Andavo accumulando delusioni
«Il SIGNORE è la mia forza e il mio scudo; in Lui s'è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso; perciò il mio cuore esulta, e io Lo celebrerò con il mio canto» (Salmo 28:7).
Mi chiamo Clementina e
posso dire con certezza che il Signore Gesù è stato molto buono con me.
Da giovane ero una
ragazza che per il mondo poteva considerarsi interessante, con un lavoro
appagante, in qualche modo legato alla creatività e alla moda. Dentro il mio
cuore però albergava una tristezza mortale e un’insicurezza profonda che
cercavo di mascherare in mille modi.
Quel vuoto interiore mi
creava inquietudine.
Ero quindi sempre alla
ricerca di amore, per sentirmi sicura e rincorrere così i miei ideali e i miei
sogni. Andavo invece accumulando delusioni e sofferenze, che ora, alla luce
della Parola di Dio, posso chiamare peccati su peccati.
La mia mamma, fin da piccola, mi aveva insegnato a pregare come sapeva, e ogni
volta che stavo male ricorrevo a Gesù.
Egli nella Sua infinita
bontà mi aiutava, ma di lì a poco tornavo a condurre la vita a modo mio,
facendo delle scelte sbagliate e rimanendo sempre più delusa dagli altri e da
me stessa.
Cercando di trovare
pace interiore mi ritrovai con un gruppo di giovani che praticavano Yoga, non
consapevole che stavo per mettermi una pericolosa catena al collo.
Inizialmente questa
nuova esperienza esercitò in me del fascino.
Ero particolarmente
vicina a una cara amica, la quale mi esortava a frequentare e ad attendere agli
insegnamenti del guru, il loro capo spirituale.
In quell’ambiente si
parlava di pace e amore: quello che cercavo!
Ci insegnavano a
pregare Dio, ma nel contempo si praticavano riti induisti; citavano il Vangelo,
ma falsando la verità biblica, con il fine di procurare una sorta di abbandono
della personalità, per una dipendenza totale al loro credo.
Si era spinti con
suadenti suggerimenti a lasciare, pian piano, le nostre cose per metterle in
comune e addirittura a lasciare le nostre case, per andare in alcuni luoghi “speciali” del nostro pianeta. Ci
dicevano che eravamo gli eletti, in attesa di un presunto “rapimento” che sarebbe avvenuto da parte di esseri extraterrestri a
scapito dell’intera umanità perduta.
Il guru faceva spesso
riferimento a rivelazioni fattegli direttamente da Dio, sottintendendo di
essere “colui che doveva venire”,
cioè il Cristo.
Molti genitori
applaudivano a tutto ciò, perché vedevano la vita di alcuni loro figli
trasformata.
C’era chi aveva smesso
di usare la droga, chi l’alcol ed altro ancora; addirittura si parlava di
guarigioni da malattie incurabili.
Mai una volta però, si
dava gloria a Dio per il sacrificio di Suo Figlio Gesù, per mezzo del Quale
soltanto, la Bibbia afferma che possiamo ricevere salvezza, liberazione,
guarigione e ogni altro bene.
Fu allora che sentii
una voce interiore che mi diceva di allontanarmi prontamente da quell’ambiente,
per scampare da un baratro che sarebbe stato senza possibilità di ritorno.
Come la Bibbia afferma:
«C’è una via che all’uomo sembra
diritta, ma finisce con il condurre alla morte» (Proverbi 16:25).
Alcune mie amiche
ancora oggi sono in cura per gravi disturbi provocati da lunghi digiuni e
forzati esercizi fisici, nonché da pericolose pratiche spirituali che allontanano
dalla Via, dalla Verità e dalla vera Vita.
Il Signore è stato
buono e mi ha tirato fuori senza alcun danno.
Seppi in quel tempo
valutare la potenza della preghiera: la mia mamma pregava giorno e notte che il
Signore mi liberasse dal laccio del maligno.
