Non lasciarti vincere dal male

ma vinci il male con il bene

(Romani  12:9-21)

 

 

I nostri contrasti nascono da problemi spirituali.

Le nostre battaglie, infatti, sono spirituali, e ogni cosa può essere risolta solo ai piedi del Signore.

Il Signore stesso ci invita a portare i nostri problemi direttamente a Dio: “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6:12).

Non possiamo pensare di ridurre e risolvere le questioni a semplici ragionamenti umani, infatti: “...sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; poiché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a

renderlo ubbidiente a Cristo” (2 Corinzi 10:3-5).

Le armi di cui Dio ha equipaggiato ogni credente possono demolire i ragionamenti umani per far acquisire sempre più “la mente di Cristo” (1 Corinzi 2:16).

Il Signore darà la capacità, la forza e la grazia di non reagire alle provocazioni nell’ambito della nostra stessa famiglia.

Dentro le nostre mura domestiche dobbiamo quotidianamente mostrare che siamo veramente figli di Dio che nutrono il desiderio di sottomettere il proprio modo di pensare al Cristo vivente, facendo sì che Egli stesso modelli il nostro carattere.

Così faremo nostro il desiderio di Giovanni Battista: “Bisogna che Egli cresca, e che io diminuisca” (Giovanni 3:30).

Non risponderemo colpo su colpo, ma spiazzeremo il nostro nemico reagendo nel modo che meno si aspetta, infatti non è più forte colui che reagisce, ma colui che sa controllare le proprie reazioni.

Reagire alle provocazioni è la manifestazione dell’istinto dell’uomo che non vive sotto il controllo dello Spirito Santo.

Oggi possiamo vedere come il peccato si manifesti palesemente negli episodi di violenza che sono sotto gli occhi di tutti. Ma l’insegnamento del Signore è di ben altra natura.

Gesù disse, rivolto ai Suoi discepoli: “Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente... Ma Io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite quelli che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per quelli che vi maltrattano e vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli... Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:38-48).

“Vinci il male con il bene”.

Nella storia tutte le guerre sono terminate dopo uccisioni, violenze e massacri, con una stretta di mano e con la firma di un accordo.

Questo perché l’uomo non è stato capace, a priori, di vincere il male con il bene.

Se soltanto mettessimo in pratica nella nostra vita la Parola di Dio allora manifesteremmo il frutto dello Spirito Santo, che dimora in noi, prima che altrove, nella nostra casa!

Se, quando sorgerà un contrasto, riconosceremo che è una battaglia di natura spirituale, ci inginocchieremo insieme davanti al Signore non cercheremo di risolvere le cose alla nostra maniera, ma aspetteremo direttamente da Dio l’intervento che cambierà ogni cosa, le persone e le situazioni, manifesteremo che “il frutto dello Spirito è invece amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge” (Galati 5:22).

 

Signore, aiutaci ad essere longanimi e misericordiosi: che possiamo avere un cuore ben disposto e non permaloso, che non creiamo per ogni piccolo contrasto un problema, che impariamo ad usare benevolenza, bontà, mansuetudine, che la nostra vita possa esprimere dolcezza e non amarezza.

Oh Signore, tieni la Tua mano sul nostro capo, affinché mansuetudine e autocontrollo siano caratteristiche base del nostro carattere.

 

Impariamo ad usare gentilezza, amabilità e bontà, che è sensibilità e comprensione nei confronti degli altri, in special modo quando subiamo qualche torto.

Bontà è anche cortesia, considerazione e compitezza di modi, comportamento rispettoso, garbato, gentile.

La bontà, nelle sue varie manifestazioni, era il requisito essenziale per essere adatti

al servizio alla corte del re: noi desideriamo servire il Re dei re e il Signore dei signori! Quindi, come figli di Dio, mettiamo al bando ogni risentimento e ogni amarezza che agisce come un tarlo nella mente e nel cuore.

È terribile quando il risentimento è presente nell’ambito della famiglia.

Purtroppo il risentimento priva il nostro cuore della pace del Signore.

Prendiamo risolutamente posizione!

“Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore” (Proverbi 3:3).

Come la donna virtuosa che “ha sulla lingua insegnamenti di bontà” (Proverbi 31:26) sensibilità, gentilezza, grazia, amabilità siano nel nostro cuore.

Cinque sono i passi per manifestare questa attitudine:

 

·     Aborrite il male. Detestate quanto è male, non permettete che alberghi nel vostro cuore, vigilate su voi stessi. Questo avverrà solo se faremo nostro l’invito: “attenetevi fermamente al bene” (v.9)

·     Benedite coloro che vi perseguitano: sicuramente se si tenterà di farlo solamente affidandosi alle proprie forze, non solo sembrerà difficile, ma risulterà impossibile (v.14). Certo la vita del credente non è facile, ma anche in questo potremo sperimentare che “il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmo 121:2)

·     Non rendete a nessuno male per male: è certamente contrario all’istinto dell’uomo, ma la Parola di Dio incoraggia il credente “Perché non patite piuttosto qualche torto?” (1 Corinzi 6:7). Siamo anche esortati a prendere un impegno personale: “Impegnatevi a fare il bene”

·     Non fate le vostre vendette: manifestate piuttosto il frutto dello Spirito

·     Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene: questa è la Parola del Signore che giunge al cuore.

 

Adesso c’è bisogno di una personale, precisa e determinata presa di posizione: che cosa farai?

Ricorda che nelle vie del Signore è vincitore colui che risponde al male con il bene, all’asprezza con la dolcezza e la gentilezza, guidato in ogni cosa “dallo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù” (Filippesi 2:5).

 

RISVEGLIO PENTECOSTALE OTTOBRE 2005