Quando disperarsi non serve a nulla... confidare in Dio cambia la vita!

 

 

Mi chiamo Rosalia e desidero raccontare come nella mia vita mi sono trovata varie volte a un bivio: scegliere fra disperarmi, lasciarmi prendere dallo sconforto, autocommiserarmi, prendermela con gli altri o guardare a Dio fidandomi di Lui.  

Ho scelto di fidarmi di Dio e mi sono trovata bene.

La fede mi ha permesso di guardare agli accadimenti della mia vita con gli occhi di Dio, così mi sono trovata nella via della benedizione e della vittoria, e posso dire con l’apostolo Paolo: “Grazie rendiamo a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo, e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua conoscenza” (2 Cor.2:14). Negli anni ho potuto realizzare che “Tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio i quali sono chiamati secondo il suo proponimento” (Rom.8:28).

Non è stato facile per me accettare a vent’anni, nel bellissimo momento in cui ero diventata mamma del mio piccolo Eliseo, che la mia vita stava per terminare per alcune complicazioni dovute al parto. Dopo tre giorni dal miracolo della mia improvvisa ripresa dalla crisi postoperatoria venne un’altra prova difficile quando fui costretta ad affrontare un nuovo intervento chirurgico nel quale mi vennero asportati alcuni organi interni a causa della trascuratezza nella pulizia durante la prima operazione.

In quel giorno avvenne un altro miracolo, Dio rispose con grazia e misericordia alle ferventi preghiere dei miei familiari e della fratellanza della chiesa di Corleone. Tanti hanno supplicato Dio per me e sono stati esauditi!

Le acqua salivano fin sopra il mio capo, io dicevo: E’ finita per me! Io ho invocato il tuo nome, o Eterno, dal fondo della fossa; tu hai udito la mia voce... Nel giorno che io ti ho invocato, ti sei avvicinato; tu hai detto: Non temere! O Eterno, tu hai redento la mia vita!” (Lam.3:54)

“È una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti, poiché le sue compassioni non sono esaurite, ma si rinnovano ogni mattina. Grande è la sua fedeltà” (Lam.3:22)

Trascorsi quei giorni, la vita mi si presentava in modo diverso: ero una ragazza di soli vent’anni, sofferente, con forti limitazioni conseguenti gli interventi; avevo bisogno di aiuto per prendermi cura del bimbo, di mio marito, della casa... mi sentivo come un uccello in gabbia a cui fosse impedito di volare.

Dopo qualche mese, mentre mi riprendevo con fatica dai due complicati interventi, venni

anche a sapere che a causa di una trasfusione avevo contratto il virus dell’epatite C: iniziava così un altro cammino di sofferenze e di fede.

Dopo visite, ricoveri e analisi seppi che, se Dio non fosse intervenuto miracolosamente, sarei rimasta invalida permanente mente. Tutte le cure disponibili per combattere il virus si rivelarono inefficaci per il mio caso e a questo si aggiunse il problema dell’osteoporosi ogni giorno le mie ossa diventavano più fragili e non potevo seguire una terapia medica per timore di aggravare le condizioni del fegato.

Riconosco che sarebbe stato facile cadere nello scoraggiamento, nella delusione e nell’autocommiserazione; tutti i miei progetti, come giovane donna, erano stati sconvolti, ma Dio un giorno mi raggiunse quando stavo avviandomi sulla via dell’ansia e dell’autocommiserazione per mezzo di un Suo servitore che mi rivolse parole di speranza: “Rosalia, ti consiglio di distogliere lo sguardo dai tuoi problemi perché così potrai solo andare incontro a un esaurimento nervoso. Servi il Signore! Vai verso gli altri e, mentre pregherai con gli altri e per gli altri, Dio opererà anche su te”.

Furono parole di esortazione e di chiamata che mi raggiunsero il cuore come un fulmine. Avevo sempre avuto “miei programmi”, ma in quel giorno quella chiamata è stata chiara per la mia vita, ora stava a me scegliere.

Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie, dice il Signore. Poiché, quanto i cieli sono più alti della terra, tanto sono più alte le mie vie dalle vostre vie, e i miei pensieri dai vostri pensieri” (Isa.55:8).

Decisi di fidarmi di Dio e di affidarGli il mio futuro; con la forza che Lui dà ogni giorno iniziai a servirLo adoperandomi per i più bisognosi, i più disperati, le persone sole, gli anziani per quanti non avevano ancora realizzato la grazia della Sua salvezza.

Ho portato l’amore di Cristo e la gioia che solo Lui può dare, il canto, la preghiera, l’annunzio della Sua Parola in tutte le case in cui Lui mi ha guidato.

Nei letti d’ospedale, in quei luoghi di tristezza e disperazione ho avuto la grazia di affermare che in Gesù c’è speranza e gioia, perché ora c’è gioia nel mio cuore, da quando ho scelto di seguire per fede la chiamata del Signore. Egli mi ha meravigliata, la mia vita spirituale si è arricchita, mi ha dato un cuore sensibile ai bisogni degli altri e una lingua esercitata a “parlare opportunamente allo stanco”.

Ho potuto realizzare che, quando ho dato con tutto il cuore, ho ricevuto abbondantemente; pur avendo fra le mani “pochi pani e pochi pesci” (Giov:6) li ho messi con fede nella mani di Gesù e li ho visti moltiplicare.

Lui prende la nostra povertà e ne trae grandi ricchezze con la Sua potenza.

“Date e vi sarà dato. Vi sarà versata in seno una buona misura, premuta, scossa e traboccante” (Luca 6:38).

Fino a quando Dio me lo permetterà condividerò il Suo amore con chiunque incontrerò.

In questi anni per alcuni problemi ho ricevuto guarigione, per altri no, come per l’epatite

C, ma Dio mi ha fatto comprendere che ha un progetto per la mia vita. Come Giuseppe

non incolpò i fratelli per le proprie sventure (Gen.45-50), ma credette che dietro a ogni situazione si stava muovendo la mano potente di Dio che può mutare il male in bene, così anche io possono rendere testimonianza di come i disegni di Dio siano meravigliosi!

Spesso ho avuto in mente l’immagine di un albero rigoglioso ma con poco frutto che il contadino esperto pota, tanti rami bellissimi cadono sotto la sua scure tagliente e qualcuno poco esperto potrebbe anche pensare che con il suo operato abbia rovinato tutto. Ma il contadino sa quello che fa, e sa che nella prossima stagione nuovi rami e nuovi germogli nasceranno e che il frutto sarà abbondante e di qualità.

Il Signore ha fatto così con me, Lui che disse: “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Egli toglie via ogni tralcio che in me non porta frutto; ma ogni tralcio che porta frutto, egli lo rimonda affinché ne porti di più” (Giov.15).

Sono vent’anni che convivo con problemi gravi, ma Dio è stato fedele con me dandomi la

gioia di godere una vita a piene mani con mio marito, mio figlio e con la mia famiglia.

Mentre io ho reso poco al Signore, Lui mi ha ridato molto. Se guardo al futuro con occhi

umani posso scorgere un orizzonte incerto, se guardo con gli occhi della fede sono serena perché so che l’Iddio che mi ama continuerà a prendersi cura della mia vita come ha fatto finora.

Il mio desiderio è che tutto, nella mia vita, possa essere alla gloria di Dio!

 

Rosalia Cascio

 

Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» novembre 2004