Sogni e visioni

 

«E dopo questo avverrà che Io spanderò il Mio Spirito sopra ogni carne, i vostri vecchi avranno dei sogni e vostri giovani avranno delle visioni» (Gioele 2:28)

 

 

Nel verso citato, il profeta Gioele profetizza che, nella dispensazione che vede l’avvento di Cristo quale Salvatore e Redentore del Suo Popolo, le vecchie e le nuove generazioni fino al Suo ritorno avranno “sogni e visioni”.

 

I sogni dei “vecchi” non esprimono nostalgie dei tempi passati, quando esiste cioè uno stato di necessità momentanee da associare a esperienze del passato, ma realtà da doversi attuare oggi, e che rientrano in questo momento nella volontà di Dio per noi.

La parola di Dio c’insegna che abbiamo però bisogno anche di una giusta “visione” da cui nasca l’impegno di lavorare, di mettersi all’opera per “costruire” con l’aiuto di Dio, per non correre il rischio di rimanere soltanto nostalgici ed appendere le nostre “arpe” ai “salici”.

La “visione” è la conoscenza che ci viene dalla Parola di Dio, la quale ci ammaestra su che cosa fare e come farlo.

La visione ci porta dunque ad agire in conformità con la volontà di Dio.

Il profeta qui non si riferisce a “visioni” che non corrispondono all’insegnamento della Parola; la Parola stessa resta in ogni tempo la nostra unica ed infallibile “visione’’.

 

Nel Salmo 118 il Salmista “vede” avvicinarsi la distretta, ma non si dispera perché sa che Dio lo può liberare.

Non è mai troppo tardi.

Si è sempre come dire “giovani” quando speriamo e crediamo nell’aiuto dell’Onnipotente e non ci lasciamo trasportare soltanto ed unicamente dai nostri “sogni”.

In questo meraviglioso Salmo possiamo notare alcuni sviluppi:

 

·     dalla distretta al sogno: “L’Eterno è per me, fra quelli che mi soccorrono; e io vedrò quel che desidero su quelli che mi odiano” (v.7);

·     dal sogno alla visione: “È meglio rifugiarsi nell’Eterno che confidare nell’uomo; è meglio rifugiarsi nell’Eterno che confidare nei principi” (v.8). In questi versi il piano di Dio ed il Suo aiuto si rivelano al salmista per fede;

·     dalla visione all’opera di fede (o alla fede operante): “Tutte le nazioni mi hanno circondato; nel nome dell’Eterno, eccole da me sconfitte. L’Eterno è la mia forza ed il mio cantico, ed è stato la mia salvezza” (vv.10-14). Il Salmista si mette a disposizione del Dio della rivelazione e di fronte a tutte le difficoltà può finalmente dire Eccole da me sconfitte”;

·     dalla fede al risveglio: “Un grido di esultanza e di vittoria risuona nelle tende dei giusti: la destra dell’Eterno fa prodezze. La destra dell’Eterno è levata in alto, la destra dell’Eterno fa prodezze” (vv.15-16). Il vero risveglio è sopratutto prosperità interiore, forza dinamica, esuberanza di vita: esso lo si può meditare nelle parole “Risuona nelle tende dei giusti”;

·     dal risveglio alla prosperità: “Io non morrò, anzi vivrò e racconterò le opere dell’Eterno. Questa è l’opera dell’Eterno... L’Eterno è Dio ed ha fatto risplendere su noi la Sua luce” (vv. 17-27). Da notare le parole del verso 23: “Questa é l’opera dell’Eterno”. Il Salmista può finalmente manifestare, dimostrare, testimoniare che Dio è fedele;

·     dalla prosperità al ringraziamento: “Tu sei il mio Dio, io ti celebrerò; Tu sei il mio Dio, ti esalterò. Celebrate l’Eterno perché Egli è buono e la Sua benignità dura in eterno” (vv.28-29).

 

Applicando dunque a noi le parole del Salmista, possiamo così concludere: se abbiamo un “sogno”, se sentiamo cioè la necessità e l’urgenza che il piano di Dio si realizzi in noi oggi come ieri, avremo anche la “visione” di che cosa fare e di come

comportarci.

Prendiamo la Parola di Dio e, ispirati da Essa, mettiamoci all’opera credendo che Dio ci ha già esauditi, e saremo certi che Lui ci manderà il risveglio e la prosperità che desideriamo.

 

Vi sono degli esempi nella Parola di Dio che ci aiutano a comprendere meglio questa

realtà:

·     Ester 4:15-17. Il sogno di Ester è dato dal desiderio per la liberazione del popolo di Dio. Ella ha anche una “visione” intorno a quello che dovrà fare: prima prega e digiuna, poi va dal re.

·     I Re 5:5-6 “Ho intenzione (il sogno) di costruire una casa all’Eterno secondo la promessa (la visione) che l’Eterno fece a Davide. Or dunque (l’opera)...Salomone si mette all’opera ispirato e guidato dalla promessa di Dio.

·     II Cronache 31:21. II profeta Ezechia ha in cuore di fare un patto con il Signore, perché la Sua ira si storni dal Suo popolo. È scritto che: “...in tutto quel che prese a fare... mise tutto il suo cuore e prosperò”.

 

Il “sogno” del salmista fu quello di essere liberato, quello di Ester fu la liberazione

del popolo di Dio, per Salomone fu la costruzione della Casa di Dio e per Ezechia fu il desiderio che l’ira di Dio si stornasse dal popolo.

 

Qual è il nostro sogno?

Qual è la nostra visione?

Mettiamoci dunque all’opera!

 

Michele Rutigliano

 

 

Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE»  gennaio 2004