“SIATE SANTI PERCHE’

IO SONO SANTO”

 

Viviamo in un mondo molto complesso e oggi più che mai siamo circondati da una cultura “apparentemente cristiana”, ma nella sua espressione del tutto pagana.

Siamo circondati dalle sue ideologie, dalle sue strutture, dai suoi sistemi e dai suoi pericolosi traguardi.

Oggi, nel XXI secolo, ci rendiamo conto più che mai che la nostra cultura è intollerante, a volte addirittura ostile verso tutto ciò che noi siamo chiamati a essere e a fare come credenti. Noi possiamo essere giusti e procacciare la santificazione soltanto per mezzo della fede in Cristo, morto e risorto per noi. Come manifestazione della nostra vera identità di cristiani siamo chiamati a vivere nella santità e nell’ubbidienza, se desideriamo realizzare la separazione dal mondo e dal peccato che così “tanto facilmente ci avvolge” (Ebrei 12:1).

La pratica della vita cristiana implica la ricerca della santità “siate santi, perché Io Sono Santo” (1 Pietro 1:16).

L’Apostolo Paolo ci ricorda che noi credenti siamo stati chiamati ad una vita di santificazione.

Il mondo nel quale viviamo, però, non è santo. E’ esattamente il contrario.

La cultura che ci attornia non è certo sotto la direzione dello Spirito di Dio, che abita in noi.

Lo spirito che anima il mondo e le cose che vi appartengono, la Bibbia lo definisce “lo spirito del presente secolo”.

I credenti devono discernere la mentalità del secolo presente e la sua forte influenza, affinché possiamo essere separati. Se non comprendiamo il mondo nel quale viviamo, rischiamo di essere trascinati nell’errore.

“...e questo tanto più dovete fare, conoscendo il tempo nel quale siamo; poiché è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché la salvezza ci è adesso più vicina di quando credemmo. La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Romani 13:11-13).

Le opportunità che il nemico di Dio e della Chiesa ci presenta nella cultura odierna sono le stesse che offerse a Gesù nel deserto, gli stessi antichi peccati rivestiti in foggia moderna: oro, ricchezza, soldi, gloria.

La possibilità di godere tutti i piaceri possibili e raggiungibili sono i traguardi dell’uomo di oggi dominato dal sistema antropocentrico, da una società che di fatto ha rinnegato l’esistenza di Dio: “Lo stolto ha detto in cuor suo: NON C’E’ DIO” (Salmo 14:1).

Il mondo approfitterà di tutte queste pericolose opportunità; possa invece, la Chiesa del Signore, rispondere come Gesù: “Sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo e a Lui solo rendi il culto” e “…non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

La natura del male non è cambiata: orgoglio, egoismo, ribellione, menzogna e seduzione continuano a manifestare il loro fascino perverso nel cuore dell’uomo. In questo secolo scopriamo quanto il male sia diventato così esteso e quanto sia riuscito a penetrare profondamente nelle strutture e nelle istituzioni della nostra società; in questo contesto, alla luce della Parola di Dio, i credenti possono vedere la decadenza dello stile di vita e del modo di pensare e di conseguenza “procacciare la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore” (Ebrei 12:14).

 

 

LA SANTITA’ BIBLICA

 

 

Lo scopo di questo semplice articolo non è quello d’illustrare l’inevitabile declino della società, ma è un allarme per noi tutti cristiani redenti, a non seguire il modello pseudo-religioso dell’odierna cultura, ma a guardare l’eredità di cui la Parola ci parla chiaramente: la salvezza.

In una società consacrata alle “comodità” e al benessere, i credenti sono chiamati a divenire una sola cosa con la Parola.

 

Non perdiamo del tempo prezioso davanti alla televisione!

E’ vero che ci sono programmi “sani”, ma spesso “perdiamo tempo” anche davanti ai programmi sani!

 

Non trascuriamo l’adunanza, le nostre riunioni, i nostri culti, nascondendoci dietro il bisogno di riposo con la ormai famosa frase: “bisogna staccare la spina”. Ricordiamoci, fratelli, che nella comunione fraterna v’è la vita eterna (Salmo 133), e in mezzo al Suo popolo c’è tutto il riposo che ci serve!

 

Non dedichiamo troppo tempo e troppe energie a far soldi: non siate di avido guadagno!

Molti credenti amano il Signore Gesù sinceramente, ma non riescono a scorgere alcun rapporto fra la loro comunione personale con il Signore e il loro stile di vita personale.

Troppo spesso siamo diversi da quello che siamo in comunità a quello che siamo quando siamo soli o in famiglia!

 

Molti di noi hanno imparato, purtroppo, la brutta arte di separare la propria vita spirituale dal proprio stile di vita. Permettetemi di dire: Non è la santità a cui siamo chiamati!

Vivere la santificazione significa non solo essere stati convinti di peccato, ma essere liberati soprattutto dallo spirito del presente secolo: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2).

La nostra vita spirituale nasce nelle nostre adunanze, nella comunione con Dio ma anche coi fratelli redenti, e s’innesta nel nostro cuore, nelle nostre famiglie e nelle nostre relazioni di conoscenza e d’amicizia dove non possiamo fare a meno di rendere testimonianza di questa eccellente eredità!

La nostra vita, così, diviene integra e santa: la nostra vita è dedicata al Signore e tutto quello che facciamo risulta alla Sua lode e gloria!

 

...e ora permettetemi di dire: questa è la santità alla quale siamo chiamati!

 

 

 

CHIOCCA Gennaro