Attaccati alla Roccia
«A
colui che è fermo nei suoi sentimenti Tu conservi la pace, la pace, perchè in Te
confida » (Isaia 26 : 3).
Ogni figliuolo di Dio può con verità testimoniare che da quando ha fermato i
suoi sentimenti nel Signore il suo cuore è stato immediatamente colmato di pace,
di quella pace divina che aveva invano ricercata nei piaceri di questo mondo o degli
ideali terreni.
Solo Iddio può dure
Pace agli uomini, perchè Egli soltanto ne è il dispensatore!
Ma questo versetto di
Isaia non ci parla soltanto di quella pace che viene realizzata dal credente
all’inizio della sua conversione, ma ci parla di una pace durevole, costante: «A colui che è fermo nei suoi sentimenti Tu
conservi la pace, la pace, perchè in Te confida».
Se vogliamo che la pace
di Dio rimanga in permanenza nei nostri cuori dobbiamo mantener fermamente
stabiliti i nostri sentimenti nel Signore.
Ci Sono molti che dopo
avere per un certo periodo di tempo riposta la loro fiducia nel Signore, si
sono poi allontanati da Lui attratti da qualche ideale terreno; naturalmente
costoro, come conseguenza del
loro atto, hanno immediatamente perduto ogni diritto alla promessa di questo
versetto.
E ciò vale anche per
tutti coloro che non hanno ancora saldamente fermati i loro sentimenti nel
Signore, ma si trovano in uno stato d’incertezza e di indecisione e sono spesso
assaliti dal dubbio o travolti da mille correnti.
La pace divina e
duratura promessa in questo versetto riguarda tutti coloro che non soltanto
hanno posto i loro sentimenti nel Signore, ma che con tutta fermezza continuano
a tenersi attaccati al Signore.
Sì, è necessario che
noi siamo fermi e saldi nei nostri propositi!
Mi ha spesse volte
parlato di stabilità la caratteristica di molti dei nostri paesetti italiani
costruiti sulle cime delle rocciose montagne degli Appennini.
Mentre da lontano
osserviamo il cumulo di casette costruite una sull’altra, intorno alle rovine
di qualche antico castello o di qualche abbazia, che rappresentano la prima
costruzione, ci meravigliamo e ci sembra che tutte quelle costruzioni debbano
rotolare giù da un momento all’altro.
Ma non c’ nessun
pericolo di questo genere, anzi attraverso i secoli questi nostri paesetti
hanno potuto sopravvivere alle tempeste più violente, ai terremoti, alle piogge
e alle alluvioni, perchè posseggono un buon fondamento: la roccia.
Nel senso inverso ci
sono di esempio quei paesi che non erano costruiti sopra la roccia e che sono
stati completamente distrutti dalle alluvioni o dai terremoti o da altri
cataclismi.
Una volta mi trovavo in un paesetto situato sulla costa meridionale della Gran
Bretagna ed abitavo in una casa proprio sulla riva del mare.
Un mattino mi svegliai
molto presto e, affacciatami alla finestra, vidi che vi era la bassa marea. Mi vestii in
fretta e corsi sulla spiaggia ad osservare tra gli scogli i tesori nascosti che
le acque, ritirandosi, avevano lasciati scoperti.
Vidi molte cose
meravigliose che mi parlarono della perfezione di Dio nel creato, anche nei
luoghi remoti. e silenziosi dove l’occhio umano non ha spesso accesso. Ma in
relazione a questa meditazione voglio dire che mi è rimasto impresso il modo
con il quale vidi le conchiglie rimanere attaccate, agli scogli ed alle rocce.
Vi erano moltissime conchiglie
graziose e variopinte ed io desiderando averne alcune, mi misi a lavorare per
staccarle dagli scogli dove si tenevano saldamente attaccate, ma non vi riuscii
con nessuna, neanche con le più piccine.
Nella stessa maniera,
come quelle conchiglie erano attaccate alla roccia terrena, dovremmo noi
cristiani essere attaccati alla roccia divina,
Non è necessario che ci sforziamo di trovare altri paragoni, perchè
Non vogliamo parlare di
coloro che hanno costruita la loro casa sulla sabbia, e cioè di coloro che,
avendo udita
Ma particolarmente vogliamo qui considerare coloro che hanno costruita la loro
casa sulla roccia, che hanno, cioè, creduto anche con il loro cuore ed hanno
fondata la loro fede sulla Parola di Dio.
Mi domando: quanti di
questi cristiani che hanno incominciato tale lavoro di costruzione l’hanno
proseguito aggiungendo ogni giorno nuovi mattoni e nuovo materiale e hanno
mantenuto sempre lo stesso zelo e lo stesso entusiasmo iniziale, procacciando
di arrivare a vedere il lavoro completato?
Quanti hanno
continuato, come nel principio, a studiarsi di edificare ogni giorno di più la
loro fede nel Signore Gesù ed a progredire nelle vie spirituali?
Penso che siano molti
coloro che dopo un certo periodo di tempo hanno incominciato a perdere un poco
di interesse e di entusiasmo per la loro costruzione ed hanno incominciato a
pensare che non c’è poi tanta fretta per lavorare intensamente, ma che anzi un
poco di svago e di riposo è necessario.
Se siamo arrivati a
queste conclusioni, ci siano oggi di avvertimento le parole che il Signore ci
rivolge in Proverbi 6:10-11: «Dormire un
po’, sonnecchiare un po’, incrociare un pò le mani per riposare.., e la tua
povertà verrà come un ladro ».
Se oggi pensiamo di poter
concederci un pochino di svago, e cioè consideriamo niente dire una bugia,
partecipare a qualche mondanità e non diamo importanza al comando che il
Signore ci rivolge di aiutare qualche povero, domani sarà ancora peggio e
sempre peggio fino a che, senza che ce ne accorgiamo, ci troveremo ad essere
fuori completamente della volontà di Dio.
No, non vogliamo
arrivare a questo punto, ma vogliamo chiedere al Signore che rinnovi le nostre
forze e ci conceda di essere riempiti nuovamente dei primo amore, del primo
zelo, del primo entusiasmo verso di Lui e le cose appartenenti al Suo Regno.
Non vogliamo che i
nostri sentimenti vaghino lontani dal Signore, ma che anzi siano saldamente
stabiliti su di Lui, affinché il nostro cuore possa continuamente, in ogni
momento della nostra vita, essere ripieno della pace divina.
Così, confidando nel
Signore, noi cresceremo nelle vie della giustizia, avremo grande successo
spirituale e porteremo molto frutto.
E’ scritto: «...quelli che sperano nel Signore acquistano
nuove forze, s’alzano a volo come le aquile; corrono e non si stancano,
camminano e non si affaticano».
Il mio Salvatore calma
il temporale che spesso rumoreggia attorno a me.
Più il vento sibila e
infuria, più Egli mostra il Suo amore.
Voglio dunque, pieno di
coraggio, seguirLo giorno dopo giorno.
S.
Gorietti
Tratto
da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» n. 11/1952