In mezzo alle
tempeste della vita ho incontrato Gesù
Qualora mio padre e
mia madre m’abbandonino, il Signore mi accoglierà
Mi chiamo Adele ed abito in una ridente
cittadina della fascia ionica messinese.
Nella mia vita gli insegnamenti religiosi
non sono mancati, dal momento che sono cresciuta in un istituto di religiose.
Mia madre, grande lavoratrice e un buon
esempio, è stata sempre costretta a lavorare per prendersi cura di me e di mio
fratello, perché mio padre ci aveva abbandonati.
Sono vissuta per un breve periodo con la
nonna materna, poi all’età di tre anni sono stata mandata in un istituto di
assistenza, dove ho imparato l’educazione, l’istruzione e la formazione
domestica.
Mentre crescevo, nel periodo dai dodici ai
sedici anni, mi sono ribellata un po’ a quella vita, sentivo la mancanza
dell’affetto di mio padre e volevo andare a vivere da lui, che ogni tanto, in
occasione del Natale, si faceva sentire al telefono.
Questo mio vuoto era molto profondo, anche
perché mio fratello picchiava me e mia madre dalla mattina alla sera, si
sentiva un “padre padrone”.
All’età di diciassette anni, quando ho
conosciuto mio marito, ho deciso di andare via di casa per “convivere”.
Immaginavo che la mia vita sarebbe cambiata,
invece andò tutto di male in peggio. Fra me e il mio compagno c’erano
incomprensioni, litigi, e per ben due volte sono finita all’ospedale, nel
reparto di rianimazione.
Più volte ho tentato il suicidio ingoiando
dosi eccessive di farmaci.
Il Signore, però, nel Suo infinito amore non
ha permesso che io morissi: i Suoi piani e i Suoi pensieri non sono i nostri.
La Bibbia afferma: “Qualora mio padre e
mia madre m’abbandonino, il
Signore mi accoglierà” (Salmo 27:10).
È stato proprio in mezzo alle tempeste della
vita che ho incontrato Gesù. Infatti, in quei momenti difficili il mio compagno
ha incontrato un suo amico al quale voleva chiedere della droga, ma ha ricevuto
la testimonianza dell’Evangelo.
Sono entrata per la prima volta in una
Chiesa Evangelica Pentecostale nel 1987 e vi ho trovato una famiglia piena di
un amore e di un affetto che non avevo mai conosciuto prima, ma non ho aperto
subito il cuore alla Parola di Dio e a Gesù.
Nel frattempo il Signore mi diede un figlio,
anche se i medici dicevano che non potevamo averne, e due anni dopo anche una
figlia.
La mia conversione e quella di mio marito
hanno finito per destare anche l’interesse di mia madre, che ha cominciò a
frequentare i culti e ha accettato Gesù poco prima di morire a seguito di una
breve malattia.
Iddio è stato, è e sarà sempre fedele,
perché da quando l’ho incontrato non mi ha più lasciato, mi segue giorno dopo
giorno.
È fedele e mantiene le Sue promesse.
Nonostante mio padre non mi abbia dato
l’affetto di cui avevo bisogno, ho avuto tutto dal mio Padre celeste.
Oggi ho fratelli e sorelle che mi vogliono
bene ed una famiglia di credenti che non avrei mai immaginato di possedere.
Qualche anno fa ho sentito il bisogno di
perdonare mio padre e spero che anche lui chieda perdono a Dio per tutti i suoi
errori.
Oggi posso dire, insieme alla mia famiglia: “…fin
qui l’eterno ci ha soccorso” (1 Samuele 7:12).
Adele Infantino
Tratto
da «Cristiani Oggi»
1 – 15 aprile 2006