IL GIUDICE E IL
CONDANNATO
(Tito 3: 3-5)
Charles Colon era un consigliere
dell’ex presidente degli Stati Uniti Nixon,
compromesso nell’affare “Watergate”. In seguito a
questa vicenda fu imprigionato per parecchi mesi. Diventato credente, ora è
consacrato all’evangelizzazione nelle prigioni
americane. Sovente si uniscono al suo gruppo
denominato Amicizie nelle Prigioni, dei visitatori volontari per
annunciare l’Evangelo ai prigionieri. Dopo una di
quelle visite, al momento di passare al controllo dell’uscita, Colson constatò che uno dei volontari, il giudice Clement, non aveva seguito il gruppo. Piuttosto
contrariato, ritornò sui suoi passi e lo trovò nella cella del detenuto James Brewer. «Solo un minuto – disse costui -, è importante. Sono proprio io che ho
condannato James alla massima pena. Ma ora è un mio fratello e abbiamo bisogno di un minuto per pregare
insieme». «Restai come pietrificato sulla soglia della cella – racconta Colon -, davanti a me c’erano due uomini; uno aveva
il potere, l’altro non ne aveva affatto; uno era bianco, l’altro un uomo di
colore; uno aveva condannato l’altro. In qualsisia altro luogo all’infuori del
Regno di Dio, quel detenuto sarebbe stato pronto ad uccidere quel giudice con
le sue stesse mani. Ma lì erano “UNO”, e il loro viso rifletteva una
straordinaria espressione di felicità mentre pregavano
insieme. Uscendo dalla prigione, il giudice Clement,
molto commosso, mi spiegò che aveva pregato per Brewer
ogni giorno dopo averlo condannato, quattro anni prima».
Tratto dal calendario “IL BUON SEME”
edizioni “il Messaggero Cristiano”
Via Santuario, 26
15048 Valenza (AL)