UNA VITA VITTORIOSA

(Romani capitolo 8)

 

L’ottavo capitolo dell’Epistola ai Romani ci invita a lasciare il controllo della nostra vita allo Spirito Santo, perché soltanto allora troveremo la libertà che desideriamo.

Innanzitutto, lo Spirito Santo desidera compiere la rigenerazione, resa possibile dalla morte e dalla resurrezione di Gesù, il Quale ha preso su di Sé il peccato di ogni persona per liberare coloro che si affidano a Lui.

Cristo entra nel cuore di chiunque Lo accetta come personale Salvatore, trasformandolo completamente, e da quel momento si schiude ad una nuova vita per la potenza dello Spirito Santo.

Di più, l’arrendimento a Dio è necessario per continuare a crescere, è la condizione indispensabile per vivere una vita spirituale vittoriosa.

Tutti i credenti vorrebbero vivere una vita di continua vittoria; ma quante volte rimane soltanto un desiderio che si sbiadisce ne tempo. La Parola di Dio ci chiama, perciò, ad una vigilanza costante sulla nostra vita affinché possiamo sperimentare le condizioni della vittoria.

 

1. Camminare nello Spirito (vv. 1-4)

L’apostolo Paolo, dopo aver parlato lungamente nel capitolo 7 della schiavitù con la quale il peccato incatena l’uomo, fa capire chiaramente che la realtà è questa: la Legge di Mosè non faceva altro che far conoscere il peccato, le sue conseguenze (prima fra tutte la morte) e mostrava all’uomo peccatore l’impossibilità di ottenere la liberazione attraverso le sue sole forze. Vi è, però, un secondo “compito” della Legge: Paolo la paragona ad un “pedagogo” che ci conduce a Cristo.

Dio ha promulgato una nuova Legge: “… la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù …” (8:2), secondo la quale per la sola fede nell’opera di Cristo ogni persona riceve il perdono dei peccati ed un cuore in grado di adempiere la volontà di Dio (Romani 5:1; 8:1, 33).

 

2. Sottomettere la vecchia natura (vv. 5-11)

Nonostante che lo Spirito Santo sia dentro il credente, ancora esiste una realtà che sarà con noi fino alla morte: la vecchia natura. Questa non scompare, ma con l’aiuto dello Spirito Santo, può essere sottomessa.

Al contrario dell’uomo non rigenerato, il credente nato di nuovo ha la possibilità di soggiogare la vecchia natura se cammina nella guida e sotto il controllo dello Spirito Santo. Ciononostante non significa che siamo perfetti, ma se permettiamo a Dio di aiutarci, possiamo condurre una vita costante nella santità e nella vittoria (Romani 6:14).

Nei versi da 6 a 8, Paolo elenca le tragiche conseguenze della vita nella “carne”, un’esistenza cioè che è condotta dalla vecchia natura schiava del peccato. Essa conduce all’iniquità (v. 7); all’incapacità di piacere a Dio (v. 8), e infine alla morte spirituale (v. 6).

Ricercare la giustizia senza l’aiuto e la potenza dello Spirito Santo è una lotta inutile.

Ciò è possibile perché lo Spirito Santo vive nei credenti (vv. 9, 10), con lo scopo di renderli simili a Cristo Gesù, trasformandone continuamente il carattere.

 

3. Vivere come figli di Dio (vv. 12-17)

In questa versi, Paolo ci mostra come la nostra condizione sia diversa: adesso siamo chiamati a vivere come figli di Dio.

Quando si entra a far parte di una nuova famiglia, infatti, insieme a nuovi diritti si acquisiscono anche nuovi doveri: “Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non alla carne per vivere secondo la carne” (v. 12). Ciò significa che il nostro obiettivo è quello di soddisfare la volontà di Dio, per vivere nella santificazione ed onorare così Colui che ci ha fatti passare dalla morte alla vita.

Lo Spirito Santo che è dentro di noi, però, non genera paura, ma produce in noi sicurezza e protezione; tanto da portarci ad esclamare: “… ‘Abba Padre!’” (v. 15).

La parola ricorre altre due volte nel Nuovo Testamento (Marco 14:36; Galati 4:6), si tratta di un’espressione aramaica, usata solamente dai fanciulli che si rivolgevano al loro genitore e mai da un adoratore ebreo verso il proprio Dio.

L’espressione significa “caro papà” ed indica intimità.

L’adozione di figli è possibile per la morte di Cristo, per la rigenerazione dello Spirito Santo, attraverso cui il credente può avere un’intima comunione con Dio. Egli ci ha adottati come Suoi figli e ci ha fatti eredi insieme a Gesù Cristo.

