La vittoria di Cristo
sul potere di satana
Il
potere del diavolo sulla morte è esercitato in tre modi e dobbiamo considerare
questi tre aspetti.
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A volte il diavolo ha il potere nella morte contro il
credente tentandolo a dubitare della propria resurrezione e portandolo a
vedere il futuro cupo e a temere l’annientamento.
Cercherò di mostrarvi che Cristo, tramite
Quando lo spirito debole si trova alle soglie dell’eternità,
se la fede è fragile ed è scemata la vista degli occhi della speranza, che cosa
si aprirà davanti al cristiano, con ogni probabilità?
Un mondo sconosciuto che, a volta, potrebbe perfino far
salire alle labbra del più fedele figlio di Dio il linguaggio dell’incredulo.
Puoi parlargli delle promesse; puoi cercare di rasserenarlo rammentandogli
alcune rivelazioni sul futuro, ma, a parte quella di Cristo, il cristiano
stesso guarderebbe alla morte come ad una spaventosa conclusione, la cupa,
mesta fine di una vita di fatica e di dolore.
Dove sto andando?
La risposta di rimando è: dal nulla vieni e verso il nulla
ti stai affrettando; ti aspetta il nulla; una volta morto sei finito per
sempre. Se invece la ragione è stata ben istruita, potrebbe forse rispondergli:
“Si, esiste un altro mondo”, ma la
ragione può solo dirgli che pensa che sia così. Essa sogna di un altro mondo,
ma cosa questo possa essere, quali siano i suoi terribili misteri, quali siano
i suoi fasti o i suoi terrori, la ragione non lo sa dire. Il dardo della morte,
per quest’uomo che non ha la visione dell’immortalità
di Cristo, consisterebbe nel pensare che verrà annientato o, se continuerà ad
esistere, nel non sapere né come né dove.
La morte di Cristo ha spazzato via tutto ciò.
Se giaccio morente, satana potrebbe venire da me e dirmi:
“Ti aspetta l’annichilimento, stai
affondando tra le onde del tempo e giacerai nelle caverne del nulla per sempre.
Il tuo spirito vivente dovrà cessare per sempre di esistere”. Io gli
risponderei: “No, non è così, le tue
parole non mi fanno paura, satana. Il tuo potere di tentarmi qui fallisce
miseramente e completamente. Guarda il mio Salvatore! E’ morto, è morto davvero, perché il Suo cuore fu
trafitto; fu sepolto; rimase nella tomba per tre giorni; ma, oh diavolo, non è
stato annientato, perché si è levato di nuovo dalla tomba il terzo giorno, e
nella gloria della resurrezione è apparso a molti testimoni dando prove
inconfutabili di essere risorto dai morti. E ora oh satana, ti dico che tu non
puoi porre fine alla mia esistenza, perché non hai potuto porre fine
all’esistenza del mio Signore. Così come il Signore Salvatore è risorto, anche
i Suoi seguaci risorgeranno. Mi unisco a Giobbe nel dire: «Io so che il mio
Redentore vive» (19:25), perciò so
che «quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia
carne, vedrò Dio» (19:26). Tu mi
dici, satana, che sarò inghiottito e diverrò parte del nulla, ma sei bugiardo.
Il mio Salvatore non è stato inghiottito, benché sia morto; morì ma non poté
essere tenuto prigioniero a lungo nella tomba. Vieni a legarmi, morte, ma non
potrai distruggermi. Vieni, tomba, spalanca le tue fauci spaventose ed
inghiottimi, ma spezzerò i tuoi legami un giorno. Quando arriverà l’alba di
quel mattino glorioso io, coperto di rugiada come l’erba, risorgerò e vivrò al
Suo cospetto. Poiché Egli vive, anch’io vivrò”.
Perciò, vedete, essendo Cristo testimone della realtà
della resurrezione, ha spezzato il potere del diavolo nella morte.
Sotto questo aspetto Cristo gli ha impedito di indurci a
temere l’annientamento.
In quanto cristiani, crediamo che siccome Cristo è risorto
dalla morte, anche coloro che dormono in Cristo andranno con il Signore.
·
Ma ora occupiamoci di una tentazione più comune, un’altra
fase del potere del diavolo nella morte.
Spesso il diavolo durante la nostra vita ci tenta dicendoci
che la nostra colpa certamente prevarrà contro di noi, che i peccati della
nostra giovinezza e le nostre passate trasgressioni sono ancora dentro di noi e
che quando dormiremo nella tomba, i nostri peccati si leveranno contro di
noi.
“Sono numerosi”,
dice il diavolo, “ti precedono in
giudizio, e altri ne seguiranno più tardi”.
Quando il credente è debole, e il suo cuore e la sua carne
vengono meno, se non fosse per la grande dottrina della morte di Cristo, il
diavolo sarebbe capace di tentarlo, satana direbbe: “Stai per morire. Non oserò dirti che non esista una nuova condizione,
ma benché tu abbia professato di credere in Cristo, ti accuso di essere stato
un ipocrita. Fingi di essere amato da Dio, ma guarda i tuoi peccati. Ti ricordi
quel giorno, quando la tua lussuria ribelle è insorta e tu hai ceduto alla
trasgressione? Quanto spesso si sono verificati peccati simili?”.
