Cosa include la fede
I figli di Dio, non sono condannati e cioè Dio non li considera
colpevoli fino a quando essi dimorano nel Suo Unigenito Figliuolo.
Ti sorprende ancora questa affermazione?
Lo ripeto: dal momento in cui hai creduto in Cristo, Dio non ti
considera più colpevole, perchè ti vede sempre attraverso Cristo.
Puoi esser nero come le tende di Chedar (la
tua vecchia natura carnale), ma Dio ti vede come gli splendidi arazzi di
Salomone (la tua nuova natura in Cristo).
Puoi essere stato sudicio (la tua natura tendente al peccato, in
Adamo), ma sei pulito (la tua natura in Cristo, il secondo Adamo).
Dimorando in Cristo, agli occhi di Dio, sei sempre a posto, amabile e
perfetto, perchè sei visto completo e perfetto in Lui!
Sei sempre considerato lavato e pienamente rivestito di Cristo.
Anche questo è incluso nelle parole: “Chi crede in Lui non è
condannato “.
Potrai essere castigato, come ogni buon padre castiga il figlio, perchè
questo fa parte della disciplina cristiana; ma non sarai colpito come il
giudice colpisce il criminale.
Il tuo Padre celeste può anche punirti come punisce il proprio figlio
per educarlo.
I perduti sono tali davanti a Dio soltanto sulla base dei loro
demeriti, e le loro sofferenze sono da considerare come conseguenza del peccato.
Ma le sofferenze del cristiano sono permesse dal Signore, sono un atto d’amore
di Dio perchè vuole disciplinarci per il nostro bene.
Ho considerato spesso questo aspetto quando ho avuto una grave
malattia.
Qualcuno diceva che me lo meritavo, ma in realtà noi credenti non
meritiamo né la salvezza, né le sofferenze, sono due diverse esperienze
positive che il nostro Padre celeste riserva ai Suoi figli.
Forse non capirai come una prova possa costituire una benedizione
divina: ma io so che la disciplina è un dono della grazia come la virtù del Sangue
del perdono.
Non ci viene permessa perchè la meritiamo, ma perchè ne abbiamo
bisogno.
Paradossalmente, ci dovremmo chiedere se siamo abbastanza buoni da
meritare la disciplina del Signore, perchè nessuno di noi si merita una
benedizione così preziosa e utile come la prova della nostra fede per mezzo
della disciplina di Dio.
Ma questa è un’altra cosa rispetto all’ira del Giusto Giudice, che non
può abbattersi sulla vita del cristiano fedele, perchè, da quando ha creduto in
Cristo, non è più sotto la giurisdizione della Legge.
Lo legge d’Inghilterra non poteva toccare un cittadino francese che
viveva sotto la protezione del suo re.
Tu non sei “Sotto la legge ma sotto la grazia” (Romani 6:14).
La legge del Sinai non ti può toccare, perchè non sei più sotto la sua
giurisdizione, non sei nel Sinai, né in Palestina.
Tu non sei figlio di Agar, la serva; sei figlio di Sara, la libera.
Non sei più schiavo in Egitto o vagabondo nel deserto, sei nella gioiosa
terra promessa da Dio.
Sei figlio della promessa e perciò ciò che ti spetta è l’eredità divina
(Galati 4:21-31).
Credimi, se perseveri fedelmente nelle vie di Dio, la Legge non potrà
colpirti, né ti colpirà l’ira di Dio, nel senso di una condanna penale.
Quando Egli ti rivolge una sonora riprensione, non è per punirti del
tuo peccato, ma per aiutarti a lasciarlo e per perfezionare la tua
santificazione.
Ma se oggi stesso, credendo, dovessi presentarti davanti a Dio non
saresti giudicato, perchè, grazie alla virtù del Sangue e della giustizia di
Gesù Cristo, appariresti completo e perfetto.
C.H. Spurgeon
Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE»