Un giovane illuso

 

Questa parte della parabola racconta come agì il più giovane dei due figli. Egli fece una richiesta insolita perché domandò a suo padre di dargli la parte dei beni che gli spettava.

Normalmente i beni non erano divisi fra gli eredi fino a quando il padre non era più in grado di gestirli. Ma questo padre acconsentì alla richiesta e diede la sua parte al figlio, che la sperperò dissolutamente.

Le parabole rappresentano verità celesti, vediamo che cosa ci presenta questa.

 

L’ORGOGLIO DELL’UOMO

Questo giovane, spinto dall’orgoglio e dall’egoismo, pretese che il padre compisse un’azione poco corretta.

L’orgoglio lo portò a stimarsi più furbo, più intelligente, lo portò a credere di essere il dio della propria vita.

La Parola di Dio afferma che se ne andò in un paese lontano a godersi la vita, a sperperare l’eredità, a vivere dissolutamente nel peccato, lontano dal padre e dalla famiglia.

L’orgoglio è micidiale, è un veleno mortale!

L’antidoto all’orgoglio è l’umiltà!

“L’orgoglio abbassa l’uomo, ma chi è umile di spirito ottiene gloria” (Proverbi 29:23).

Gli effetti contrastanti dell’orgoglio e dell’umiltà mettono in guardia contro il primo e incoraggiano la seconda.

Ironicamente l’orgoglio, che spinge una persona ad autoesaltarsi, in realtà abbassa; mentre chi è umile di spirito ottiene gloria da altri.

“La superbia precede la rovina, e lo spirito altero precede la caduta”. “Prima della rovina il cuore dell’uomo s’innalza, ma l’umiltà precede la gloria” (Proverbi 16:18; 18:12).

Dio odia l’orgoglio (Proverbi 6:16-17), perché spinge l’uomo a vivere indipendentemente da Lui.

L’orgoglio portò questo giovane a credere di non aver bisogno di nessuno, a pensare di aver il dominio su tutto, lo portò a credersi forte, capace perché aveva i soldi e poteva comprare ogni cosa.

L’orgoglio condusse il giovane a vedere la propria libertà, ma lo accecò per non fargli vedere la schiavitù, il legame!

L’orgoglio era così grande e forte che lo rese cieco da non vedere in quale fossa si stava cacciando. Non riuscì a vedere in quale tremenda situazione pian piano si veniva a trovare.

Il figliuol prodigo decise testardamente di liberarsi dall’autorità del padre e da ogni responsabilità nei suoi confronti.

Facciamo attenzione: satana, ancora oggi, propone indipendenza e successo, ma la realtà è tutt’altra! Caro giovane, sii degno della vocazione di Cristo (Efesini 4:1)!

 

LA FUTILITÀ DELLE RICCHEZZE

Prodigo, in questo caso significa sprecone, sperperatore, irresponsabile; un giovane senza responsabilità.

È scritto che nessun uomo può pagare a Dio il prezzo del suo riscatto e il denaro sarà sempre insufficiente (Salmo 49:6-8).

Le ricchezze non ci danno la vita, non reggeranno nel giorno dei giudizio!

Ciò che fece il giovane fu proprio dissipare i beni del padre! Buttò via, al vento la fatica che il padre aveva fatto, sprecò le sostanze da lui ricevute.

Giovane, sii responsabile dell’eredità di Dio Padre!

Poco più tardi, le ricchezze finirono.

Le ricchezze hanno le ali, in un attimo si ritrovò con le mani vuote, tutto volò via, al vento.

Da lì a poco cominciò a trovarsi nel bisogno.

Tutti lo avevano abbandonato.

Fin che c’erano stati soldi, c’erano stati anche gli amici.

Alla fine fu povero, misero e nullatenente!

La fatica di molti anni di lavoro era stata sprecata in un batter d’occhio!

Tieni caro e preziosa l’eredità del Signore e non farti rubare dal nemico le ricchezze divine.

Custodisci il dono ineffabile di Dio!

 

IL FALLIMENTO DELL’UOMO

L’orgoglio è una caratteristica innata della natura umana.

Questo giovane, nonostante fosse umiliato e abbandonato, rimane orgoglioso.

Infatti, invece di confessare il suo peccato e invocare il perdono del genitore, lottò contro la vergogna per aver bruciato la sua vita! Lottò contro la consapevolezza del suo fallimento!

“Oggi, se udite la Sua voce, non indurite il vostro cuore” (Salmo 95: 8).

Questo è uno di quei innumerevoli esempi che l’orgoglio è presente sia nei ricchi sia nei poveri.

“Beati i poveri di spirito”, ebbe a dire Gesù!

Senza Cristo come guida e Signore, si va incontro soltanto a dei fallimenti!

Senza Gesù si perde già in partenza, si cammina in una via oscura, pericolosa, si intraprende un percorso errato e ingannevole, destinati alla deriva e al fallimento (Giovanni15: 5).

Secondo la legge, i maiali erano animali impuri.

Non bisognava mangiarli e tanto meno usarli per il sacrificio.

Per non essere contaminati, i giudei non li toccavano nemmeno.

Per un giudeo, dar da mangiare ai maiali era una grande umiliazione e quindi, per questo giovane, mangiare il cibo che i maiali avevano toccato sarebbe stata una degradazione al di là d’ogni possibile immaginazione.

Questo giovane aveva veramente toccato il fondo!

Non farti guidare dall’orgoglio, dal diavolo, dall’amore per il denaro, ma lasciati guidare dall’amore del Padre che sa pensare al bene delle anime nostre con pensieri di pace e non di male per darci un avvenire e una speranza. Sforzati di essere gradito al Signore!

 

Giuseppe Federico

 

 

Tratta da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» aprile 2005