Servizio alacre

 

«Qualunque cosa facciate, operate di buon animo,come per il Signore e non per gli uomini; sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità» (Colossesi 3:23,24).

 

Il primo dovere dei credenti è rendere a Dio e al prossimo un servizio volenteroso e instancabile. Questo è possibile solo se affianchiamo alla nostra volontà di servire, il desiderio di migliorare il nostro servizio.

 

1. Esortati al servizio

“Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono Io, sarà anche il Mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà” (Giovanni12:26).

Con queste parole Gesù chiama tutti coloro che vogliono servirLo a seguirLo; bisogna giungere alla croce e morire con Lui; siamo invitati ad una totale ed illimitata consacrazione a Lui.

Quando siamo disposti a morire a noi stessi e a sottomettere a Cristo le nostre aspirazioni, i nostri piani, i nostri valori, concentrando così la nostra vita in Lui, allora possiamo incominciare a essere anime consacrate a Dio.

Se serviamo Cristo con tutto il cuore, Dio ci benedice.

Ma le motivazioni per servirLo non dovrebbero provenire dalle ricerca delle benedizioni di Dio: se veramente proviamo amore per il Signore, non Lo serviremo solo in vista della ricompensa.

La Parola di Dio in questi versi non mostra in che modo verremo benedetti: i servi del Signore non si creano il problema di essere ricompensati sulla terra, il loro sguardo è verso il cielo, la loro ricompensa è celeste ed eterna, a noi il servirLo, al Signore il diritto di scegliere come, dove e quando ricompensarci.

 

Un esempio di come era inteso il servizio nella Chiesa del primo secolo ci viene rivelato in 2 Corinzi 8:7-12.

L’apostolo fa sapere alla chiesa di Corinto di come le comunità della Macedonia si erano impegnate per sopperire ai bisogni della chiesa di Gerusalemme (2 Corinzi 8:1-5): a quel tempo la Macedonia era molto povera, ma i fratelli delle chiese avevano preso cibo dalle proprie mense e vesti dalle proprie spalle per aiutare coloro che erano nel bisogno. Paolo invita i Corinzi a fare la stessa cosa.

Naturalmente approfittare di loro non era lo scopo dell’apostolo, anzi, egli voleva che questi sperimentassero la gioia di servire gli altri. La comunità di Corinto stava già crescendo in altri aspetti, ma aveva bisogno di imparare a servire.

L’esempio di servizio svolto di cuore e con zelo è dato da Cristo Gesù; tutta la ricchezza del cielo era a Sua disposizione, ma per venire sulla terra mise tutto da parte; spese tutta la Sua vita al servizio del Padre, fino al punto di morire sulla croce.

Il Salvatore offrì il servizio più alto a Dio e all’uomo.

 

2. Servirsi delle occasione per il servire

“In quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio da parte degli ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana. I dodici, convocata la moltitudine dei discepoli, dissero: «Non è conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle mense. Pertanto, fratelli, cercate di trovare fra di voi sette uomini, dei quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola»” (Atti 6:1-4); “A Ioppe c'era una discepola, di nome Tabita, che, tradotto, vuol dire Gazzella: ella faceva molte opere buone ed elemosine” (Atti 9:36); “Paolo stava per parlare, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si trattasse di qualche ingiustizia o di qualche cattiva azione, o Giudei, io vi ascolterei pazientemente, come vuole la ragione” (Atti 18:14); “Ora un ebreo di nome Apollo, oriundo di Alessandria, uomo eloquente e versato nelle Scritture, arrivò a Efeso. Egli era stato istruito nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, annunziava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Egli cominciò pure a parlare con franchezza nella sinagoga. Ma Priscilla e Aquila, dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con più esattezza la via di Dio” (Atti 18:24-26).

 

Essere membri del Corpo di Cristo significa avere numerose e diverse occasione di servizio.

Qualsiasi cosa facciamo, dovremmo farla come se fosse direttamente per il Signore.

Alcuni compiti sono visibili, altri meno, ma non per questo sono meno apprezzabili.

È scritto che: “È miglior cosa il dare che il ricevere”.

Il credente ripieno di Spirito Santo è pronto ad ogni servizio pur di piacere al Signore; non importa quale sarà il servizio, è importante servire!

 

La rapida crescita della chiesa in Gerusalemme portò a un’emergenza alla quale i credenti risposero prontamente (Atti 4:32-37).

