Dove sei?
(Genesi
3:1-13)
La domanda
di Dio all’uomo è: “Dove
sei?”
“Dove sei?”
Fu anche la prima domanda che Dio rivolse all’uomo dopo la caduta
dovuta alla sua disubbidienza, quando Adamo e sua moglie, dopo aver peccato, si
nascosero dalla presenza di Dio.
Dio fece questa domanda, non perché non sapesse dove era l’uomo;
Dio sa dove siamo.
Davide esprimeva la perfetta conoscenza di Dio con queste parole: “Dove potrei andarmene
lontano dal Tuo Spirito, dove fuggirò dalla Tua presenza?… Se dico: Certo le tenebre
mi nasconderanno e la luce diventerà notte intorno a me, le tenebre stesse non
possono nasconderTi nulla e la notte per Te è chiara come il giorno; le tenebre
e la luce Ti sono uguali” (Salmo 139:7, 11-12).
“Dove
sei?”
È una domanda attuale che ancora oggi Dio rivolge a ciascuno di
noi riguardo alla nostra situazione personale.
Dove
sei spiritualmente?
Adamo stava sperimentando in quel momento una condizione di morte
interiore, spirituale, a causa della trasgressione all’ordine di Dio: “Dell’albero della
conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne
mangerai, certamente morirai” (Genesi 2:17).
Noi pensiamo di essere vivi, ma la Scrittura dice: “Voi che eravate morti
nelle vostre colpe e nei vostri peccati” (Efesini 2:1).
Dove sei spiritualmente?
Sei vivo o sei morto?
Sei sulla via della vita o sulla via della morte?
Dio lo sa, ma vuole che tu possa esserne consapevole.
Dio ci ha creati come essere liberi e quindi responsabili delle
nostre scelte e della condizione nella quale siamo.
La tua libertà dove ti ha portato?
La tua sapienza, il tuo saper fare, il tuo
non curarti di Dio dove ti ha portato?
Spiritualmente dove sei?
Sei nella Grazia o nel peccato?
Sei nell’ubbidienza o nella ribellione?
Stai vivendo una vita in comunione con Dio producendo dei frutti
spirituali, oppure una vita lontano da Lui realizzando opere carnali e mortali?
Dio non può operare nella tua vita se in te non c’è la
consapevolezza di voler uscire
dalla tua situazione.
Il Signore Gesù è quel Medico che cura gli ammalati che
riconoscono il male del loro
cuore e che chiedono a Lui guarigione.
Spiritualmente sei vivo?
Hai comunione con Dio, parli con Lui?
Hai la certezza di poter chiamare Dio, Padre, per la fede in Gesù
Cristo, oppure non senti la Sua presenza nelle tua vita?
Dove
sei moralmente?
Adamo rispose a Dio: “Ho avuto paura” (Genesi 3:10).
La sua scelta lo portò a trovarsi in una misera condizione morale
di paura.
Quanto è brutto passare dall’amore di Dio alla paura di Dio; dal
favore di Dio allo spavento.
A causa del peccato aveva perso tutto.
Dove sei moralmente?
Il tuo cuore è sicuro, oppure hai bisogno di stimolanti
psicofisici per affrontare le prove della vita?
Puoi anche tu affermare con certezza: “So in Chi ho creduto”
e “Se Dio è per noi chi
sarà contro di noi?” (2 Timoteo
Dove è il tuo morale, la tua fiducia, la tua aspettativa di vita?
Dio aveva una piano di serenità e sicurezza per la vita di Adamo,
ma ora egli vive nella
paura.
Le tue
scelte che cosa hanno prodotto in te?
Sei
contento della tua condizione morale?
Oppure hai
l’ansia nel cuore e vorresti sentire la pace del Signore?
Vorresti
smettere di nasconderti e dire piuttosto: «Signore,
sono qui!»
Dove sei
moralmente?
La paura
della vita, la paura della morte, del dolore, la paura del diavolo…tante cose
ci possono spaventare.
