Non guadare all’apparenza
(1 Samuele 16:7)
Una leggenda giudaica racconta che, un uomo, vestito di
cenci si presentò alla porta di un ricco e chiese ospitalità.
Il ricco lo scacciò con disprezzo e insulti.
Dopo alcuni giorni, quell’uomo ritornò vestito di un
magnifico abito.
Il ricco non riconobbe il mendicante, lo fece entrare con
grandi onori e lo fece sedere alla sua
tavola. Gli offrì un bicchiere del suo vino migliore.
Il visitatore prese la coppa e ne versò il contenuto sul
suo abito, facendo finta d’essere maldestro.
Una seconda volta, poi una terza, la coppa nuovamente
riempita, fu versata su quei begli abiti.
Al ricco, costernato, l’uomo fece questa osservazione:”Ieri sono venuto vestito di cenci e m’hai
respinto. Oggi son venuto ben vestito e m’hai
accolto. In realtà non hai ricevuto me, ma i miei abiti. E’ dunque normale che
questi abiti abbiano diritto al vino che mi hai offerto”.
Poi il misterioso visitatore scomparve.
La lezione che posiamo trarre da questo breve racconto è
che L’AMORE NON GUARDA ALL’APPARENZA.
Così faceva il Signore Gesù Cristo, al punto che persino i
suoi oppositori erano costretti a dire:”Maestro,
noi sappiamo che sei sincero e insegnaci la via di Dio, secondo la verità, e
non hai riguardi per nessuno, perché non badi all’apparenza delle persone”
(Matteo
Tratto
dal calendario “IL BUON SEME”
edizioni
“il Messaggero Cristiano”
Via Santuario,
26
15048
Valenza (AL)