Conobbi poi Riccardo;
mi sembrava che il mio sogno si fosse avverato, con lui potevo essere me stessa
e parlare di Gesù, ma ero ancora molto lontana dalla Verità.
Ci sposammo e, felici,
avemmo una bambina, ma dopo poco tutto franò.
I miei genitori si
ammalarono gravemente, i miei suoceri che io credevo famiglia perfetta, si
divisero e mio marito, con suo padre, caddero in una profonda depressione.
Correvo da un ospedale
all’altro, nel frattempo mio padre morì; ero incinta del mio secondo bambino,
profondamente delusa ed angosciata, con una sola soluzione che nel cuore voleva
farsi spazio: una brutta decisione!
...ma una domenica
mattina del 1995, sentii nel mio cuore la voce di Dio che mi invitava ad andare
a Lui seguendo mio marito, che nel frattempo stava ritornando al Signore dopo
anni di abbandono.
Non conoscevo niente
della chiesa del Signore, ma nel pomeriggio dello stesso giorno, nel locale di
culto della chiesa evangelica pentecostale di Vicenza, lo Spirito Santo parlò
con potenza al mio cuore con la predicazione della Sua Parola.
Per la seconda volta
nella mia vita udii parlare del ritorno del Messia, ma in questo caso fu tutto
diverso.
Gesù stesso, mettendo
in guardia dai falsi profeti, parlava del Suo ritorno: «Se qualcuno vi dice: “Il Cristo è qui, oppure: È là», non lo
credete, perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni
e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho
predetto... infatti, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente,
così sarà la venuta del Figlio dell’uomo” » (Vangelo di Matteo
24:23-27).
Lo Spirito Santo mi
fece capire che Gesù è l’unico vero Signore.
In quello stesso giorno
sentii il bisogno di chiedere a
Gesù di lavare il mio cuore sporco e pieno di peccato e di entrare nella mia
vita come mio personale Salvatore e Signore.
Lui mi fece una nuova
creatura: una Sua figliola.
Le difficoltà non
finirono; dopo qualche tempo persi anche mia mamma, però non ero più sola, con
me c’era Gesù e Lui portava i miei pesi.
Il Signore mi battezzò
con il Suo Santo Spirito e poi diedi testimonianza della mia conversione con il
battesimo in acqua insieme a mio marito, con i nostri tre bei bambini che ci
guardavano e gioivano con noi.
Nel maggio 2004,
casualmente mi accorsi di un voluminoso nodulo al seno.
In giugno, dopo un
primo intervento, mi fu diagnosticato un tumore maligno.
I medici decisero di
intervenire radicalmente.
Confesso che ci sono
stati momenti difficili per me e per la mia famiglia. Sapevo però che il
Signore ha tutto sotto il Suo controllo e che la chiesa del Signore pregava per
me.
Questo mi dava tanta
forza e sicurezza.
Tutto quello che a noi
può apparire duro e difficile, Gesù lo può trasformare: «Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano
Dio, i quali sono chiamati secondo il Suo disegno» (Lettera ai
Romani 8:28).
L’operazione andò bene;
l’esito fu di un tumore raro al primo stadio che non aveva ancora intaccato
nessun linfonodo ed era circoscritto al nodulo.
Cosa assai rara per un
tumore maligno al seno, non avrei dovuto fare la chemioterapia e nessun’altra terapia.
Gesù è intervenuto in
maniera misericordiosa nella mia malattia.
Ora a distanza di un
anno poso affermare che fin qui il Signore mi ha soccorso e credo che lo farà
anche in futuro, per la Sua infinita bontà e benignità.
La cosa più importante
però è che, per la Sua Grazia, Egli mi ha donato la certezza della Sua
salvezza.
«Il Signore è la mia forza e il mio scudo; in Lui s’è confidato il
mio cuore, e sono stato soccorso; perciò il mio cuore esulta, e io Lo celebrerò
con il mio canto” (Salmo 28:7).
Al Signore
sia l’onore e la gloria.
Clementina Agricola
Tratto
da «IL BOLLETTINO»
settembre-ottobre2005