Il battesimo nello Spirito Santo:
per un tempo o per tutti i tempi?
Taluni sostengono
che l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo accompagnato dal segno delle
lingue sia da relegarsi ai tempi della Chiesa apostolica.
Altri ritengono
che essa non sia un’esperienza genuina, ma frutto di
una forte emozione.
Abbiamo invece
ragione di credere che il battesimo nello Spirito Santo è un’esperienza genuina
e quanto mai attuale che riguarda i credenti di ogni
tempo.
1. La prova biblica
Il battesimo nello
Spirito Santo è una promessa accuratamente descritta: “Dopo questo, avverrà che
Io spargerò il Mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie
profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno
delle visioni. Anche sui servi e sulle serve, spargerò in quei giorni il Mio
Spirito” (Gioele
Questa benedizione
può essere realizzata da tutti coloro che hanno
accettato Cristo come personale Salvatore e dunque sono nati di nuovo.
L’apostolo Pietro
nel giorno della pentecoste rileva in modo chiaro l’universalità di quest’esperienza: “Avverrà
negli ultimi giorni”, dice Dio, “che Io spanderò il Mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre
figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri
vecchi sogneranno dei sogni. Anche sui Miei servi e sulle Mie serve, in quei
giorni, spanderò il Mio Spirito, e profetizzeranno” (Atti
Questa esperienza riguarda
dunque “figli e figlie”, senza distinzione di sesso, poi “vecchi e
giovani”, senza distinzione di età, inoltre “servi e
serve”, senza distinzione di posizione sociale.
Si sarebbe avverato quello che
secoli dopo è stato ancora scritto per ispirazione dello stesso Spirito Santo: “Non c'è né Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o
Scita, schiavo o libero; ma Cristo è tutto e in tutti” (Colossesi 3:11).
Non soltanto senza distinzione
di nazionalità, né “Greco o Giudeo”, ma anche senza distinzione cerimoniale, né “circoncisione o incirconcisione”; senza distinzione
relativa all’istruzione, né “barbaro o Scita” (gli Sciti
erano considerati i barbari più incivili); senza distinzione sociale, né “schiavo o libero”.
Il profeta Gioele scrive: “Anche sui servi e sulle serve”, ponendo
l’accento su un avvenimento straordinario e imprevisto: la gloriosa esperienza
pentecostale si sarebbe manifestata non soltanto sugli schiavi, ma perfino sulle schiave, le più vituperate.
In tutto il
periodo dell’Antico Testamento mai uno schiavo o una schiava aveva ricevuto il
dono di profezia, ma nella grazia lo Spirito di Dio e i Suoi doni sono elargiti
a tutti coloro che sono “nati di nuovo”.
2. La prova storica
Oltre alla
testimonianza fornitaci dall’autorevole Parola di Dio, abbiamo anche prove
storiche di documenti lasciatici da antichi scrittori cristiani.
Leggiamo alcune di
queste testimonianze:
• Giustino
Martire: “Possiamo vedere
anche tra noi uomini e donne che possiedono i doni dello Spirito di Dio”.
• Clemente
d’Alessandria (150-212): “Poiché
vi è stata data una pace profonda ed abbondante ed avete avuto un desiderio
insaziabile di fare il bene, mentre una piena effusione dello Spirito Santo è
stata su tutti voi”.
• Ireneo (175-202): “Vediamo molti fratelli nella Chiesa
che hanno doni profetici e parlano in ogni sorta di lingua per lo Spirito”.
Sempre Ireneo a proposito di quest’esperienza scrive:
“Di pari consentimento in tutte le lingue essi pronunciavano lode a Dio”.
• Tertulliano
di Cartagine
(160-220), apologeta cristiano, afferma che ai suoi giorni si manifestavano
doni spirituali e lingue straniere.
• Giovanni
Crisostomo (305-407):
“Chiunque era battezzato nei giorni apostolici parlava in lingue”.
• Agostino (354-430): “Noi ancora facciamo quello che gli
apostoli fecero quando imposero le mani sui Samaritani
ed invocarono lo Spirito Santo su loro... Si attende che i convertiti parlino
in lingue nuove”.
• Eusebio: “Casi di potenza divina e miracolosa ancora
rimangono in alcune Chiese”.
• Antichi
scrittori cristiani, sia greci che latini, testimoniano del fatto che nel secondo secolo
era consuetudine pregare perché i cristiani fossero riempiti dello Spirito
Santo, come accadeva in origine.
3. La prova del secolo scorso
Verso la fine del
1900, Carlo G. Parham, direttore di una scuola biblica a Topeka, Kansas, assegnò agli studenti una ricerca sul
battesimo nello Spirito Santo.
Tre giorni dopo essi arrivarono alla conclusione che l’evidenza iniziale del
battesimo nello Spirito Santo consisteva nel fatto che i cristiani del Nuovo
Testamento avevano parlato in altre lingue.
Studenti ed
insegnanti della Scuola biblica cominciarono a ricercare quest’esperienza
in preghiera, proprio come i primi cristiani avevano
fatto.
Dopo una decina di
giorni gli studenti cominciarono a ricevere il
battesimo nello Spirito Santo ed a parlare in altre lingue.
Il primo gennaio
1901 alcuni di loro furono riempiti con lo Spirito Santo e nei tre giorni
seguenti quasi tutti fecero la stessa esperienza biblica. Al terzo giorno,
anche dodici pastori di differenti denominazioni evangeliche, che erano in
visita presso la
scuola, furono riempiti con lo Spirito Santo e parlarono
in altre lingue.
Di qui il
movimento pentecostale si diffuse in tutto il mondo.
4. La prova del nostro secolo
Ancora oggi,
tantissimi cristiani realizzano la pienezza dello Spirito Santo.
Tutto ciò conferma
l’universalità dell’esperienza pentecostale.
È dunque
importante tornare al modello dottrinale di tale
esperienza spirituale, espresso nel Nuovo Testamento.
Le dottrine e le
esperienze degli apostoli sono norme costanti che non devono mai essere
modificate. Sebbene i metodi della chiesa, la sua organizzazione e il suo
approccio generale verso il mondo, nel rispetto delle culture locali, possono
variare, i principi della pratica apostolica dovrebbero caratterizzare la
Chiesa di ogni tempo.
Vogliamo predicare
e praticare “Tutto l’Evangelo”, quindi vogliamo fare nostra questa gloriosa
esperienza di fede.
Pertanto la
promessa del battesimo nello Spirito Santo riguarda anche te!
Domenico
Modugno
tratto
da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» giugno 2004