Servizio alacre
«Qualunque
cosa facciate, operate di buon animo,come per il Signore e non per gli uomini;
sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità» (Colossesi
Il primo dovere dei credenti è rendere a Dio e al prossimo un servizio volenteroso e instancabile. Questo è
possibile solo se affianchiamo alla nostra volontà di servire, il desiderio di
migliorare il nostro servizio.
1. Esortati al servizio
“Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono Io, sarà anche il Mio
servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà” (Giovanni12:26).
Con queste parole Gesù chiama tutti coloro che vogliono servirLo a seguirLo; bisogna
giungere alla croce e morire con Lui; siamo invitati ad una totale ed
illimitata consacrazione a Lui.
Quando siamo disposti a morire a noi stessi e a sottomettere a
Cristo le nostre aspirazioni, i nostri piani, i nostri valori, concentrando così
la nostra vita in Lui, allora possiamo incominciare a essere anime consacrate a
Dio.
Se serviamo Cristo con tutto il cuore, Dio ci benedice.
Ma le motivazioni per servirLo non
dovrebbero provenire dalle ricerca delle benedizioni di Dio: se veramente proviamo
amore per il Signore, non Lo serviremo solo in vista della ricompensa.
La Parola di Dio in questi versi non mostra in che modo verremo
benedetti: i servi del Signore non si creano il problema di essere ricompensati
sulla terra, il loro sguardo è verso il cielo, la loro ricompensa è celeste ed
eterna, a noi il servirLo, al Signore il diritto di
scegliere come, dove e quando ricompensarci.
Un esempio di come era inteso il servizio nella Chiesa del primo
secolo ci viene rivelato in 2 Corinzi 8:7-12.
L’apostolo fa sapere alla chiesa di Corinto di come le comunità
della Macedonia si erano impegnate per sopperire ai bisogni della chiesa di
Gerusalemme (2 Corinzi 8:1-5): a quel tempo la
Macedonia era molto povera, ma i fratelli delle chiese avevano preso cibo dalle
proprie mense e vesti dalle proprie spalle per aiutare coloro che erano nel
bisogno. Paolo invita i Corinzi a fare la stessa cosa.
Naturalmente approfittare di loro non era lo scopo dell’apostolo,
anzi, egli voleva che questi sperimentassero la gioia di servire gli altri. La
comunità di Corinto stava già crescendo in altri aspetti, ma aveva bisogno di imparare
a servire.
L’esempio di servizio svolto di cuore e con zelo è dato da Cristo
Gesù; tutta la ricchezza del cielo era a Sua disposizione, ma per venire sulla
terra mise tutto da parte; spese tutta la Sua vita al servizio del Padre, fino
al punto di morire sulla croce.
Il Salvatore offrì il servizio più alto a Dio e all’uomo.
2. Servirsi delle occasione per il servire
“In quei giorni,
moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio da parte degli
ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove erano trascurate
nell'assistenza quotidiana. I dodici, convocata la moltitudine dei discepoli,
dissero: «Non è conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle
mense. Pertanto, fratelli, cercate di trovare fra di voi sette uomini, dei
quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali
affideremo questo incarico. Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla
preghiera e al ministero della Parola»” (Atti 6:1-4); “A Ioppe c'era una
discepola, di nome Tabita, che, tradotto, vuol dire Gazzella:
ella faceva molte opere buone ed elemosine” (Atti 9:36); “Paolo stava
per parlare, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si
trattasse di qualche ingiustizia o di qualche cattiva azione, o Giudei, io vi
ascolterei pazientemente, come vuole la ragione” (Atti 18:14); “Ora un ebreo
di nome Apollo, oriundo di Alessandria, uomo eloquente e versato nelle
Scritture, arrivò a Efeso. Egli era stato istruito nella via del Signore; ed
essendo fervente di spirito, annunziava e insegnava accuratamente le cose
relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Egli
cominciò pure a parlare con franchezza nella sinagoga. Ma Priscilla e Aquila,
dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con più esattezza la via
di Dio” (Atti 18:24-26).
Essere membri del Corpo di Cristo significa avere numerose e
diverse occasione di servizio.
Qualsiasi cosa facciamo, dovremmo farla come se fosse direttamente
per il Signore.
Alcuni compiti sono visibili, altri meno, ma non per questo sono
meno apprezzabili.
È scritto che: “È miglior cosa il dare che il ricevere”.
Il credente ripieno di Spirito Santo è pronto ad ogni servizio pur
di piacere al Signore; non importa quale sarà il servizio, è importante
servire!
La rapida crescita della chiesa in Gerusalemme portò a
un’emergenza alla quale i credenti risposero prontamente (Atti 4:32-37).
