Una vocazione Missionaria

(Ebrei 11:24,25)

 

Il conte Nicola di Zinzendorf (1700-1760), originario di Saxe, faceva un viaggio che doveva condurlo in Olanda, poi a Parigi.

In quella città l’aspettavano splendidi ricevimenti mondani.

Passando a Dùsseldorf, mentre stavano foraggiando i suoi cavalli, andò a visitare la pinacoteca. La sua attenzione fu colpita da un dipinto. Era “il Cristo in Croce”, del pittore italiano Domenico Feti.

In basso, sulla tela, il pittore aveva scritto le seguenti parole:

 

“Ecco che cosa ho fato per te,

Tu, che cosa hai fatto per me?”

 

Coinvolto da queste parole, Nicola rimase lì, pensieroso, senza preoccuparsi del tempo che passava, fino al momento in cui un custode gli si avvicinò e gli toccò le spalle.

Gli occhi del visitatore erano pieni di lacrime.

Vinto dalla visione di Gesù crocifisso, il giovane conte gettò ai piedi del Signore le sue ambizioni, il suo patrimonio, la sua vita. Diventò il fondatore di missioni che, da oltre due secoli, portano il Vangelo di Gesù Cristo nelle terre lontane.

 

Ancora oggi Dio dice a ognuno di noi:”Io ti amo di un amore eterno; perciò ti prolungo la mia bontà (oppure ti attiro con bontà)” (Geremia 31:3).

DIO CI VUOLE PER SE, lontano dai piaceri insani che non lasciano al credente altro che amarezza e rimpianti, pronti a difendere i suoi interessi,  a parlare del suo amore.

Allora realizzeremo la nostra vocazione cristiana. Ci da la sua pace e la sua gioia, ogni giorno

 

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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