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Tu
hai fatto le Tue Opere con
sapienza! |
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(LEGGERE
SALMO 8) |
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Dio
in tutte le cose che ha creato, è stato più che perfetto, come dice il
salmista: “i cieli raccontano la gloria di Dio e
il firmamento annunzia l’opera delle Sue mani”(Salmo 19:1),”l’Eterno
ha fatto il cielo e la terra”(Salmo 115:15),”all’Eterno
appartiene la terra e tutto ciò ch’è in essa, il mondo e i suoi abitanti.
Poich’Egli l’ha fondata sui mari, e l’ha stabilita sui fiumi”(Salmo
24:1,2), e continua con:” Tu hai fatto le Tue
opere con sapienza”(salmo 104:24). Che
cosa gloriosa: Dio ha fatto ogni cosa, l’ha fatta in ogni dettaglio, curando
minuziosamente ogni dettaglio, e in ogni cosa (come ampiamente dimostrato
da studi specialistici d’ogni settore), la sapienza infinita di Dio è più
che ampiamente dimostrata. Il
Creatore ha formato ogni cosa (nel visibile e nell’invisibile), ogni cosa
con uno scopo ben preciso. Ha
creato cose piccole e cose grandi; ha creato l’universo con i suoi pianeti e
le miriadi di stelle; ha creato principati e potestà; ha creato gli angeli;
ha creato l’uomo, una delle cose meno significanti (sotto un certo punto di
vista; vedi Salmo 8) o grandi nella creazione, ma l’unico ad’essere “ad’immagine
e somiglianza “di Dio. |
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Sebbene
ancora più che ampiamente visibili, i segni di questa potente opera (e noi
siamo tra quelli che si «ostinano» ad apprezzarla), furono danneggiati molto
presto (senza essere però cancellati del tutto). Parleremo
di questa perfetta sapienza applicata all’uomo. L’uomo,
di dentro, è una macchina ultra perfetta, composta da centinaia (se non
migliaia) d’elementi, tanto diversi (per complessità, grandezza e compiti)
eppure in perfetta armonia tra loro, armonia tesa al bene dell’intero
essere. Quest’opera
fu arricchita di vita spirituale, affinché potesse godere comunione col Suo
Creatore, parlarGli, confidarsi…contemplarLo. Per
fare un esempio banale, è come se un orologio o un’automobile o un
tostapane, potessero parlare con quanti li hanno progettati e realizzati,
spiegandogli eventuali danni. Che
bella relazione aveva Adamo con Dio; la Bibbia afferma che: “l’Eterno
Iddio…camminava nel giardino sul fare della sera”(genesi 3:8); ci
pensate? Sul far della sera. OGNI SERA, i nostri progenitori erano
visitati da Dio. Oh,
quale sublime visione! |
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Pensate
forse che ciò che provò Mosè nel “vedere la
gloria di Dio” fosse superiore? Mosè
la vide una volta, loro la godevano ogni sera. …ma
la storia ci assicura che “per mezzo d’un sol
uomo il peccato è entrato nel mondo”(Romani 5:12) e così, fin da
quel momento l’uomo, allontanato da Dio (a causa del peccato), ha dovuto
scegliere con un atto deliberato della sua volontà se servire Dio e se stesso
compiacendo tutti i suoi sensi. Compiacere
me stesso, ubbidendo alla legge del peccato o piacere a Dio e onorare la Sua
Parola? In
ogni tempo Dio si è compiaciuto di benedire l’uomo, la Sua creatura,
sperando continuamente che questi alzasse gli occhi a Lui; “Egli
fa levare il Suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti
e sugli ingiusti”(Matteo 5:45). …solo
che l’uomo molto spesso (quasi sempre), scambia la pazienza di Dio con la «benevola
approvazione». Quante
volte e da quanti si sente dire: «…Dio mi benedice perché mi approva», e
poi noti, per contrasto, una vita sregolata? 1
Re 4:20 dice:”Giuda e Israele erano numerosissimi,
come la rena ch’è sulla riva del mare. Essi mangiavano e bevevano
allegramente”. La
storia biblica c’insegna che per quel popolo questo è stato forse il
momento di maggiore benedizione; avevano vissuto 400 anni come schiavi,
imparando a costo della propria vita la sottomissione e l’obbedienza;
liberati, vissero altri 40 anni nel deserto, poi circa 360 anni a combattere,
per conquistarsi il territorio che Dio aveva promesso loro in eredità;
durante tutto questo periodo hanno provato di tutto: la consacrazione profonda
e lo sviamento causato dagl’idoli d’Egitto che avevano nei loro cuori. DIO
E’ MISERICORDIOSO? …si.
