Ho fatto il conto senza l'Oste
Sono nato in una famiglia che seguiva la religione
tradizionale (quella romana per intenderci). La seguiva come tanti altri:
natale, pasqua, le feste comandate, oltre che un
pellegrinaggio al santuario di una madonna, da farsi rigorosamente a piedi, il
giorno dopo pasqua di tutti gli anni.
La mia famiglia (da entrambi i lati), proveniva dalla
nobiltà e la nostra quasi indigenza aveva dietro un fattore religioso: il mio
nonno paterno ( figlio unico) ha perso tutto il patrimonio (a favore della
chiesa di Roma) nel momento in cui ha deciso di non diventare prete. Ma questa è un'altra storia.
Ho vissuto un'infanzia della quale non conservo
nessun buon ricordo; un'infanzia nelle vie di Napoli, a metà strada fra quella
di gente per bene e quella degli scugnizzi.
Qualche volta sono stato in discoteca; ho frequentato
associazioni cattoliche.
Ho appestato la mia anima con molte cose, soprattutto
letture non edificanti.
…ma più che questo, all’età
di 14 anni sono stato affascinato dalla politica: a 16 anni già facevo parte
del direttivo giovanile della mia sezione; conobbi personalmente personalità
politiche che oggi (ottobre 2007) occupano quelle che sono le maggiori cariche
dello Stato.
Avevo circa 17 anni, quando per esigenze abitative,
dal mio quartiere ci trasferimmo in un paese in provincia del quale non avevo
mai sentito neppure il nome: Acerra.
In concomitanza a questo fatto, la mia morosa di
allora (era la prima), mi lasciò.
Ti lascio immaginare: mi trovavo in un posto che non
conoscevo, tra gente estranea che parlava un dialetto diverso dal mio e che
spesso non comprendevo; avevo perso morosa ed amici
(erano troppo distanti). Fui depresso.
Nel contempo, allacciai delle
conoscenze che mi fecero spostare nello scacchiere della politica e così ebbi a
che fare con personaggi che si rivelarono di ideali estremisti.
Dopo un paio d'anni di vita semi-vegetale, una
domenica mattina passeggiavo con un amico.
Incontrammo un tizio che conoscevo di vista.
Dopo le presentazioni, costui mi disse: «Cosa conosci tu di Dio?».
Voglio dire subito che costui non era proprio il
modello di cristiano da cui trarre esempio, difatti, essendo ora di culto, lui era a passeggio per il paese.
Comunque, sia come sia, Dio si
usò di lui per farmi udire
...anche se guardando
indietro dopo creduto, ho scoperto che diversi amici che avevo prima erano
credenti ma, sebbene con i fatti avevo notato in loro qualcosa di speciale, non mi avevano mai testimoniato di
Gesù.
E anche questa è un'altra
storia.
Non volli ammettere la mia ignoranza, anche perchè
andavo orgoglioso della mia «CULTURA».
Fui invitato alla riunione che si sarebbe tenuta il
martedì sera.
Risposi prontamente che 2 giorni mi bastavano per
leggere
Pensa a quanto
ero arrogante e pieno di me.
Siccome ho sempre mantenuto
la mia parola, il martedì sera andai.
Erano 4 gatti (le dita di due mani era più di loro
tutti) che si riunivano in un localino di 3x4 metri, di un appartamentino su
due livelli.
La pareti erano spoglie, eccezion
fatta per un quadro appeso ad una parete raffigurante un libro aperto (che
poi scoprii essere una Bibbia), una candela e la frase «DIO E'
AMORE - DIO E' LUCE».
Furono molto cordiali e amichevoli.
Quella era serata di studio biblico
così, c'era possibilità di porre domande e colloquiare.
Ah, dimenticavo:
Quando giungemmo (non so neppure come) alle domande
sul mio credo, dichiarai che credere in certe verità chiamate DOGMI per me non
era un problema, nemmeno
Meno male che mi son
definito Caino...
Questa non era una domanda... e i fratelli non mi
hanno saputo rispondere!
D'altronde non potevano.
Ero
orgoglioso di me: li avevo messi in difficoltà!
A volte, nella vita, si fa il conto senza l'oste.
Fui invitato per la serata di culto (cos'era, poi?)
che si sarebbe tenuta il giovedì alla stessa ora e nello stesso locale.
Senza nessuna certezza, andai via.
Credo che coloro che avevo
appena lasciato e che poi si sarebbero rivelati i miei migliori amici negli
anni a venire, siano stati più intelligenti di me: non hanno cercato di
convincermi con ragionamenti umani, hanno chiesta al Padre di rivelarsi a me.
Così fu.
Andai il giovedì in chiesa avendo in mano la mia
Bibbia cattolica e con in cuore la gioia che quel
Dio era lassù a vegliare su di me.
Dio aveva operato nella mia vita senza che neppure me ne rendessi conto.
Aveva piegato la mia volontà col mio
consenso senza neppure chiedermelo, perchè sapeva che era Lui che cercavo.
Correva l'anno 1981 e credo fosse
il mese di giugno.
Mario De Liso