In Atti 6:1-6 vediamo che l’impegno era aumentato e gli apostoli compresero che c’era bisogno di più aiuto per poter offrire un’uguale cura a tutti gli assistiti.

Qualcuno doveva sovrintendere al servizio pratico.

Per quanto il termine diacono non sia specificamente usato, i sette uomini scelti in Atti 6:3 furono i primi ad esserlo nella Chiesa.

Il termine diacono si collega a un verbo che significa servire, e servire a tavola era quello che facevano.

Per quanto le responsabilità della chiesa si siano allargate, il servizio pratico è ancora oggi necessario e questo impegno esige un cuore umile e arreso al Signore.

 

Un altro servizio fatto di cuore era quello di Tabita, una fedele che viveva nella cittadina costiera di Ioppe (Atti 9:36-39).

Donna generosa, usava la sua capacità per provvedere ai bisogni delle vedove.

Allora non v’erano programmi di assistenza sociale per aiutare i bisognosi, era dovere dei figli e della chiesa curare le vedove; una vedova che non avesse famiglia viveva in grande povertà.

Tabita era consapevole che coloro che usufruivano del suo servizio non avrebbero mai potuto ripagarla, ella usava i suoi doni e i suoi talenti per il Signore.

Dio ci aiuti a fare altrettanto.

 

Atti 18:1-4 menziona Aquila e Priscilla che misero a disposizione di Paolo la propria casa, affinché egli potesse dimorarvi e predicare l’Evangelo in Corinto. L’apostolo poté anche lavorare con loro come fabbricatore di tende per remunerare le spese del suo soggiorno in quella città.

Questa accoglienza fu senza dubbio una grande benedizione per Paolo.

Aquila e Priscilla compirono un altro misericordioso atto di servizio per Apollo.

Benché conoscesse correttamente  l’insegnamento di Cristo, Apollo, che non era del tutto informato sull’opera dello Spirito Santo, fu da loro ammaestrato.

Modi diversi per servire il Corpo di Cristo ed essere una testimonianza ai perduti è offrire ospitalità e condividere la nostra esperienza spirituale.

 

3. Retribuzioni del servizio

In Matteo 24:45-47 e in Colossesi 3:23-24 (“Qual è mai il servo fedele e prudente che il padrone ha costituito sui domestici per dare loro il vitto a suo tempo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni” ...“Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l'eredità. Servite Cristo, il Signore!” ) possiamo scoprire il concetto di servizio tratto dal termine greco doulos, schiavo. Questo schiavo è quello a cui il padrone ha dato il controllo dell’intera casa (Giuseppe era questo tipo di schiavo, Genesi 39:4). Questa posizione di servizio implicava molta responsabilità.

 

Le retribuzioni vengono conseguite anche nel Regno di Dio, ma non si ottengono senza pagare un prezzo.

Il servizio che compiamo per il Signore può non essere palese, ma ciò che conta è essere fedeli, facendolo come per il Signore stesso piuttosto che per gli uomini.

Perciò sul lavoro, a casa o nella comunità siamo servi, adempiendo il nostro compito come se Gesù stesso fosse il nostro immediato supervisore, presentiamo il nostro lavoro come

un’offerta d’amore al Signore. Qualunque siano i nostri compiti, stiamo servendo il Salvatore.

La remunerazione maggiore che Egli ci dà è una vita esuberante, sia al presente che nell’eternità.

Il Signore non è come gli uomini che valorizzano la ricchezza, la potenza e il prestigio; Egli apprezza un servizio svolto con zelo e fedeltà. La vera grandezza è nel prestare servizio a Dio e agli altri non aspettandosi nulla in cambio.

Nella Chiesa non mancano le opportunità per servire il Signore; se il nostro cuore è nelle mani del Signore, troveremo in Lui la soddisfazione che il mondo e le sue cose non potranno mai darci.

L’anima fedele è retribuita da Dio; anche se certi servizi non sono i nostri preferiti, ricordiamo che l’Eterno onora la fedeltà dei Suoi figli.

Ci sono molti bisogni che devono essere ancora soddisfatti, ma chiediamoci:

“Sto prestando servizio a Dio in qualche modo?

Sto raggiungendo gli altri nel Nome di Gesù?”

Ciò che Dio desidera è un cuore disposto e consacrato al Suo servizio, qualunque esso sia.

 

Cesare Turco

 

 

Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» novembre 2004