Il diavolo prende il nostro diario, ne sfoglia le pagine e
con dito accusatore addita i nostri peccati. Poi legge con un ghigno di
disprezzo. “Guarda che santo”, dice
sibilando. “Santo! Ah, eri proprio un bel
santo”. E sfoglia una pagina dopo l’altra, soffermandosi su qualche pagina
particolarmente nera per dire: “Guarda
qui!”.
Deride il credente dicendo: “Davide, ricordati di Batsheba; Lot, ricordati di Sodoma e della
caverna; Noè, ricordati della vigna e di quello che l’ebbrezza ha provocato”.
Quando si trovano messi a confronto con le proprie colpe, quando gli spettri
dei loro antichi peccati riemergono ponendosi loro dinanzi, perfino i santi
tremano.
Colui che può guardare dritto in faccia il peccato
dicendo: “Il Sangue di Gesù Cristo mi
lava dal peccato”, è davvero un uomo di fede.
Se non fosse per il Sangue, se non fosse per la morte di
Gesù, potete facilmente immaginare quale sarebbe il potere che il diavolo
avrebbe su di noi nell’ora della nostra morte, quando ci scaglierebbe in faccia
tutti i nostri peccati, proprio al momento del trapasso.
Ma ora, tramite l’espiazione di Cristo, rispondiamo alla
tentazione: “In verità, o satana, hai
ragione. Mi sono ribellato e non negherò quello che la mia coscienza e la mia
memoria sanno: ammetto di aver
trasgredito; quindi fai pure: sfoglia le pagine più nere della mia storia,
confesso tutto. Ma, o nemico, vai alla croce del Calvario e guarda il mio
Sostituto che versa il Suo Sangue. LUI sulle Sue regali spalle ha portato i
miei peccati e li ha gettati in fondo al mare. Vattene, belva infernale! Perché
dovrei preoccuparmi? Va’ e contempla la visione dell’Uomo che è penetrato nelle
segrete della morte per dormirvi, e che al risveglio ne ha divelto le sbarre
facendo prigionieri come prova che è stato giustificato da Dio Padre e che
anch’io sono giustificato in Lui”.
Sì, è in questo modo che la morte di Cristo distrugge il
potere del diavolo.
“Ah!”, disse una
volta un santo fratello avanti negli anni che era stato molto tormentato da
satana, “finalmente mi sono liberato
dalle mie tentazioni e adesso godo di una grande pace”.
“Come ha fatto?”,
chiese un suo amico cristiano che era andato a visitarlo.
“Gli ho mostrato il
Sangue, gli ho mostrato il Sangue di Cristo”.
Questo è qualcosa che il diavolo non può sopportare.
Potete dirgli: “O,
ma ho pregato così tante volte!”, ma lui non si cura affatto delle vostre
preghiere.
Potete dirgli: “Ero
un predicatore”, ma vi riderà in faccia dicendovi che avete predicato la
vostra perdizione.
Potete dirgli che avete compiuto buone opere e lui le
prenderà in mano dicendo: “Ecco, cosa
sono le tue buone opere, stracci sporchi”.
Egli si beffa del pentimento e delle lacrime; ma non
appena dite: “Nulla porto nelle mani,
solo verso la croce mi protendo”, allora è finita per il diavolo. Non c’è
più nulla che egli possa fare, perché la morte di Cristo ha distrutto il potere
di tentarci che, a causa della colpa, egli ha sopra di noi.
“Il dardo della
morte è il peccato” (1 Corinzi 15:56).
Il nostro Gesù tolse il dardo alla morte rendendola
innocua per noi, in quanto non è più seguita dalla perdizione.
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Il maligno ha ancora in serbo una tentazione per il
credente.
“Potrebbe essere
assolutamente vero”, dice il diavolo, “che
vivrai per sempre e che i tuoi peccati sono perdonati, ma spesso hai trovato
grandi difficoltà nel perseverare. Ora che stai per morire, di sicuro fallirai.
Le piccole vespe che hai incontrato in passato
sono riuscite a spaventarti, ma adesso, questa morte è il principe dei dragoni
e ora per te è finita. Tu sai che quando ti trovavi a guadare un piccolo
ruscello di difficoltà, piangevi per la paura di annegare: cosa farai adesso
che ti trovi nel Giordano in piena? Avevi paura dei leoni quando erano
incatenati: cosa farai con questo leone sciolto? Nel pieno delle tue forze e
del tuo vigore tremavi davanti a me, ma ti assalirò nell’ora della tua morte,
quando la tua forza verrà meno e allora potrò averti e una volta che ti avrò in
pugno, sarai sconfitto”.
