Una vita
esuberante!
Mi presento : mi chiamo Barbara, ho quasi 18 anni e posso
dichiarare liberamente che la mia vita ha trovato un senso!
Sono nata e cresciuta in una
famiglia felice: due genitori cristiani che, fin dalla mia più tenera età, hanno
cercato di spiegare a me e alle mie due sorelle che Dio è la cosa più
importante nella nostra vita.
Da piccolissima i miei genitori
mi hanno sempre portata in chiesa, tanto da divenirne quasi il mio svago
preferito; infatti la mia gioia più grande, già dall’età di 6-7 anni, era
quella di recarmi lì per incontrare e giocare con la mia “mini compagnia”!
Ovviamente durante i servizi di culto non capivo niente, ma questo non aveva
molta importanza, mi ritenevo ancora troppo piccola per dare il giusto valore alle
cose dette.
Gli anni passarono, le cose
cambiarono ed io, con il trascorrere del tempo, divenni presto “grande”
: all’ età di 13 anni circa, entrando nella critica fase adolescenziale, mi
resi conto che la vita non è un gioco continuo e che spesso, le persone a cui
sei legata molto, non è certo che restino e crescano con te come avevi
immaginato nel film della tua vita.
Per determinate ragioni, quel
gruppo di amici che fin da piccola mi aveva aiutato a crescere e a cui ero molto affezionata, si
ruppe: in un attimo mi ritrovai senza più amici. Ricordo d’aver passato momenti
bruttissimi e l’andare in chiesa non era più tanto piacevole come prima.
Quando si faceva l’ora del culto
la mia testolina iniziava a concentrarsi onde trovare una qualsiasi scusa per
rimanere a casa; tra le tante “idee geniali” che attraversavano la
mia mente, ce n’era una che preferivo
per il suo straordinario successo: “mamma, papà … devo studiare!”.
Credo che mai come in quegli anni
ho approfondito tanto gli studi …
l’argomento che più mi piaceva fra tutti, era la televisione, quante
volte l’avrò ripassata canale per
canale, tanto da conoscere quasi tutti i programmi a memoria!
Comunque, a parte queste piccole bugie e altre divertentissime marachelle per non andare a scuola, mi ritenevo proprio una brava ragazza, e lo ero veramente!
Non rubavo, non uccidevo, non
uscivo quasi mai di casa… insomma non
facevo nulla di particolare per far preoccupare i miei genitori quindi, anche
agli occhi della gente ero una ragazza tranquilla. (come è facile nascondere il
nostro cuore alle persone ma per Dio, che conosce le profondità più nascoste,
no!).
Le cose continuavano sempre così…
scuola, casa, chiesa… chiesa, casa,
scuola… fino a quando questa esagerata
tranquillità mi stufò e decisi di dare qualcosa di più interessante alle mie giornate.
Iniziai così a frequentare le
peggiori ragazze della scuola per sentirmi più importante, loro facevano cose
da grandi ed anche io facendole mi sentivo grande! Continuando a stare con loro
arrivò presto il giorno che mi offrirono una sigaretta…la tenni tra le mani e
guardandola pensai che quel passo importantissimo avrebbe segnato il mio
ingresso nel mondo degli adulti e finalmente avrei fatto qualcosa di veramente
diverso.
Macchè! Fossi stata almeno capace
di non soffocare…e poi come se non bastasse una conoscente, amica di famiglia,
mi vide!
Buttai la sigaretta e cominciai a
piangere, pregai il Signore sperando che non avesse visto niente o che
perlomeno non dicesse niente ai miei genitori.
Grazie a Dio non successe niente ma la cosa più importante fu la lezione che imparai da questa esperienza: innanzitutto non presi mai più una sigaretta tra le dita e poi cominciai a riflettere: era veramente quello il modo per dare un senso e un valore alla mia esistenza? Fin da bambina la verità fondamentale che mi avevano trasmesso i miei genitori era quella di arrendersi completamente nelle mani di Dio, solo così la mia vita sarebbe stata realizzata.
Sapevo di poter leggere la Bibbia e trovare
il consiglio del Signore adatto a me per quella circostanza piena di
confusione, sapevo anche che tutto ciò che fino a quel momento mi avevano
insegnato erano delle certezze, ma purtroppo questa meravigliosa realtà mi
sembrava qualcosa di troppo difficile da realizzare in me.
Intanto le cose intorno
cambiavano: mia sorella maggiore fece una reale esperienza con Gesù e questo mi
indusse ad “una santa gelosia”. La vedevo felice, cambiata, così diversa
come se una luce illuminasse il suo volto; fu allora che compresi che per far
entrare la salvezza di Dio nel mio cuore non avrei dovuto aspettare un fulmine
che dal cielo cambiasse la mia persona.
Ciò che con molta semplicità mi
chiedeva il Signore, era di inginocchiarmi
ai Suoi piedi e dirgli: “salva l’anima mia, rendimi una Tua
figliuola, da oggi in poi voglio servirti”. Quando feci mia questa
straordinaria verità iniziai ad essere grandemente benedetta dall’amore di Dio
realizzando le Sue promesse in me.
Non scorderò mai quella sera
quando in una tavernetta piena di giovani diedi il mio cuore al Signore, fu
tutto così semplice… era il 26 dicembre
1999, c’era tanto freddo in quella stanza ma la presenza di Dio e il Suo grande
amore riscaldarono i nostri cuori. La gioia che Gesù mette in te quando gli
apri la porta del tuo cuore è qualcosa di indescrivibile… io so solo che un brivido attraversò il mio
corpo, i miei occhi si riempirono di lacrime e sentii come se un grosso peso
(quello dei miei peccati ) veniva tolto dal mio cuore. Da allora la mia vita ha
una ragione, Gesù è il mio personale Salvatore e, nonostante le mie mancanze,
Egli è stato sempre vicino a me, ha provveduto a tutti i miei bisogni ed ha
esaudito tutti i miei desideri che sono stati secondo la Sua volontà.
Lui mi ama e so che vuole il
meglio per la mia vita, ed io voglio ringraziarLo e servirLo finché
Lui mi darà grazia di vivere su questa Terra.
Certamente adesso posso dire che:
la mia vita ha
trovato un senso!