UNA VITA ESUBERANTE

 

Mi chiamo Pasquale e ho trentuno anni; sono nato in una famiglia evangelica di fede pentecostale e i miei genitori mi hanno sempre insegnato, con l’aiuto del Signore, la verità.

Fino a undici anni ho vissuto in un piccolo paesino della provincia di Avellino, poi ci siamo trasferiti in provincia di Milano dove ho avuto modo di frequentare la Scuola Domenicale, perché i miei genitori mi portavano sempre con sé, non perché mi interessasse.

All’età di circa sedici anni trovai lavoro presso una pizzeria, che mi impegnava il sabato e la domenica sera; lo facevo per mantenere i miei studi.

 Con il lavoro trovai il pretesto giusto per non andare più in chiesa la domenica; dicevo di essere stanco e, così, cominciai a frequentare sempre meno le riunioni di culto; era quello che desideravo!

Nel frattempo mi divertivo come potevo con miei amici a Milano e, soprattutto, con quelli di Avellino quando potevamo incontrarci. Ero un ragazzo egocentrico e, inoltre, ero diventato molto volgare, mi piaceva, poi, giocare a carte e molte volte giocavo anche d’azzardo.

Gli anni passavano, mi diplomai; durante gli anni della scuola compivo il mio apprendistato presso un laboratorio odontotecnico perché il mio sogno, infatti, era quello di aprirne uno mio.

Mi dedicai completamente al lavoro, di sabato e domenica lavoravo in pizzeria e durante la settimana presso un laboratorio, intanto, però, continuavo a seguire la mia vita dissoluta. Sporadicamente andavo in chiesa per accontentare i miei genitori e, ogni volta, sembrava che il pastore ce l’avesse proprio con me perché, quando ascoltavo la Parola di Dio, Essa era per me come un martello: quelle parole erano dirette a me e mi spingevano a dare il mio cuore a Gesù.

Tra la fine del 1996 e l’inizio del 1997 cominciai a frequentare di più la comunità perché mi accorsi di avere un “debole” per una sorella.

Quest’ultima fu un mezzo usato dal Signore per avvicinarmi a Lui; m’accorsi subito che non era la persona adatta a me, nel frattempo, però, continuai a frequentare le riunioni di culto e feci delle belle esperienze fino al punto che, nell’estate del 1997, sotto una tenda evangelistica, donai definitivamente il cuore al Signore.

Ad ottobre dello stesso anno, partecipai all’Incontro Nazionale Giovanile a Fiuggi dove conobbi mia moglie.

Presi parte a quel raduno perché volevo conoscere meglio il Signore; inizialmente non era nelle mie intenzioni fidanzarmi, grazie a Dio, poi, ho capito che quella sorella era la moglie che il Signore voleva avessi al mio fianco.

Tornato da Fiuggi, a dicembre mi battezzai in acqua e, nel mese di aprile del 1998, il Signore mi battezzò nello Spirito Santo.

Nel 2000 mi sposai, a questo punto il più grande desiderio del mio cuore era quello di servire il Signore. Grazie a Dio l’ho potuto onorare innanzi tutto nella mia comunità, insieme a mia moglie, anche se nel mio cuore cresceva sempre più forte il desiderio di conoscerLo meglio. Nell’estate del 2002, il Signore mi parlò in un modo particolare tramite una predicazione e da lì la voglia di servirLo è aumentata.

Nonostante il Signore continuasse a parlare al mio cuore, tuttavia il mio lavoro mi portava via sempre più tempo, di conseguenza la mia vita spirituale ne risentiva a tal punto che mi sono trovato davanti ad un bivio: scegliere la carriera, che fino a quel momento avevo sempre ambito o accettare l’invito del Signore, che mi spingeva a dedicare un anno della mia vita totalmente a Lui.

Non posso nascondere che ci sono state delle paure e perplessità nella mia mente, ma la Parola del Signore è sempre stata chiara. Ogni volta che il dubbio si insinuava nei miei pensieri, il Signore si è sempre mostrato paziente e fedele da rinnovare la Sua promessa.

Oggi Lo ringrazio perché mi sta dando la possibilità di frequentare il corso presso l’Istituto Biblico Italiano insieme a mia moglie.

Sono certo che il Signore continuerà a benedire la nostra vita.

Voglio fare mie queste parole di Davide: “… non offrirò al Signore, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla” (2 Samuele 24:24).

È vero ci sono delle rinunce che dobbiamo fare, ma non sono nulla se paragonate a quello che Dio ha fatto e continua a fare per noi.

 

Pasquale Puopolo

 

Tratto da «Cristiani Oggi»  1 – 15 dicembre 2005