Che tipo di
servo sei?
Il Signore Gesù non promise vita
facile a quanti dicevano di volerLo seguire: “Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi animo, io ho vinto il
mondo” (Giovanni 16:33).
Signore,
fa’ che guardando solo a Te possiamo prendere da quanti Ti hanno servito
fedelmente nella loro vita!
L’apostolo
Paolo scrisse riferendosi a una prova che lo affliggeva nella carne: “Tre volte ho pregato il Signore
perché l’allontanasse da me” (2 Corinzi 12:8).
E,
ricevendo con gioia tutto quello che proviene dalla
mano del
Signore, ne accettò il volere anche quand’Egli gli disse “
Signore,
fai di noi dei servi che possano essere disposti a seguirTi e a servirTi senza guardare
al prezzo, alle difficoltà, all’impegno, senza guardare alle circostanze, ma “fissando lo sguardo su Gesù, Colui
che crea la fede e la rende perfetta” (Ebrei 12:2).
Gesù
pone una condizione a coloro che Lo vogliono seguire: “Se uno vuol venire dietro a Me,
rinunzi a sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e Mi segua” (Luca
9:23).
Se siamo
genitori, come tali ci preoccupiamo della salute e della crescita dei nostri
figli. Allo stesso modo il Signore si preoccupa che i Suoi figlioli possano
avere ben chiara qual è la priorità per la loro vita: mettere Cristo Gesù al
primo posto!
Prendere
ogni giorno la propria croce non significa dover patire delle sofferenze come
quelle di Cristo Gesù, nessuno potrà mai farlo perché, sulla croce, Egli si
caricò dei nostri peccati.
“Egli
è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle
nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo pace è caduto su di Lui e mediante
le Sue lividure noi siamo stati guariti” (Isaia 53:5).
Purtroppo
molti allontanano da sé l’idea di impegnarsi per il Signore alla prima
difficoltà. Talvolta si possono incontrare ostacoli al desiderio di servire il
Signore perfino nell’ambito familiare; Davide fu ostacolato dai suoi stessi
fratelli quando volle prendere posizione per il Signore contro Goliath.
Ma la
chiamata del Signore non permette che vengano poste condizioni: se lo
desideriamo veramente, potremo servire il Signore camminando “com’Egli camminò” (1 Giovanni
2:6), seguendo le Sue
impronte tracciate nella Parola di Dio.
Quale
sarà il prezzo da pagare?
Dovremo
permettere al Signore di abitare sempre più nei nostri cuori, affinché possiamo
comprendere sempre meglio “quale
sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo”
(Efesini 3:18) e
non dovremo, una volta posta mano all’aratro, volgerci indietro, altrimenti il
nostro impegno non potrà dare buon frutto.
Purtroppo
ci sono alcuni che vorrebbero mettere mano all’aratro, ponendosi per un po’ al
servizio del Signore, ma continuando anche a camminare con un piede nel mondo.
Non
facciamo come la moglie di Lot che sentì la nostalgia per quanto aveva lasciato
dietro a sé.
Signore,
non permettere che nutriamo la curiosità di voltarci indietro, ma aiutaci a
camminare sempre in avanti seguendo e servendo Te!
“A
un altro il Signore disse: Seguimi!” (v.59).
E a te
il Signore chiede: “Qual è la priorità
nella tua vita? Chi metti al primo posto? Chi vorrai seguire?”
C’è una
ricompensa già preparata dal Signore per quanti, impegnati nel Suo servizio,
stanno trafficando finché Egli venga: “Va bene, servo buono e fedele...” (Matteo
25:21), ma c’è
anche un giudizio che incombe su quanti dimostrano di essere dei servi inutili:
“Quel servo inutile,
gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti” (v.30).
In una
parabola del Signore alcuni servitori a cui erano stati affidati dei talenti si
erano impegnati facendoli fruttare proporzionalmente a quanto avevano ricevuto.
Questo
vuol farci comprendere che, se anche il Signore ci avesse affidato un solo
talento da impiegare nella Sua opera, il premio che riceveremo sarà
proporzionale al nostro impegno nel trafficarlo, utilizzandolo alla Sua gloria.
Tutti
coloro che sono stati chiamati dal Signore a salvezza sono stati chiamati anche
a servirLo.
Gesù sta
per ritornare e guarderà all’opera che avremo compiuto nel Suo Nome, a come
avremo amministrato quanto ci è stato affidato.
In
questo breve tempo che ci separa dal Suo ritorno preghiamo il Signore che non
perdiamo lo zelo dei primi tempi della conversione!
Preghiamo
altresì affinché Egli possa aiutarci a condurre anime a Lui con il nostro
servizio fedele.
Allora
potremmo udire le benedette parole del nostro Signore: “Va bene, servo buono e fedele,
sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella
gioia del tuo Signore” (Matteo 25:21)
RISVEGLIO
PENTECOSTALE LUGLIO/AGOSTO
2005