In Atti 6:1-6 vediamo che l’impegno
era aumentato e gli apostoli compresero che c’era bisogno di più aiuto per
poter offrire un’uguale cura a tutti gli assistiti.
Qualcuno doveva sovrintendere al servizio pratico.
Per quanto il termine diacono non sia specificamente usato, i
sette uomini scelti in Atti 6:3 furono i primi ad esserlo nella Chiesa.
Il termine diacono si collega a un verbo che significa servire, e
servire a tavola era quello che facevano.
Per quanto le responsabilità della chiesa si siano allargate, il
servizio pratico è ancora oggi necessario e questo impegno esige un cuore umile
e arreso al Signore.
Un altro servizio fatto di cuore era quello di Tabita,
una fedele che viveva nella cittadina costiera di Ioppe
(Atti 9:36-39).
Donna generosa, usava la sua capacità per provvedere ai bisogni
delle vedove.
Allora non v’erano programmi di assistenza sociale per aiutare i
bisognosi, era dovere dei figli e della chiesa curare le vedove; una vedova che
non avesse famiglia viveva in grande povertà.
Tabita era consapevole che coloro che usufruivano del suo servizio non
avrebbero mai potuto ripagarla, ella usava i suoi doni e i suoi talenti per il
Signore.
Dio ci aiuti a fare altrettanto.
Atti 18:1-4 menziona Aquila e
Priscilla che misero a disposizione di Paolo la propria casa, affinché egli
potesse dimorarvi e predicare l’Evangelo in Corinto. L’apostolo poté anche
lavorare con loro come fabbricatore di tende per remunerare le spese del suo
soggiorno in quella città.
Questa accoglienza fu senza dubbio una grande benedizione per
Paolo.
Aquila e Priscilla compirono un altro misericordioso atto di
servizio per Apollo.
Benché conoscesse correttamente
l’insegnamento di Cristo, Apollo, che non era del tutto informato
sull’opera dello Spirito Santo, fu da loro ammaestrato.
Modi diversi per servire il Corpo di Cristo ed essere una
testimonianza ai perduti è offrire ospitalità e condividere la nostra
esperienza spirituale.
3. Retribuzioni del servizio
In Matteo 24:45-47 e in Colossesi 3:23-24 (“Qual è
mai il servo fedele e prudente che il padrone ha costituito sui domestici per
dare loro il vitto a suo tempo? Beato quel servo che il padrone, arrivando,
troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi
beni” ...“Qualunque cosa facciate,
fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal
Signore riceverete per ricompensa l'eredità. Servite Cristo, il Signore!” )
possiamo scoprire
il concetto di servizio tratto dal termine greco doulos, schiavo. Questo schiavo
è quello a cui il padrone ha dato il controllo dell’intera casa (Giuseppe era
questo tipo di schiavo, Genesi 39:4). Questa posizione di
servizio implicava molta responsabilità.
Le retribuzioni vengono conseguite anche nel Regno di Dio, ma non
si ottengono senza pagare un prezzo.
Il servizio che compiamo per il Signore può non essere palese, ma
ciò che conta è essere fedeli, facendolo come per il Signore stesso piuttosto
che per gli uomini.
Perciò sul lavoro, a casa o nella comunità siamo servi, adempiendo
il nostro compito come se Gesù stesso fosse il nostro immediato supervisore,
presentiamo il nostro lavoro come
un’offerta d’amore al Signore. Qualunque siano i nostri compiti,
stiamo servendo il Salvatore.
La remunerazione maggiore che Egli ci dà è una vita esuberante, sia al presente che
nell’eternità.
Il Signore non è come gli uomini che valorizzano la ricchezza, la
potenza e il prestigio; Egli
apprezza un servizio svolto con zelo e fedeltà. La vera grandezza è nel
prestare servizio a Dio e agli altri non aspettandosi nulla in cambio.
Nella
Chiesa non mancano le opportunità per servire il Signore; se il nostro cuore è nelle
mani del Signore, troveremo in Lui la soddisfazione che il mondo e le sue cose
non potranno mai darci.
L’anima
fedele è retribuita da Dio; anche se certi servizi non sono i nostri preferiti,
ricordiamo che l’Eterno onora la fedeltà dei Suoi figli.
Ci sono
molti bisogni che devono essere ancora soddisfatti, ma chiediamoci:
“Sto
prestando servizio a Dio in qualche modo?
Sto
raggiungendo gli altri nel Nome di Gesù?”
Ciò che
Dio desidera è un cuore disposto e consacrato al Suo servizio, qualunque esso
sia.
Cesare Turco
Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» novembre 2004