Strappare la pagina
(Salmo 42:5 –
Lamentazioni di Geremia 3:20)
Una credente si lamentava di continuo.
Il malcontento – tendenza naturale a non essere mai
soddisfatti – la trascinava allo scoraggiamento e all’ansietà. Un’amica, sua
sorella in fede, la visitava spesso per cercare di consolarla e confortarla. Ma
ben presto ella riprendeva a lamentarsi.
Un giorno l’amica le disse: “Hai una raccolta di cantici?
Dammela, per favore”. L’aprì, cercò un cantico e si mise a cantare:
Pace darmi Tu vuoi, Signore - vuoi ch’io riposi in te.
Se la prova un giorno incontrerò, - tua forza avrò nel
cuor.
Il riposo vero trovo solo in te, - e la serenità!
Per lo Spirito tuo, Signor, - che hai versato in me.
Se mi avvolge l’oscurità - Tu non mi lascerai,
e gustare io potrò il tuo amor - che mi mancherà.
Sei la Rocca eterna; mi rifugio in te, - che mi
proteggerai;
e con te non avrò timor, - tua pace regna in me!
Quando ebbe finito di cantare aggiunse: “Ora strappo
questa pagina”.
“Come? – esclamò la donna turbata – non oserai fare
questo!”.
Ma come ebbe finito di parlare, capì ciò che l’amica aveva
voluto dirle e si mise a piangere vergognandosi delle sue continue lamentele.
Da allora in poi quel cantico fu per lei una fonte di
gioia e di incoraggiamento.
Quante volte anche noi ci comportiamo come quella
credente!
Sappiamo che il
Signore è vicino a noi per aiutarci e sostenerci anche nelle difficoltà, ma
poi ci abbattiamo facilmente.
Ricordiamoci tutti le parole di quel cantico e le preziose promesse che il Signore ci fa
nella sua Parola: “Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine
dell’età presente” (Matteo 28:20).
Tratto dal calendario “IL BUON SEME”
Edizioni “il Messaggero Cristiano”
Via santuario, 26
15048 Valenza (AL)