chiamo Giardina Giacoma e sono nata a Canicattì
(AG) l’11 gennaio 1928.
Facevo parte di una
famiglia che era molto numerosa, ho avuto infatti ben 4 sorelle e tre fratelli
alcuni dei quali ora non sono più.
I miei genitori si convertirono all’Evangelo quando ero
ancora piccola e questo ha fatto si che fin da ragazzina cominciassi a leggere la
Parola di Dio e a frequentare la Comunità di Canicattì,
che per i primi anni si radunava proprio in casa nostra, dopo di che si prese in
affitto un locale.
Ricordo che a casa mia si leggeva la Bibbia tutti insieme e tutti i giorni, con eccezione delle
sere quando c’era il culto lo si faceva insieme a coloro che intervenivano.
Nella nostra vita abbiamo sempre fatto della Bibbia unica
regola di fede e comportamento.
All’età
di 14 anni ho fatto il patto di servire il Signore e così fui battezzata nelle
acque e poco tempo dopo feci anche l’esperienza del battesimo nello Spirito
Santo.
Alcuni anni dopo quasi
tutti i miei fratelli emigrarono in Argentina. Così rimasi con mio fratello più
piccolo, a vivere insieme ai miei genitori.
Venne il tempo quando
mio fratello fu chiamato a prestare il servizio militare, che all’epoca dei
fatti era ancora obbligatorio e si dovette trasferire ad Albenga,
dove rimase sino al suo congedo.
Quando finì il servizio
militare decise di stabilirsi ad Albenga e così,
rimasi da sola con i miei genitori.
Un giorno mio padre fu
colpito da ictus cerebrale e per curarlo meglio ci trasferimmo tutti ad Albenga nella casa di mio fratello. Lì continuai a
frequentare la comunità, di cui mio fratello, collaborato da altri fratelli in
fede di Savona, si prendeva cura.
Rimasi lì per molti
anni servendo i miei genitori fino a quando il Signore non chiamò a sé prima
mio padre e dopo 10 anni circa anche mia madre.
Durante questo mio
soggiorno ad Albenga, in diverse circostanze il Signore intervenne in mio soccorso
liberandomi anche dal pericolo della morte infatti, durante un intervento
chirurgico per togliere le tonsille, che da diversi anni mi davano fastidio,
ebbi una forte emorragia alla gola, stavo per morire, ma il Signore stese la Sua
mano e non lo permise.
Già cinquantenne,
decisi di ritornare in Sicilia a Canicattì (AG).
Andai a trovare alcuni
miei parenti che non vedevo da diverso tempo.
In quella circostanza
conobbi il F.llo Gallea
Calogero che grazie a Dio dopo alcuni mesi divenne mio marito.
Sposati, andammo a
vivere ad Agrigento. Quivi ebbi l’opportunità di frequentare la chiesa locale
di cui il pastore era il F.llo Paolo Lombardo, oggi
pastore a Catania nella comunità di via Susanna, 72.
Non avendo avuto figli,
data la mia età, io e mio marito cercammo di adottare una bambina ma ciò non fu
possibile e così insieme decidemmo di andare avanti e di servire meglio il
Signore, e così abbiamo fatto per circa 27 anni.
Dopo alcuni anni ho
avuto delle ernie alla cervicale da impedirmi di muovermi liberamente. Infatti,
non riuscivo a muovere le mani e con difficoltà riuscivo a deambulare da sola.
Il dottore che mi aveva
in cura mi consigliò di fare un intervento ma questo sarebbe stato molto
delicato e pericoloso.
Così, visto la gravità
dell’intervento e la lunga assistenza che avrei dovuto avere dopo, decidemmo
con mio marito di trasferirci da mio fratello ad Albenga
e poco tempo dopo fui operata nell’ospedale di S. Corona.
Grazie a Dio tutto andò
bene e dopo qualche mese di degenza siamo ritornati ad Agrigento accompagnati
da mia nipote Anna.
Possa il Signore
benedire grandemente mio fratello e la sua famiglia per come mi sono stati
vicini in questa prova.
Nell’estate del 2005
mio marito ebbe un grave incidente e dopo due mesi di agonia è andato con il
Signore.
Rimasta da sola ed
avendo bisogno anche di cure ed assistenza ho deciso di trasferirmi
nell’Istituto Evangelico Betesda di Macchia di Giarre dove attualmente mi trovo da quasi un anno.
Sono felice di trovarmi
insieme a dei fratelli che si prendono
cura di me ma soprattutto sono felice di poter continuare a servire il
Signore e frequentare i culti che si tengono nella comunità di Macchia di Giarre.
A voi che leggete
queste righe, voglio dire fraternamente, non vi scoraggiate quando siete
nell’avversità, nel dolore e nella malattia, neanche dinanzi alla morte perché il Signore ha promesso di non
abbandonarci mai e di essere sempre con noi sino alla consumazione dell’età
presente.
Coraggio Fratelli!
Andiamo avanti!
Il Signore è vicino!
Preghiamo gli uni per
gli altri e restiamo fedeli al Signore, conservando la fede sino alla fine.
Questa sarà la nostra
vittoria.
Ogni cosa in questa
terra passa, sia la gioia che la tristezza; la ricchezza e la povertà; la
giovinezza e la canizie. Ma il Signore e la Sua Parola non passano mai e tutti
coloro che in Lui sperano, dureranno in eterno insieme a Lui.
Dio vi benedica.
Ricordatevi di noi
nelle vostre preghiere.
A Dio Ogni gloria.
Giardina Giacoma
Anche il passero si trova una casa e la rondine un nido dove posare
i suoi piccini...
I tuoi altari, o Eterno
degli eserciti Re mio, Dio mio!
Beati quelli che
abitano nella Tua casa e Ti lodano sempre!
Tratto
da : «BETESDA» (bollettino
informativo Istituto Evangelico Betesda – casa di
riposo per anziani) – novembre 2006 betesda@inwind.it