Bisogno di costanza

 

«Poiché voi avete bisogno di costanza, affinché, avendo fatta la volontà di Dio, otteniate quel che v’è promesso. Perché: Ancora un brevissimo tempo, e Colui che ha da venire verrà e non tarderà; ma il Mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima Mia non lo gradisce». (Ebrei 10:36-38)

 

 

Naturalmente, come credenti abbiamo scoperto il nostro profondo bisogno spirituale: abbiamo realizzato prima il bisogno di ravvederci, poi quello di essere perdonati, ancora quello di essere salvati dal Signore, non ultimo quello di servire fedelmente Dio.

Queste “scoperte” non sono il frutto della nostra intelligenza, della nostra perspicacia o della nostra personale esperienza, ma il risultato di una continua crescita cristiana realizzata leggendo la Parola di Dio e ubbidendo ad essa.

Non possiamo “immaginare” noi quello di cui possiamo aver bisogno spiritualmente, ce lo rivela

il Signore per mezzo della Sua Parola! “Voi avete bisogno di costanza...”

Tutte le volte che la Bibbia rivolge all’onesto lettore un imperativo, un ordine, un’esortazione

decisa, facciamo bene a porvi ben mente perché è Dio stesso che si rivolge a noi per il nostro bene! Noi pensiamo di aver bisogno urgentemente di tante cose; Dio, invece, guarda alla nostra fragile natura di uomini fallaci ed inclini allo scoraggiamento e vede quali sono le nostre vere necessità!

Come figlioli di Dio abbiamo urgentemente, decisamente, irrinunciabilmente bisogno di costanza se vogliamo terminare la corsa e arrivare al santo traguardo di aver fatto la Sua volontà fino alla fine ed ottenere quello che ci è promesso!

Non è nella nostra natura essere costanti, anzi, specialmente nelle cose che non prevedono risultati immediati, facilmente ci stanchiamo, ci scoraggiamo, ci distraiamo, ci spazientiamo, ci avviliamo, e talvolta nel servizio cristiano facciamo così; ma è solo applicandosi con costanza che Dio promette risultati, gloriosi risultati!

Di Mosè è scritto che: “per fede... stette costante,come vedendo Colui che è invisibile” (Ebrei 11:27); del re Jotham è detto che “divenne potente, perché camminò con costanza nel cospetto del suo Dio” (2 Cronache 27:6).

Certamente abbiamo “udito parlare della costanza di Giobbe” (Giacomo5:11).

La costanza era una delle caratteristiche dell’apostolo Paolo che scriveva a Timoteo: “Hai tenuto dietro... alla mia costanza” (2 Timoteo 3:10).

Gesù dice all’angelo della chiesa di Efeso: “Io conosco le tue opere e la tua fatica e la tua costanza” (Apocalisse 2:2).

Talvolta abbiamo forse desiderato di poter mostrare al Signore qualche atto eroico.

Gli eroismi saranno anche spettacolari, ma sono delle azioni uniche, brevi, isolate.

L’opera di Dio, invece procede e va avanti in virtù di opere magari poco appariscenti, ma costanti.

Possa Gesù vedere la “nostra” costanza  nella fede e nel servizio, solo così saremo di qualche utilità!

Sebastiano Bozzon

 

 

Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» marzo 2004