COSA ESCLUDE LA FEDE
Sono certo che la fede
in Cristo, prima di tutto, esclude ogni vanto (cfr.
Romani 3:27).
La Parola di Dio
insegna che “Chi crede non è condannato”.
Se dicesse: “chi
opera non è condannato”, allora tu ed io avremmo di che vantarci; invece,
dice: “chi crede”.
Non c’è spazio per alcun’opera meritoria.
Se ho la possibilità di
sfuggire alla condanna eterna è per il dono ineffabile della grazia divina, che
mi viene offerta per mezzo di Cristo Gesù.
Diversamente, io
meriterei di essere condannato.
Quando sono in
ginocchio, so che è unicamente per la grazia divina che vengo accettato, e non
per il fatto stesso che sto pregando. La mia preghiera, infatti, è gradita ed
accettata dal Padre soltanto per i meriti di Cristo.
D’altro canto, ogni
atto che facciamo nella carne è in qualche modo peccaminoso se non viene
vissuto in intima comunione con Lui. Inoltre, anche le nostre azioni più giuste
e meritevoli, depauperate della grazia di Dio, appaiono così inutili che si
distinguono appena dai peccati più grossolani (cfr.
Isaia 64:6).
Fintanto che rimangono
opere nostre non producono niente di buono; assumono significato solo se sono
opere dello Spirito Santo.
Ma in questo caso la
bontà d’esse non deriva da noi, ma dallo Spirito di Dio.
Insomma, non abbiamo nulla di cui vantarci se
non di Cristo e della Sua opera!
Ogni superbia deve
svanire dal credente, che deve invece coltivare continuamente l’umiltà.
D’altronde, se crede di
valer qualcosa e tira su la cresta, ciò non aggiunge nulla al suo effettivo
valore! Quando comincia a vantarsi sta uscendo dalla retta via, parla come se
avesse raggiunto la vittoria per merito suo.
Non a caso l’apostolo
Paolo indicava nell’orgoglio il suo nemico più acerrimo.
Perciò, credente,
smettila di vantarti; vivi umilmente davanti al tuo Dio e non permettere che
una parola di vanto sfugga dalle tue labbra.
Sacrifica il tuo io e
canta anche tu, davanti al trono: “Non a noi, o eterno, non a noi, ma al tuo
nome dà gloria, per la Tua benignità e per
la Tua fedeltà!” (Salmo 115:1).
Cos’altro esclude la
fede?
Secondo me, dovrebbe
escludere ogni forma di dubbio e timore (su questo punto sto
parlando anche a me stesso).
“Che diremo dunque
riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?” (Romani 8:31).
Come mai tu ed io, a
volte, andiamo in giro come se portassimo un mucchio di pesi sulle spalle,
dimenticandoci di questa gloriosa verità?
Dieci o undici anni fa
non so cos’avrei dato per poter dire che questo versetto valeva anche per me. A
quel tempo non sentivo il perdono di Dio, avrei preferito vivere di pane ed
acqua, rinchiuso in una prigione e frustato tutti i giorni, pur di avere la
certezza che i miei peccati erano stati perdonati.
Ma ora che sono
perdonato non posso deprimermi, sarebbe una vergogna.
Sei ancora in crisi
perchè stai dubitando?
Come cristiano dovresti
provare vergogna solo a pensano!
Rialzati e asciuga le
lacrime dai tuoi occhi.
“Dio vi ha
riconciliati... per farvi comparire davanti a Sé santi, senza difetti e
irreprensibili, se appunto perseverate nella fede” (Colossesi 1:22-24).
Pensa a una persona che
giace in galera e dev’essere giustiziato la settimana successiva.
Se gli venisse
comunicato: “Sei stato graziato, per essere libero devi solamente uscire!”, non
pensi che salterebbe di gioia dalla sedia? Dopo la liberazione, se anche
dovesse perdere tutti i suoi beni e soffrire tante cose, cosa gli importerebbe,
una volta salvata la vita? Penserebbe che questi sono problemi da nulla.
Fratello in Cristo, tu
sei stato graziato, tutti i tuoi peccati sono stati perdonati, Gesù ti ha
giustificato col Suo Sangue... e tu stai lì a lamentarti?
Se proprio dovesse
capitare, facciamo in modo che duri il meno possibile.
Se per qualche motivo
ci sentiamo ancora scoraggiati, chiediamo al Signore di risollevarci subito.
...ma temo che alcuni
di noi abbiano preso la brutta abitudine di restare col morale a terra.
Secondo le Scritture, chi brontola continuamente, come fecero gli Ebrei nel deserto, rischia di subire la stessa dura
disciplina a cui fu sottoposto il popolo d’Israele (cfr.
1 Corinzi 10:10,11).
Ricorda, fratello, che
questo spirito di mormorio crescerà sempre di più in te, se non lo freni in
partenza.