È misericordioso! Benedì
questo popolo, e le Sue promesse trovarono l’adempimento in questo
particolare periodo storico: il popolo ebbe pace e benedizione. …certo,
ci fu anche il desiderio d’uomini, come Salomone, i quali desideravano che
la gloria di Dio si manifestasse in mezzo al Suo popolo. |
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1.
Contraè
matrimonio con un’egiziana (sebbene Dio avesse espresso assoluto divieto di
contrarre tali matrimoni); “or Salomone
s’imparentò con Faraone, re d’Egitto. Sposò la figliuola di Faraone”
( 1 Re 3:1); 2.
Offriva
profumi e sacrifici sugli alti luoghi, gli stesi luoghi ove si sacrificava e
si sarebbe sacrificato a Baal e Astarte; “soltanto
offriva sacrifizi e profumi sugli alti luoghi”( 1 Re 3:3); 3.
Ebbe
più cura per gli affari di casa sua che per quelli della casa di Dio. “la
casa fu terminata (il tempio) in tutte le sue
parti…Salomone mise sette anni a fabbricarla…poi Salomone costruì la sua
propria casa, e la compì interamente in tredici anni”( 1 Re
6:38;7:1); 4.
Possedè
un’armata incedibile (per quei tempi) con la quale esercitò il suo potere
su Israele e su coloro che gli erano tributari, sebbene altrove Dio avesse «consigliato»
di non far avere troppi carri e troppi soldati al re; “Salomone
radunò carri e cavalieri, ed ebbe 1400 carri e 12000 cavalieri, che distribuì
nelle città…”( 1 Re 10:26; confronta con Deuteronomio 17:16,17). Approfittò
delle benedizioni di Dio per vivere in un lusso incredibile; tutto il capitolo
4 di 1 Re ne parla ampiamente. Rappresentava
l’inequivocabile esempio di quello che era l’individuo singolo e
l’intera Nazione: Dio li aveva ampiamente benedetti, tanto che la Scrittura
afferma che: “erano numerosissimi, come la rena
ch’è sulla riva del mare”. Questo
significa che per la benignità di Dio, in quel momento, non avevano guerre o
pestilenze, insomma godevano di una certa tranquillità però, il verso subito
aggiunge o meglio: precisa: “essi mangiavano e
bevevano allegramente”. Il
salmista scriveva (Salmo 139:14): “io Ti celebrerò,
perché sono stato fatto in modo meraviglioso, stupendo”. Questo
si riallaccia alla perfezione della creazione di cui parlavamo prima; Dio ha
creato l’uomo con dei bisogni primari, e tra questi c’è quello del
nutrimento che deve rispondere ai bisogni fisici, senza eccessi; mentre quel
pezzo di verso sembra richiamare alle nostre menti le gozzoviglie, come dice
Paolo «IL DIO VENTRE»; porre un altro dio al posto di Dio. 1
Corinzi 3:16,17 ci ricorda: “…non sapete voi che
siete il tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi? Se uno guasta il
tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e
questo tempio siete voi”). Questo
ci suggerisce un’altra cosa: in quanto tempio, il nostro corpo ha bisogno
anche di cibo spirituale; non sappiamo se coloro ai quali fu scritto il verso
avevano cura di ciò, ma sembrerebbe di no. |
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“MANGIAVANO
E BEVEVANO ALLEGRAMENTE”. …allegramente:
senza preoccupazione alcuna. “Mangiamo
e beviamo, che domani morremo”. …ma
Iddio domanderà conto! Sembra
quasi che in questi nostri tempi accada la stessa cosa, che la gente non creda
più a niente e pensa solo a “mangiare e bere”
il più “allegramente” possibile; molto
spesso anche i cristiani. Attenti
al giudizio imminente!
“…e
come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figliuol dell’Uomo.
Infatti, come nei giorni innanzi al diluvio si mangiava e si beveva, si
prendeva moglie e si andava a marito, sino al giorno che Noè entrò
nell’arca, e di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio che portò
via tutti quanti, così avverrà alla venuta del figliuol dell'uomo"
(Matteo 24:38). Questo
richiama alla nostra mente altre due cose: 1.
Sembra
quasi che tutti i principi di distruzioni o catastrofi siano caratterizzati
dal “mangiare e bere allegramente”.
Abbiamo visto due episodi in cui si mangiò e si bevve , ma nella nostra
mente, deve entrarci anche un terzo (che poi in ordine di tempo sarebbe il
primo della nostra storia): quello nel deserto (Mosè era sul monte):”…e
il popolo si adagiò per mangiare e bere, e poi si alzò per divertirsi…e
Mosè rispose «questo non è né grido di vittoria, né grido di vinti; il
clamore che io odo è di gente che canta».E come fu vicino al campo, vide il
vitello e le danze”(Genesi 32:6,18,19). 2.
QUANTO
PRIMA GESU’ RITORNERA’! …e
questo non ha bisogno di commenti. Giorni
fa stavo leggendo una meditazione su Giona, un profeta intorno al quale si
predica pochissimo ma che ha in se caratteristiche tali da renderlo simile
alla chiesa d’oggi e a molti credenti: la testardaggine, l’illusione e il
compromesso. LA
TESTARDAGGINE:
Dio lo chiama ad un compito ben preciso (chiamare a ravvedimento Ninive) e lui
non ne voleva sapere. L’ILLUSIONE:
di essere nel giusto e che la sua volontà doveva per forza essere la migliore
(i niviviti non meritavano, erano troppo malvagi). IL
COMPROMESSO:
Giona pagò un prezzo per salire a bordo della nave e sfuggire alle sue
responsabilità e allontanarsi dal cospetto di Dio. Anche
la chiesa (in generale) e il singolo cristiano (in particolare), oggi, cerca
di fare uguale e si mescola col mondo, cerca la sua amicizia e/o approvazione;
per fare ciò, «deve pagarne un prezzo». Spesso cede la fedeltà al Signore
e spesso anche parte di vita morale e spirituale. Chiesa
di Dio, che sei “stata fatta in modo meraviglioso,
stupendo” tu, cosa stai facendo? Sei
con la testa per aria come quei discepoli che assistettero all’ascesa di Gesù
al cielo? O
forse sei tra quelli che ”mangiano e bevono
allegramente”? Oppure
sei tra quelli che si “adagiano per mangiare, bere
e ballare”? O
forse sei tra quelli “che pagano un prezzo”
per stare con un piede di dentro e uno di fuori? Sappi
che Dio odia i camaleonti, ascolta ciò che la Sua Parola dice: “…guai
a voi quando tutti gli uomini diran bene di voi, perché i padri loro facean
lo steso con i falsi profeti”(Luca 6:26). Altrove
Gesù afferma che: ”se hanno odiato Lui, odieranno
noi” (Giovanni 15:18). Se siamo amati «dal mondo», se «il mondo»
parla bene di noi,è perché «il mondo» è in noi, E NOI ABBIAMO PERMESSO
CHE RIENTRASSE. “…ma
se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete”(luca 13:5). |
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Dopo
il «primo» adagiarsi e poi divertirsi, lontano dalla presenza di Dio, il Suo
servo, Mosè, cercò qualcuno che in tutto quel peccare fosse rimasto
attonito. “odiando perfino la veste macchiata
dalla carne”(Giuda 23) e alla domanda: “
CHIUNQUE E’ PER L’ETERNO, VENGA A ME!”(Esodo 32:26) i Leviti,
come un sol uomo si levarono ad’eseguire il giudizio di Dio e a santificare
se stessi. Ho
conosciuto un altro Uomo, che ha sperimentato sulla Sua pelle cosa significhi
la prova della carne e dello spirito e che poteva giustamente asserire: “Tu
apparecchi davanti a me la mensa al cospetto dei miei nemici”( Salmo
23:5), un Uomo che prima di predicare, praticò, mostrò la Via di Dio
in tutta la sua drittura, sopportò senza reagire, l’Uomo che poté dire:
“IL MIO CIBO E’ FARE LA VOLONTA’ DEL PADRE MIO”(Giovanni
4:34)! Egli
non “mangiava e beveva allegramente”
piuttosto sfamò gli affamati e dissetò gli assetati. Ecco
la Vera Via in mezzo a tanto sviamento, la Via provvedutaci da Dio stesso. |
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Mario De Liso |