Virus

 

«Come già prestaste le vostre membra a servizio della impurità e della iniquità per commettere l’iniquità, cosi prestate ora le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione... Qual frutto dunque avevate allora delle cose delle quali oggi vi vergognate? Poiché la fine loro è la morte. Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna: poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore» (Romani 6:19-23).

 

 

 

Il termine virus che fu utilizzato per la prima volta nel 1898 dal botanico olandese Martinus Willem Beijerinck per indicare particelle portatrici di malattia più piccole dei batteri, deriva dal latino e significa “veleno”.

I virus,hanno un modo singolare di riprodursi. Il virus si presenta come una microscopica mina che prima aderisce alla superficie della cellula e poi “inietta” un “codice” biochimico contenente istruzioni biologiche, una specie di programma, di piano distruttivo. Una volta all’interno, il codice con il “progetto virus” comincia a moltiplicarsi

vertiginosamente; a questo punto la sorte della povera cellula è segnata! È costretta a smettere il suo compito e obbligata a “costruire” virus del tutto identici a quello che l’ha contaminata; il ciclo termina con l’esplosione della cellula che morendo libera migliaia di altri virus pronti a infettare altrettante cellule!

 

È incredibile come un “pizzico di lievito” velenoso, una manciata di istruzioni estranee possa generare un tale disastro, e che cosa dire dell’abilità di costringere la cellula a lavorare per qualcosa che segnerà la sua fine!

Quando il Signore ci salva, mette la Sua Parola nei nostri cuori, ma ci chiede di metterla in pratica perché il Suo glorioso piano possa manifestarsi nella nostra vita.

Questo “codice” divino contiene un programma i cui risultati finali sono gloriosi: diventare simili a Gesù e vivere eternamente con Lui nella Gloria eterna e celeste! Tutto ciò che dobbiamo fare è consacrarci a Dio e mettere a disposizione delle istruzioni divine le risorse che Dio stesso ci ha donato per fare la Sua volontà.

Il pericolo è quello di accettare l’interferenza di “istruzioni estranee” nella nostra vita e sottrarre a Dio ciò che Gli spetta, per mettere le preziose risorse donateci (tempo, danaro, intelligenza, talenti) al servizio di piani e progetti che portano alla rovina.

Le conseguenze possono essere terribili: fallire lo scopo della vita e seminare “virus” intorno a noi con il rischio che altri siano infettati e indotti a imitarci in ciò che non giova.

Dio ci aiuti ad affidarci alla Parola di Colui che promette: “Io so i pensieri che medito per voi, dice l’Eterno: pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (Geremia29:11) per fare la Sua volontà. E se ci dovessero essere epidemie di “influenza spirituale”? Che cosa fare?

Andiamo al Signore, ricordandoci quel che sta scritto nel benedetto “codice” di Dio: “Io sono l’Eterno che ti guarisco” (Esodo15:26).

 

Sebastiano Bozzon

 

 

Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» novembre 2004