INCONTRO CON

GESU’ CRISTO 

(Giovanni 1:18)

 

«In quella notte, leggendo per la prima volta l’Evangelo di Giovanni, ho saputo che Gesù Cristo era vivente. Non si trattava di un personaggio lontano, esistito 2000 anni prima, ma di uno vivente e reale, a cui nessuno poteva essere paragonato. Tutti i Suoi atti e le Sue parole erano importanti, non soltanto perché svelava la causa del disordine e del male che regna nel mondo, ma anche perché si rivolgeva a me personalmente.

Andando avanti nella lettura dell’Evangelo, realizzai che Gesù mi conosceva fin nella profondità del mio essere. Mi sembrava che nulla fosse nascosto al Suo sguardo, nessuna domanda, nessuna aspirazione, nessuna di quelle scene di egoismo che passavano nella mia povera testa… Era un sentimento scomodo, ma non volevo sfuggirvi…

Quando arrivai alla frase pronunciata da Filippo: “SIGNORE, MOSTRACI IL PADRE E CI BASTA”, ebbi un sussulto. Non era forse questa la mia questione di sempre, la mia aspirazione? La risposta di Gesù mi coinvolse subito: “DA TANTO TEMPO SONO CON VOI E TU NON MI HAI CONOSCIUTO, FILIPPO? CHI HA VISTO ME, HA VISTO IL PADRE” (Giovanni 14:9). Compresi che ciò che mi aveva attirato verso Gesù era il fatto che Egli rivelava perfettamente Dio.

Qualche giorno dopo, leggendo il racconto della morte del Signore, presi coscienza che era per me che era morto e risorto, e rimasi colpito profondamente. Egli mi offriva il Suo perdono e il dono della vita eterna. Un sentimento intenso di gioia mi pervadeva. Era questa la vera libertà a cui avevo tanto aspirato».    Michele G.

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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