 

4. Speranza (vv. 18-25)

La speranza biblica non è un’illusione e nemmeno un’attesa passiva. Al contrario essa è, e deve essere, uno stato ed uno stimolo per ogni credente affinché possa guardare sempre avanti.

L’Apostolo Paolo ci insegna quale debba essere la giusta attitudine verso la sofferenza, cioè non bisogna mai perdere di vista la speranza.

La Parola di Dio non ci spinge a sottovalutare o ad ignorare le difficoltà, ma a metterle a confronto con la gioia e la gloria futura. Lo scopo di Paolo era di impedire che le avversità della vita terrena fossero d’ostacolo ai credenti nel vivere una vita vittoriosa e, nello stesso tempo, facessero dimenticare le glorie future.

I versetti seguenti ci portano a considerare gli effetti deleteri del peccato, che hanno rovinato non soltanto l’uomo, ma anche la creazione di Dio (Genesi 3:17).

Da questo possiamo capire quanto siano estese e tremende le conseguenze del peccato. Nonostante ciò, tutti coloro che credono nella redenzione di Cristo ricevono un’anticipazione della gloria futura nelle “… primizie dello Spirito …” (v. 23).

Essi bramano, la piena realizzazione di ciò che Dio ha preparato (1 Cor. 2:9).

Quindi la giusta posizione del credente è questa: malgrado oggi possa passare anche attraverso le sofferenze, egli può contare sulla reale presenza dello Spirito Santo nella vita di tutti i giorni, attendendo la gloria eterna con Cristo.

Tutte le sofferenze oggi, anche se possono essere numerosissime, non potranno mai reggere al paragone della felicità eterna che ci aspetta nel Cielo.

 

5. Certezza (vv. 26-30)

Lo Spirito Santo non è soltanto Colui che rende possibile la nuova nascita, ma è Colui che continua a sostenere il credente con il Suo aiuto. Lo Spirito Santo diviene il nostro intercessore aiutandoci a presentare a Dio i nostri bisogni.

È consolante sapere che, malgrado le nostre preghiere siano deboli, a volte non secondo la volontà di Dio, lo Spirito Santo “… con sospiri ineffabili” (v. 26) interceda per noi.

Da ciò deriva la serena certezza che “… tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” (v. 28).

I versetti 29 e 30 ci spiegano quale sia la fonte di tale fiducia: Dio ha già stabilito un disegno meraviglioso per coloro che liberamente scelgono di accettare Cristo nella loro vita.

Egli ha determinato, in anticipo, il traguardo che taglieranno coloro che percorrono fino in fondo la Via della salvezza: “… essere conformi all’immagine del Figlio Suo …” (v. 29).

Il Signore, quindi, non determina a priori la salvezza e la dannazione eterna di alcuno, anzi Egli “… vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1 Timoteo 2:4).

 

6. Fiducia (vv. 31-39)

Questi versetti, fonte di consolazione e forza per i credenti di ogni tempo, sono un inno all’opera meravigliosa ed unica di Gesù Cristo nostro Signore.

L’Apostolo Paolo pone alcuni interrogativi che esprimono dubbio, ma al contrario sottolineano l’efficacia del sacrificio di Cristo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è Colui che è morto… è risuscitato… e anche intercede per noi.  Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada?… Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (vv. 32-39).

 

Conclusione

Certamente possiamo dire che la vita spirituale è una sfida che il credente nato di nuovo vive giorno dopo giorno, per conformarsi alla volontà di Dio.

Ovviamente sarebbe impossibile se tutto ciò dovesse rappresentare soltanto un mero sforzo morale; ma, come abbiamo già detto, il credente ha ricevuto lo Spirito Santo, che non soltanto gli ha dato la certezza d’essere diventato un figlio di Dio, ma lo assiste, lo aiuta e lo guida tutti i giorni della sua vita, affinché possa giungere alla statura perfetta di Cristo.

È vero, in questa terra si possono passare momenti davvero difficili, ma se confidiamo nel Signore, Egli ci darà sempre la forza per sperimentare che “… in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di Colui che ci ha amati” (v. 37). Mediante la fede in Dio e la comunione con Gesù Cristo, ogni credente può realizzare gli effetti della vita vittoriosa.

Abbiamo visto che nella persona dello Spirito Santo, abbiamo un “alleato” divino, mandato per essere nostro aiuto, Consolatore, Insegnante e Guida.

Non siamo da soli, ma l’Iddio trino è con noi!

Nei momenti bui non ci scoraggiamo, andiamo avanti con la consapevolezza che niente e nessuno potranno mai rapirci dalla mano del Padre, né rendere vana l’opera di Cristo in noi e nemmeno sottrarci dalla protezione dello Spirito Santo!

 

Salvatore Ciofalo

 

Tratto da «Cristiani Oggi»  1 – 15 dicembre 2005