Quando invece riesci a
eliminare il primo dubbio è come se ne eliminassi cento, perchè quello ne
avrebbe generati innumerevoli altri.
Se non riponi
completamente la tua fiducia in Dio, questi dubbi e timori, presto sciameranno
intorno a te come le mosche d’Egitto. Se non prendi di petto il primo, col
passar del tempo i dubbi ti porteranno allo scoraggiamento e più tardi alla
disperazione.
Se la fede deve
escludere ogni vanto, deve anche escludere ogni dubbio.
Sappi che la tua
sicurezza non dipende tanto dalla fallacia della grazia divina, quanto dalla
tua fedeltà a Dio: “E ho questa fiducia: che Colui che ha cominciato
in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù” (Filippesi
1:6).
La vera fede esclude anche una vita di peccato.
Come abbiamo già detto,
il credente, anche se dovesse cadere più volte ma matura un sincero pentimento,
viene perdonato e considerato giusto agli occhi di Dio, per il sacrificio
espiatorio di Cristo.
Alcuni, travisando
tutto ciò, sostengono che questa dottrina spalanchi le porte ad una
vita licenziosa e dissoluta; ma chi nutre e pratica questa attitudine non è un
vero credente nato di nuovo!...
Come posso continuare
tranquillamente a peccare, sapendo di essere stato perdonato?
Come posso vivere
nell’iniquità, visto che Gesù Cristo ha tolto da me ogni colpa e ha subito ogni
punizione al mio posto?
La natura umana è
malvagia, c’è chi arriva al punto di approfittare della grazia di Dio e peccare
non mostra il peggio della natura umana, mostra di avere una natura
perversa!
Al contrario, la grazia
del Signore è il motivo più forte per spingerci a non peccare più.
E’ proprio in virtù
dell’amore incommensurabile di Dio che comprendiamo la necessità di protenderci
verso il traguardo della vita eterna, consapevoli che “Dio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione” (1 Tessalonicesi
4:7).
Sebbene siamo malvagi,
troviamo molto difficile continuare a peccare dopo essere stati amorevolmente
perdonati, al caro prezzo del Sangue di Gesù Cristo.
E’ molto più difficile
peccare contro l’amorevole sacrificio di Cristo che contro le terribili minacce
della legge divina o per paura dell’inferno.
Questo lo so per
esperienza.
Quando la mia anima era
in allarme per la paura dell’ira di Dio, peccavo con molta più facilità
rispetto ad ora, che sento nel cuore l’amore di Gesù, mio Salvatore.
Sarebbe mostruoso
leggere il proprio nome nel Libro della Vita e continuare tranquillamente a
peccare: saremmo sull’orlo dell’inferno!
Ma io sono sicuro che
un vero figlio di Dio una volta salvato e nato di nuovo, per amore del Nome di
Gesù Cristo cambia vita e desideri, si vergogna di ciò di cui prima si vantava
e vive per il Signore che lo ha “tanto
amato”.
Il cristiano deve
valutare che nulla vale più dell’amore di Cristo.
La sua anima è
considerata già perfetta grazie alla giustizia del Salvatore, ma questo non
deve fargli guardare con leggerezza il peccato, altrimenti si sentirebbe (e
sarebbe) egli stesso il carnefice di Cristo.
“Di qual maggiore
castigo, a vostro parere, che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il
Figlio di Dio e avrà considerato profano il Sangue del patto col quale è stato
santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?” (Ebrei 10:29).
Continuare a peccare,
per ogni vero credente, sarebbe un peso insostenibile, quindi non possiamo fare
a meno di camminare calcando le orme del Signore Gesù e di servirLo
ovunque Egli vada. Questo ci spinge a santificarci più di ogni imposizione legalistica e a fare più che mai nota l’esortazione
dell’apostolo Paolo: “...Carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di
carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio” (2
Corinzi 7:1).
Secondo me queste
meditazioni, che sono state scritte principalmente per i credenti, valgono
anche per i peccatori perduti.
Amico peccatore, “Chi
crede in Cristo non è condannato “, perciò spero che tutto ciò che hai
letto ti spinga a credere con tutto il cuore in Gesù e ad essere perseverante
fino alla fine dei tuoi giorni.
Ti ricordo che non devi
aspettare di meritare o di sentire qualcosa: ti è comandato di credere!
“Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia” (Atti
16:31).
Forse sei troppo
orgoglioso per accettare umilmente l’immeritata grazia di Dio; ma se riconosci
di non essere e di non avere nulla di buono, non tergiversare.
Vieni a Cristo con le
mani vuote e accetta per fede il Suo perdono e la Sua salvezza.
C. H.
Spurgeon
Tratto
da «RISVEGLIO PENTECOSTALE»