Uzza

(leggere 1° Cronache 13: 9; 1° Cronache 15: 1 – 15)

 

L’idea del mondo oggi proprio come allora è quella della libertà d’azione. Sembra quasi che l’uomo sia alla ricerca di una libertà che non trova, infatti, quella che il mondo ha trovato altro non è che una liberalità e non la libertà. La differenza tra questi due stati d’essere è molto sostanziale.

1. Liberalità – “Stato di chi è largo di vedute”. Una parte del mondo crede d’essere libero perché può fare tutto quello che vuole senza che nessuno gli dica qualcosa, senza controllo,in realtà esso ha trovato solo la liberalità e non la libertà, infatti chi difende questa tesi è un anarchico, che non accetta regole dettate.

2. Libertà – “Stato di chi non è schiavo o prigioniero”. La libertà è un’altra cosa, è uno stato d’ubbidienza a delle regole ben precise, che non tolgono all’uomo il libero arbitrio ma lo rendono cosciente dei propri limiti.

La cosa più pericolosa è che questo sentimento è penetrato anche nel popolo di Dio, e non in questi tempi ma come vedremo ha avuto inizio sin dai tempi antichi.

 

a) Adamo ed Eva pensavano di poter fare a meno delle regole che Dio aveva dettate quando gli aveva proibito di mangiare quel frutto, poteva mangiare di tutto, eppure, volle trasgredire l’ordine di Dio;

 

b) Sansone sapeva bene da dove proveniva la sua forza e perché l’aveva ricevuta eppure, la usò male credendo di sapersi gestire da solo;

 

c) Davide si trovava dinanzi ad un problema grosso, doveva trasportare l’Arca dell’Alleanza da una parte all’altra, e stava pensando come farlo senza infrangere le regole.

 

Arca: Cassa di legno d’acacia, il cui coperchio costituiva il propiziatorio, dentro c’erano le tavole della legge, l’urna contenente la manna e la verga d’Aronne. Essa era il simbolo dell’alleanza di Dio con Israele, il segno della sua presenza. Essa accompagnò Israele nelle sue peripezie e in seguito venne deposta nel luogo santissimo del tempio di Salomone. L’Arca fu persa quando Nabucodonosor distrusse il tempio.

 

Ecco che compare la figura di Uzza, un uomo che sembra una brava persona e se non leggiamo attentamente la Bibbia siamo portati a pensare che Dio abbia agito in modo troppo severo con quest’uomo, che altro non fece che difendere l’arca dalla caduta. In realtà Dio dovette agire così per insegnare ad Israele il rispetto e l’ubbidienza alle sue regole. Davide si trovava a trasportare l’arca da una parte all’altra e scelse un calesse nuovo che non era mai stato usato prima, incaricando due uomini Uzza e Aio di guidare il carro, ma mentre essi stavano percorrendo una strada l’arca traballò  e Uzza ebbe paura che potesse cadere, stese la mano per tenerla e in quel momento Dio lo colpì ed egli morì.

Che cosa aveva fatto di male quest’uomo?

Perché morì per offrire un servizio al Signore?

Quante volte vogliamo fare quello a cui non siamo stati chiamati?

E perché lo vogliamo fare nel modo e nei tempi che decidiamo noi?

 

3. Quando Dio diede l’ordine della costruzione dell’arca a Mosè in (Esodo 25:13-15), spiegò chiaramente che l’arca doveva avere degli anelli ambo i lati e che delle stanghe passando attraverso gli anelli dovevano servire a trasportarla, quindi non doveva essere toccata. Se noi impariamo ad ubbidire alla Parola di Dio così come ci viene trasmessa non correremmo il pericolo di sbagliare. Forse nella foga Davide dimenticò delle cose essenziali, quel compito era stato assegnato ai Leviti, come egli dirà più tardi al cap. (15: 11-13).

 

4. Dio ci ha dato delle leggi e dei precetti a cui noi dobbiamo ubbidire, ma ubbidire alla Sua maniera, non possiamo come Davide decidere chi e come deve farlo. Esistono delle regole precise e se noi le rispettiamo saremo veramente liberi.

 

5. Uzza cercò di ubbidire a Dio disubbidendolo, non era il modo giusto di farlo.

 

Forse anche noi pensiamo che Dio si può servire in tutti i modi, ebbene devo darti un’informazione intorno a questo, non è così. Uzza non era stato chiamato a fare quello che fece da Dio, tu non puoi toccare la gloria di Dio se Egli non ti ha unto, non puoi toccare ciò che è santo se la tua vita non è santificata. Se siamo disposti ad abbandonare il peccato, smettere di disubbidire al Signore, oggi è ancora un giorno di grazia e se decidi di dare il tuo cuore a Dio potrai entrare a far parte della schiera dei santi a cui e concesso accostarsi all’arca (gloria di Dio). Forse sono troppi anni che sei indifferente alla Sua Parola, credi di essere giusto ma non lo sei, credi di camminare con Lui ma non lo fai, stai ingannando te stesso e quelli che ti circondano.

 

6. Davide forse ebbe maggior colpa nell’assegnare a Uzza un compito che non gli competeva, anche se qualcuno ti spinge a fare quello che non dovresti, abbi quella conoscenza e umiltà di ritirarti dal male e prima di fare altre cose di metterti a posto con Dio. Non possiamo servire due dii o serviamo l’uno o l’altro.

 

Giovanni Bruno