Ai
discepoli spaventati sulla barca sbattuta dalle onde, Gesù disse: “Dov’è la vostra fede?” (Luca
8:25). Ma poi
calmò la tempesta!
Forse, a
causa delle tue scelte, ti trovi nel mare della paura, quella paura di vivere,
di andare avanti.
Se lo
vuoi Dio, può cambiare la tua situazione moralmente distrutta e donarti
certezza di fede e gioia di vivere: “Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via
la paura” (1 Giovanni 4:18).
Dove
sei socialmente?
Guardando
la società odierna, molti dicono: «Sta
andando tutto a rotoli!».
L’apostolo
Paolo dice che un tempo eravamo “odiosi ed odiantici gli uni gli altri” (Tito
3:3).
Questo
odio è iniziato proprio nel giorno in cui l’uomo ha peccato.
Dio gli
aveva donato ogni cosa, l’aveva messo al centro della Sua creazione e gli aveva
posto al fianco la donna come coronamento di gioia.
Ora
Adamo si giustifica dicendo: “La
donna che Tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero,
e io ne ho mangiato” (Genesi 3:12).
Sono
sempre gli altri che devono cambiare, mentre noi ci sentiamo a posto.
Adamo stava
dicendo a Dio: «Io non ho sbagliato, è
stata la donna».
Molti
oggi dicono: «Io non ho colpa, è la
società che mi fa essere così»; «Io
non ho colpa, è la famiglia che mi fa essere così»…, è sempre colpa degli
altri!
Ma Dio
disse: «Adamo, tu dove sei?».
Lo sto
chiedendo a te, non a tua moglie, non agli altri!
Dio sta
ancora chiedendo a me e a te: «Tu dove
sei?»
Forse
cerchiamo scuse per dire che è la società che non va, per dire che sono le
istituzioni che devono cambiare, per dire che sono i genitori che devono
cambiare, per dire che sono gli altri che devono cambiare, per dire che non è
colpa nostra.
Per il
prossimo, per la società, noi possiamo essere fonte di benedizione o causa di problemi;
se siamo in Cristo saremo di benedizione per gli altri, perché i problemi
dell’umanità si risolvono spiritualmente.
Dio non
ha mandato uno statista, un politico, un economista, ecc…, per risolvere i problemi
dell’umanità; Egli ha mandato il Salvatore per togliere il peccato dal cuore dell’uomo
e farlo così una nuova creatura che può amare e aiutare il suo prossimo.
Dio
inizia a risolvere i problemi dell’uomo pulendolo dal di dentro.
Il
problema non è la società, non sono le autorità terrene, il problema è nel
cuore dell’uomo e Dio desidera donarti un cuore nuovo in Cristo Gesù.
Dove
sei fisicamente?
Da quel
giorno, assieme al peccato sono entrate nel mondo la malattia, il dolore, la morte.
Forse a
causa di una scelta sbagliata, di una falsa libertà, qualcuno sta subendo anche
nella
sua vita fisica le tristi conseguenze del peccato.
Però noi
sappiamo che la Scrittura dice che Gesù è salito su quella croce per prendere su
di Sé le terribili conseguenze del nostro peccato: “Egli è stato trafitto a causa
delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il
castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di Lui e mediante le Sue lividure noi
siamo stati guariti” (Isaia 53:5).
Forse
qualcuno è chiamato, anche riguardo la sua condizione fisica, a riconoscere di
aver fatto un cattivo uso della sua libertà.
Il
Vangelo ci attesta che tutti quelli che andavano a Gesù con cuore sincero e semplice
fede venivano guariti.
Spiritualmente,
moralmente, socialmente e fisicamente, siamo chiamati a prendere coscienza
della nostra condizione e a dare una risposta alla domanda di Dio: “Dove sei?”
Giuseppe Bortoli
RISVEGLIO
PENTECOSTALE NOVEMBRE 2005