NEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI A GAT: TRACCE DELL’ESISTENZA DI GOLIAT?

 

Secondo quanto riportato sul sito dell’Autorità israeliana di archeologia (www.antiquities.org.il ) sarebbe stata rinvenuta una prova archeologia dell’esistenza di GoIiat di Gat, il gigante che sfidò Davide e fu da questi ucciso.

La scoperta sarebbe avvenuta a Tell e-Safi (la odierna Gat biblica), a metà strada fra Gerusalemme ed Ashkelon, zona considerata come residenza degli antichi Filistei.

Un archeologo israeliano, Aaron Maeri, in collaborazione con due colleghi tedeschi, Manfred Görg e Stefan Jakob Wimmer di Monaco, ha raccolto durante gli scavi parecchi frammenti su alcuni dei quali sono presenti segni di scrittura precananea.

Sicuramente si tratta dei documenti più antichi mai rinvenuti e relativi alla civiltà filistea. Risalirebbero ad un periodo compreso fra il decimo ed il nono secolo avanti Cristo.
Su uno dei cocci si leggono due nomi non semiti: Alwt
e Wlt.

L’archeologo israeliano, dopo essersi a lungo consultato con i colleghi tedeschi, è arrivato alle conclusione che si tratta di due iscrizioni che assomigliano in modo notevole al nome “Goliat”.

Secondo l’opinione del professor Maeri, il frammento in questione risalirebbe, seguendo la cronologia biblica, a cento anni circa dopo Davide e potrebbe essere quindi il superstite di una tavola più grande che riportava il racconto della sfida vinta dal giovane pastore contro il terribile gigante filisteo.

Sempre secondo il professor Maeri il ritrovamento di questo frammento costituirebbe uno dei tanti “fatti culturali” utili per favorire una miglior comprensione del testo biblico.

Durante gli scavi di Tell e-Safi (Gat) sono venuti alla luce numerosi altri oggetti di chiara provenienza e cultura filistee.

Sono stati ritrovati inoltre tracce appartenenti chiaramente all’accampamento dell’esercito di Azael re di Siria che, secondo il racconto di 2 Re 12:17 conquistò e distrusse la città di Goliat.


Di tanto in tanto arrivano da Israele notizie di questo genere, rinvenibili nel Sito sopra citato.

Sappiamo che il Signore può far parlare le pietre quando gli uomini tacciono, ma occorre sempre manifestare, oltre a curiosità ed interesse, anche equilibrio e prudenza, ricordano che la Parola per essere creduta non ha bisogno di prove ma della nostra fede.