A volte, il povero credente poco coraggioso pensa che sia tutto vero. Ma la
nostra ferma risposta deve essere: “O
nemico, tu ci tenti inducendoci a credere che ci vincerai, ma ricordati,
satana, che la forza che mi ha preservato da te non era la mia; il braccio che
mi ha liberato non era il mio, di carne e sangue, perché sarebbe stato
sconfitto già da tempo. Guarda, contempla l’Onnipotente.
Notate come anche questa risposta scaturisca dalla morte di Cristo.
Immaginiamo la scena.
Quando il Signore Gesù
venne giù sulla terra, satana sapeva quale ne era lo scopo.
Sapeva che il Signore
era il Figlio di Dio e quando Lo vide come un fanciullo in fasce nella
mangiatoia pensò che se avesse potuto ucciderlo e tenerlo nei legami della
morte sarebbe stata una gran cosa. Così incitò lo spirito di Erode ad
ucciderlo, ma questi mancò il bersaglio; satana a più riprese mise in pericolo
l’esistenza di Cristo cercando di farlo morire.
Povero insensato!
Non sapeva che quando
il Figlio divino sarebbe morto, gli avrebbe calpestato il capo.
Ricorderete come una
volta, mentre Cristo si trovava nella sinagoga, il diavolo istigò all’ira il
popolo pensando: “Che cosa gloriosa
sarebbe se Lo uccidessero; allora potrei regnare supremo per sempre”. Così
fece in modo che il popolo portasse Cristo in cima alla collina, e pregustava
il momento in cui certamente da lì sarebbe stato scaraventato di sotto. Ma
Cristo si mise in salvo.
Il diavolo cercò di
farlo morire di fame nella tentazione del deserto e cercò di farlo annegare nel
mare in tempesta; ma non c’era modo di farlo morire, né per fame, né per
annegamento, benché satana certamente avesse sete del Suo Sangue e desiderasse
ardentemente che morisse.
Finalmente arrivò il
gran giorno: fu telegrafato alla corte degli inferi che finalmente Cristo
sarebbe morto.
Le loro campane
suonarono a festa con gioia infernale.
“Adesso morirà”, disse. “Giuda
ha preso i trenta pezzi d’argento. Lascia che quegli scribi e quei farisei gli
mettano le mani addosso e, come fa un ragno con la mosca che ha catturato, non
se lo lasceranno scappare. Ormai è in nostro potere”.
Il diavolo rise
deliziato quando vide il Salvatore a giudizio davanti a Pilato.
Quando venne detto: “Che sia crocifisso”, la felicità del
diavolo fu senza limiti, a parte quelli che la sua stessa misera condizione gli
impongono.
Nel cammino verso la
morte, Cristo fu visto dai demoni, così come fu visto dagli angeli, e quel
cammino di sofferenza che portava dal palazzo di Pilato fino alla croce fu
seguito dai demoni con straordinario interesse.
Quando fu visto sulla
croce, ecco che il nemico esultò, e sogghignando disse: “Ah! Ora ho il Re di Gloria in mio potere; ho il potere della morte, e
ho il potere sopra il Signore Gesù”.
Egli esercitò questo
potere finché il Signore Gesù non ebbe a gridare nella Sua angoscia tremenda: “Mio
Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?”, ma quanto fu effimera questa
vittoria degli inferi! Quanto fu breve il trionfo di satana!
Gesù morì e “Tutto è compiuto!” scosse le porte
dell’inferno.
Il Vincitore balzò giù
dalla croce, rincorse il nemico nel divampare della Sua ira; il nemico fuggì
veloce verso le ombre dell’inferno e il Vincitore gli tenne dietro e
afferratolo lo legò a una ruota del Suo carro, trascinandolo su per la
scalinata della gloria mentre angeli esclamavano: “Salito in alto ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni
agli uomini” (Efesini 4:8).
Perciò, diavolo, hai
detto che mi avresti sconfitto in punto di morte.
Diavolo ti sfido e con
disprezzo rido di te!
Il mio Signore ti ha
sconfitto e ti sconfiggerò anch’io.
Dici che vincerai sui
santi, vero?
Ma non hai potuto
vincere il Signore dei santi e non potrai vincere neanche i santi.
Una volta hai creduto
di aver vinto su Gesù, ma sei stato amaramente deluso. Ora pensi di riuscire a
sconfiggere la poca fede e il cuore che viene meno, ma ti stai sbagliando di
grosso perché tra non molto calpesteremo satana sotto i nostri piedi.
Perfino nella nostra
ultima ora, anche se bersagli di tremendi attacchi, saremo “più che vincitori in virtù di Colui che ci
ha amati”.
Perciò vedete come la
morte di Cristo ha privato satana del vantaggio che ha sui santi nell’ora della
loro morte.
Quindi possiamo
scendere con gioia verso le sponde scoscese del Giordano o possiamo perfino, se
Dio ci chiama ad una morte improvvisa, lasciarci scivolare leggeri per le sue
ripide pareti rocciose, perché Cristo è con noi e morire è guadagno.
C.
H. Spurgeon